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Roberto Galli, a cui da ogni parte si rinfaccia di essere la stampella della maggioranza, sembra deciso a togliersi la brutta etichetta che gli è stata cucita addosso e che non è certo un buon viatico per rinnovare la sua immagine pubblica. Infatti in tutte le sedi, pubbliche e private, va qualche settimana dicendo che se non sarà ritirato il famigerato bonus volumetrico, che la giunta vorrebbe invece concedere a un operatore, non esiterà a lasciare in brache di tela la maggioranza. Un mantra che ripete nei bar e nelle conversazioni con gli occasionali interlocutori. Del resto non dovendo più sostenere l’ex assessore Silvia Bona cerca di cancellare, o quantomeno almeno sfumare, la nomea di transfuga e di stampella della maggioranza.

Ma rischia di fare un clamoroso autogol come sempre accade a chi non è in sintonia con i tempi della politica e non gioca tempestivamente le sue carte. E già, perché potrebbe essere surrogato sul campo da nuovi alleati che non sono contrari al bonus come si è visto in commissione quando si è discussa la proposta. Infatti Gianfranco Colombo, presidente del gruppo Io amo Bareggio, stamattina, a domanda, fra lo scherzo e il faceto, ha risposto che in caso di defezione di Galli potrebbero intervenire altre soluzioni. Magari è stata solo una battuta, ma non è da escludere che sia stata invece rivelatrice di un orientamento che potrebbe emergere veramente se la situazione lo richiedesse o un semplice messaggio al consigliere a non fare troppe storie se non voglia ritrovarsi all’angolo. Sarebbe paradossale che Galli da determinante per la sopravvivenza della maggioranza diventasse improvvisamente residuale e inutile e tutto il suo zelo finisse nel macero della politica più scaltra. Certo che se non si dà una regolata non è poi tanto difficile che resti appiedato.

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