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Il conto alla rovescia sta per azzerarsi. Mercoledì 2 dicembre, che è la data ultima concessa al sindaco per ritirare le dimissioni, si avvicina velocemente. E salvo ripensamenti in corsa appare oramai inevitabile che la legislatura s’interrompa. Il primo cittadino Fabrizio Bagini non è disposto a ritirare le dimissioni senza che i dissidenti si facciano da parte. Certo che a mano a mano che la crisi diventa irreversibile appare sempre più insostenibile la posizione dei tre dissidenti, ovvero Biagio Di Maio, Danilo Portaluppi e Massimiliano Bianchi. Infatti stando alle ultime indiscrezioni che sono trapelate e finite sui giornali per fare un passo indietro i tre dissidenti vorrebbero l’investitura ad assessore di Bianca Canepari, che ha già ricoperto l’incarico ai tempi dell’era dell’indimenticabile sindaco Giuseppe Baglio ed essendo entrata in rotta di collisione con lui è stata licenziata.

Certo che se questa indicazione corrisponde ai veri desideri dei dissidenti appare incomprensibile per la mancanza di una razio poltica. Affossare la legislatura per una simile nomina con tutto il rispetto per l’interessata, la cui persona è fuori discusisone, è paradossale per il semplice motivo che hanno sempre reclamato ringiovanimento e innovazione. Mah… Forse è un estremo tentativo per rientrare senza pagare dazio avendo compreso di essersi immessi in un vicolo cieco. Ma, al di là di ciò, il futuro politico dei tre dissidenti se non compromesso sembra incerto, anche se Di Maio sta lavorando per entrare nelle file del Movimento 5 Stelle, il quale però dice che non vuole riciclati. Come, allora, andrà a finire?

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