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Pubblico questa nota dell’ex sindaco Fabrizio Bagini in cui fa il punto del suo impegno per promuovere la collaborazione con altre istituzioni e realtà associative e delle energie profuse per far prevalere il bene comune nella comunità vittuonese. Ma anche la sua marezza per non aver potuto completare progetti, come quello con la parrocchia, a cui ci teneva per via dell’interruzione della legislatura.
Durante il mio mandato ho sempre cercato di essere il sindaco di tutti e di essere aperto e disponibile con tutte le realtà presenti sul territorio. Chi ha avuto modo di confrontarsi con me può confermare quanta attenzione ponevo alle problematiche che mi venivano proposte, attenzione che andava oltre gli steccati ideologici che in un paese come il nostro non hanno senso di esistere. Quello che deve prevalere a Vittuone deve essere l’interesse comune che ha come unico obiettivo lo sviluppo sociale, civile e culturale del nostro paese.

Proprio in un’ottica di collaborazione per portare avanti obiettivi comuni, le relazioni tra l’amministrazione comunale e la parrocchia sono state sin dall’inizio intense e partecipate.

Con don Antonio e don Giovanni si sono create sinergie e pur in un periodo in cui i bilanci comunali hanno visto ridurre sempre più le proprie risorse, abbiamo cercato di mantenere i nostri contributi a realtà importanti e difficilmente sostituibili della nostra comunità, come l’asilo Venini e l’oratorio feriale.
In diverse altre occasioni abbiamo lavorato fianco a fianco sempre avendo come ultimo scopo l’interesse generale della nostra comunità Un esempio su tutti la realizzazione del “Percorso filosofico” lungo il sentiero che porta al Lazzaretto.
Era mia intenzione approfondire questa collaborazione su temi come quelli dell’integrazione, del sostegno alle nuove povertà, della lotta all’emarginazione. Per tale motivo avrei voluto creare un tavolo di lavoro tra amministrazione comunale e parrocchia dove poterci confrontare su possibili campi di intervento e programmare interventi sinergici al fine di ottimizzare le risorse ed evitare inutili sovrapposizioni.

Ad esempio:

– Insegnamento dell’italiano agli stranieri.
– Organizzazione di eventi culturali su tematiche di grande interesse comune come la legalità, i conflitti internazionali, i grandi flussi migratori, jihadismo e terrorismo islamico, l’enciclica “ Laudato sì“ di Papa Francesco.
– La creazione di un polo solidale tra produttori-donatori, istituzioni, associazioni già operanti sul territorio e parrocchia, per azioni di sostegno di diritto al cibo nelle situazioni di fragilità, per superare una logica meramente assistenzialistica e affrontare i temi della riduzione degli sprechi e dell’aiuto ai più bisognosi in un’ottica più organizzata e sistemica, migliorando la gestione delle eccedenze.
– Condivisione di sinergie nell’organizzazione delle feste patronali, di spettacoli teatrali e rassegne cinematografiche.

Purtroppo a causa delle recenti circostanze che hanno portato alle mie dimissioni tutto questo per me rimarrà solo un progetto non realizzato. Tuttavia quanto proposto penso possa essere un valido punto di partenza per chi in futuro sarà alla guida del paese e veda nella collaborazione Comune-Parrocchia un momento per una crescita dell’intera comunità.

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