L’amministrazione comunale smentisce che le morosità legate all’immobile di via Mattei 14 abbia a che fare con l’alloggio confiscato. Infatti in una nota precisa che “non è in alcun modo responsabile per l’immobile ubicato di via Mattei 14, oggetto del contenzioso di cui si sono occupate negli ultimi giorni le testate giornalistiche, e che quindi non è implicato, in qualità di ente pubblico, nelle vicende legate alla morosità della persona che ha avuto precedenti penali”. Insomma un can can che non lo riguarda direttamente. “Tutti i beni di codesto soggetto -puntualizza- sono infatti stati ‘riscattati’ direttamente dallo Stato e di conseguenza il contenzioso rimane circoscritto tra Stato, il soggetto e i privati condomini di via Mattei 14. Il Comune non ha dunque nessun margine per un potenziale intervento risolutivo, in quanto trattasi di vicende riconducibili a privati cittadini”.
Tuttavia -aggiunge- è vero che “un alloggio è stato confiscato alla mafia e di proprietà del Comune di Sedriano, ma è ubicato in via Fiume e destinato a luogo di supporto per donne che subiscono o hanno subito episodi di stalking e di violenza in genere”. Intanto l’assessore Valeria Chiesa afferma che “l’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, a seguito dell’interesse manifestato con deliberazione della commissione straordinaria, ha trasferito al Comune di Sedriano la proprietà di un’abitazione di tipo economico della consistenza di vani 5,5 e relativo box di pertinenza, ubicata in via Fiume a Sedriano; tale immobile NON era di proprietà della persona che ha avuto precedenti penali. Tale immobile, il cui uso sarà ad esclusivo interesse pubblico e sociale in quanto destinato a luogo di ricovero per donne con minori, oggetto di violenza domestica, che si trovano temporaneamente in una situazione di impossibilità a ritornare nella propria dimora, è stato di fatto acquisito libero e privo di qualunque gravame”.