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Il sindaco Fabrizio Bagini, una settimana dopo le dimissioni, ha emesso un comunicato per spiegare le ragioni della sua decisione..
Perché mi sono dimesso. Esco con un comunicato pubblico perché è giusto che la cittadinanza sappia i motivi di una decisione così drastica e sofferta, ma ormai irreversibile. Da circa tre mesi, all’interno della maggioranza che mi sostiene, si è creata una spaccatura determinata dal formarsi di un gruppo di cosiddetti dissidenti, costituito dai consiglieri Bianchi, Di Maio e Portaluppi. L’apice di questo contrasto si è avuto nel Consiglio Comunale del 31 agosto, nel quale Di Maio e Portaluppi votarono contro il bilancio preventivo, mentre Bianchi votò a favore ma con riserva.

Le motivazioni di questa posizione? A detta loro, la necessità di rinnovamento e ringiovanimento della giunta per rilanciare l’azione politica. Per mediare su questo punto, grazie anche alla disponibilità degli assessori Papetti e Stellini a dimettersi dalla loro carica, introducevo in giunta la dottoressa Federica Recanello, giovane avvocato, e il consigliere Angelo Poles. Le reali intenzioni dei tre dissidenti si manifestarono tuttavia in un incontro diretto tra me e loro. In questa occasione si presentarono come gruppo antagonista, che chiedeva nella “sostanza” un rimescolamento della giunta, con l’“estromissione immediata” di Stellini e il successivo allontanamento dell’assessore Bodini. Anche le figure di Recanello e Poles non erano gradite. Tutto ciò, a mio parere, rappresentava la voglia di scardinare un gruppo che, pur tra tante difficoltà, stava operando bene e che si apprestava a cogliere i frutti di tale lavoro. Per di più mi si metteva sull’avviso che, mancando una “gratificazione” del loro gruppo, non avrei avuto la maggioranza in Consiglio Comunale. Andavano così a farsi benedire la richiesta di convergenze sui punti programmatici e la necessità di un rilancio dell’aspetto partecipativo, cioè le motivazioni ufficiali del loro agitarsi. In realtà le pulsioni del loro dissenso miravano ad un ingresso in giunta e all’allontanamento di quelle persone che per me sono invece figure indispensabili per una seria azione amministrativa, avendo sempre dimostrato disponibilità, coerenza e capacità operative. Il cambiamento che volevo portare nella gestione politica a Vittuone aveva i suoi capisaldi nella trasparenza e nella correttezza: non potevo certo sottostare al classico scambio di poltrone, per assecondare certi desideri personali. Penso infatti che nella vita una persona debba avere principi etici irrinunciabili a cui fare riferimento. Ho deciso così che sarebbe stato meglio dimettermi, piuttosto che continuare ad amministrare in una situazione che avrebbe rischiato di compromettere gli interessi della cittadinanza. Ringrazio chi mi è stato accanto in questi anni di lavoro, riconoscendo e rispettando il mio ruolo. Ringrazio gli assessori Papetti e Stellini che hanno rassegnato le loro dimissioni per permettere il rinnovamento della Giunta. Ringrazio anche l’assessore Bodini che in queste settimane più volte mi ha messo a disposizione la sua carica, per provare un estremo tentativo di mediazione; ma poiché penso che a tutto vi sia un limite, l’ho invitato senza alcun tentennamento a mantenere il suo ruolo. Ringrazio tutti i cittadini che avevano riposto la loro fiducia nei miei confronti, in quel lontano Maggio 2012, e tutti coloro che successivamente hanno apprezzato la mia azione politica. Augurandomi che in futuro Vittuone possa essere amministrata da forze giovani, non solo anagraficamente ma soprattutto intellettualmente, ringrazio questo paese per avermi dato l’opportunità di un’esperienza unica, piena di soddisfazioni, che mi lascia quella piacevole sensazione di aver fatto qualcosa di buono per i miei concittadini.

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