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Il 21 dicembre con atto di determinazione del segretario comunale Lucia Pepe è stata approvata la relazione rendicontativa del piano anticorruzione, frutto del lavoro  della commissione straordinaria. Un lavoro ponderoso di ben 31 pagine in cui sono state esaminare fra l’altro le aree più esposte a fenomeni corruttivi. Dalla relazione è emerso che “si rilevano criticità nell’ambito processi in riferimento a privati con titoli abilitativi urbanistici convenzionati e tenuti in seguito a tali convenzioni od accordi, alla realizzazione di lavori di manutenzione straordinaria e/o od opere pubbliche su immobili comunali (come da parere espresso dal segretario comunale riguardo alla deliberazione commissariale n.164/2015).
In tali casi si raccomanda per il futuro che venga fatta espressa richiesta dell’adempimento dell’obbligo di realizzazioni di lavori per conto e nell’interesse del Comune esclusivamente mediante attuazione di procedure ad evidenza pubblica”. Che fare? Secondo la commissione  la rotazione del personale addetto alle aree a più elevato rischio di corruzione sarebbe una misura di importanza cruciale tra gli strumenti di prevenzione della corruzione e non è un caso che l’esigenza del ricorso a questo sistema è stata sottolineata anche a livello internazionale. Tuttavia “la dotazione organica del Comune di non consente di attuare automatiche e periodiche rotazioni degli incarichi, soprattutto a livello apicale”. Ma la Commissione straordinaria ha fatto di necessità virtù. Come?Adottando apposito provvedimento di riorganizzazione dell’ente e della struttura (che è passata da 8 a 7 aree), nonché rivedendo gli incarichi precedentemente conferiti ai responsabile di area. Non solo. L’assunzione di un responsabile dell’area finanziaria per 5 anni a far data dalla cessazione del commissariamento.

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