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I nodi vengono sempre al pettine. Come quelli che sono andati in scena in consiglio comunale sulla scia della variazione di bilancio. Sì, secondo il consigliere comunale Monica Gibillini (Bareggio 2013), sono venuti alla luce e dimostrato che buona parte delle spese che lei aveva proposto di tagliare per non far pagare la Tasi alle famiglie –verde pubblico per 36.000 euro su una spesa per manutenzione del verde 2015 di 253.000 euro- non sono state ancora realizzate. Non solo. La giunta Lonati si è pure inventata nuovi progetti e attività per spendere i soldi a bilancio prima della fine dell’anno, per evitare di avanzarli.

Insomma, a giudizio di Gibillininon era necessario aumentare la Tasi ai cittadini, portandola da 0,20% a 0,25%, con un incremento fino al 40% per le famiglie con un’abitazione in categoria catastale A3 e senza detrazioni per figli minori di 26 anni. Gibillini ritiene che come primo obiettivo per realizzare il bene comune la giunta Lonati debba ridurre sia le tasse, sia la burocrazia che i cittadini devono affrontare per pagare le tasse stesse. «Sulla variazione di bilancio -commenta Gibilliniabbiamo dunque fatto due proposte per meglio spendere le risorse nella cassa del Comune: la prima, aumentare le luminarie natalizie per rendere più vivibile il paese per tutti i cittadini. Basta girare le vie di Bareggio e San Martino per rendersi conto che i 6.000 euro spesi dalla giunta non sono sufficienti per creare atmosfera natalizia. Il consigliere Roberto Galli ‘stampella’ della maggioranza ha tentato di sostenere in consiglio comunale che non c’è più tempo per installare altre luminarie. Tuttavia gli ho ricordato, in modo efficace, che a dire del sindaco non è necessaria una nuova gara o selezione per individuare il fornitore delle luminarie, pertanto basta contattare chi le ha già installate e farne mettere altre. E così tutta la maggioranza ha votato a favore dell’emendamento sulle luminarie, presentato da un altro gruppo consiliare di minoranza, cronologicamente prima del mio; investire sul progetto ‘Dopo di Noi’ per realizzare uno studio che indichi i costi gestionali della struttura e mettere da un lato il Comune in condizione di andare alla ricerca di finanziamenti e dall’altro le famiglie di conoscere tali costi. 
La giunta Lonati ha rifiutato la proposta con la motivazione che il Parlamento approverà a breve un disegno di legge a riguardo, così facendo però non si potrà fare nessuno studio prima dell’approvazione del bilancio comunale 2016. Per finanziare lo studio di fattibilità bastano 4.500 euro che si possono recuperare dalla spesa per incaricare un archivista, per catalogare la documentazione del Comune, che costa ben 25.000!
La sensazione è che la giunta Lonati non abbia idea di quali attività deve mettere in atto per realizzare il ‘Dopo di Noi’ e spera di essere ‘salvata’ dal Parlamento».

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