Il destino dell’amministrazione comunale sembra proprio irreversibilmente segnato. Il sindaco Fabrizio Bagini sino alla pubblicazione di questo blog non ha ritirato le dimissioni e nulla lascia pensare che lo faccia in giornata, anzi ha fatto di più per rendere chiaro il suo proposito. Ha compiuto un gesto che è un vero e proprio sigillo sulla fine anticipata della legislatura. Sì, perché in mattinata ha salutato i dipendenti e con questo atto ha inteso comunicare a chi ancora sperava che non intende fare alcun passo indietro e sottostare soprattutto ai condizionamenti dei tre dissidenti Biagio Di Maio, Massimiliano Bianchi e Danilo Portaluppi.
Uno schiaffo per i dissidenti che forse non pensavano che la corda a furia di tirarla si sarebbe rotta. Invece Bagini ha fatto la mossa che non si aspettavano, cioè si è dimesso, con la conseguenza che sono rimasti spiazzati e i loro tentativi di trovare un compromesso con un assessore di loro gradimento è stato respinto al mittente dal primo cittadino. Adesso che sono rimasti tagliati fuori dovranno trovarsi una nuova casa per continuare a fare politica e non sarà facile. Certo che davanti all’opinione pubblica i tre dissidenti rischiano ora di passare come gli unici responsabili della crisi e della fine anticipata della legislatura e per di più con l’aggravante di non aver avuto una strategia efficace e convincente. Bagini non si sa se si voglia uscire definitivamente di scena, ma non è neppure da escludere che abbia scelto di dimettersi per liberarsi dai dissidenti per poi ricandidarsi in primavera con una nuova squadra per completare il lavoro interrotto sempreché gli elettori siano d’accordo.
