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Il Partito democratico si ritroverà venerdì prossimo in sezione per incominciare a definire nel dettaglio la strategia da tenere nella campagna elettorale che è virtualmente alle porte, anche se il consiglio comunale è stato appena sciolto. Il punto nodale è sicuramente quello di ripensare la compagine “Cambiare, insieme” che era stata vincente nella scorsa tornata elettorale. Uno sforzo necessario sia per rinnovare l’immagine che l’azione politica, i contenuti, le alleanze e il candidato sindaco, visto che il simbolo era legato all’ormai ex sindaco Fabrizio Bagini che gettando la spugna senza indicare una prospettiva per il dopo ha finito per fare terra bruciata.

Un impegno gravoso, anzi una una sorta di traversata nel deserto per il Pd che si è ritrovato obtorto collo a ripartire da zero all’improvviso e a organizzarsi velocemente per essere in qualche modo pronto e competitivo. Un bel guaio, ma di necessità deve fare virtù. Intanto l’ex assessore Enrico Bodini (Pd) se la prende ancora con quello che lui chiama sedicente gruppo autonomo, che a suo giudizio, si è premurato “a dare motivazioni ‘nobili’ e più ‘pesanti’ alla propria volontà di sfiducia al sindaco che all’inizio si appoggiava alla richiesta di ringiovanimento della giunta senza indicare nomi in particolare. Richiesta di ringiovanimento fra l’altro soddisfatta dal sindaco con la sostituzione di due assessori e la nomina di una assessora, avvocato, di 27 anni. Ma questo ringiovanimento non è bastato al gruppo autonomo. Mi sembra scontato che chiedere un cambiamento e dopo averlo ottenuto, pretendere altro ancora non è un modo per essere credibili”.
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