Non c’è pace per l’ex sindaco Alfredo Celeste. Non solo il processo davanti al Tribunale di Milano in cui è imputato per corruzione, anche le contestazioni di un gruppuscolo organizzato di studenti (Collettivo Controvento e del Collettivo Indipendente Vico) davanti alla sede della Curia di Milano per chiedere che venga allontanato dal liceo Vico di Corsico, dove è insegnante di religione. La sua colpa agli occhi dei suoi detrattori è quella di essere un docente di religione e trovarsi coinvolto in un processo in cui il Pm ha detto che lui non sapeva nulla che l’imprenditore Eugenio Costantino era mafioso e che la presunta promessa di favori non si è mai concretizzata. Una contestazione, che al di là della singolare crociata in nome dell’etica, a ben guardare del tutto superflua, poiché Celeste proprio domani terminerà la supplenza.
Certo erano soltanto 8 ragazzi a inscenare la protesta con cartelli e slogan infarciti di insulti ed evocazioni sinistre che potrebbe costargli la denuncia. Ma a loro forse interessava più l’aspetto politico della vicenda che attendere giusto qualche giorno che Celeste completasse l’incarico. “Una protesta assurda -afferma Celeste- nella forma e nei contenuti, oltre che inutile dal momento che la supplenza terminerà venerdì 11 dicembre. È utile rilevare che i protagonisti di questa impresa sono studenti che a scuola non fanno religione e si richiamano a esperienze politiche condannate dalla storia. Eppure come folgorati sulla via per Damasco invocano etica e quant’altro in maniera platealmente strumentale. Come se non bastasse hanno colorato la loro sceneggiata con parole diffamatorie e offensive che mi costringono a sporgergli querela”.
Certo erano soltanto 8 ragazzi a inscenare la protesta con cartelli e slogan infarciti di insulti ed evocazioni sinistre che potrebbe costargli la denuncia. Ma a loro forse interessava più l’aspetto politico della vicenda che attendere giusto qualche giorno che Celeste completasse l’incarico. “Una protesta assurda -afferma Celeste- nella forma e nei contenuti, oltre che inutile dal momento che la supplenza terminerà venerdì 11 dicembre. È utile rilevare che i protagonisti di questa impresa sono studenti che a scuola non fanno religione e si richiamano a esperienze politiche condannate dalla storia. Eppure come folgorati sulla via per Damasco invocano etica e quant’altro in maniera platealmente strumentale. Come se non bastasse hanno colorato la loro sceneggiata con parole diffamatorie e offensive che mi costringono a sporgergli querela”.