Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News
L’assessore Enrico Bodini, politico di lungo corso, in questa nota che pubblico svolge un’analisi articolata sulle ragioni che hanno spinto alle dimissioni il primo cittadino. 
Le dimissioni da sindaco di Fabrizio Bagini erano certamente prevedibili; solo chi è rimasto innamorato della vecchia politica poteva pensarla diversamente e credere che sia possibile amministrare per il bene comune immerso in una continua trattativa per le impazienze di consiglieri “amici” che hanno in mente tutt’altro. Del resto era stato chiaro in uno degli ultimi consigli comunali quando dichiarò che non era sua intenzione accettare condizionamenti o peggio ancora ricatti. Lui ci farà sapere le motivazioni della sua scelta; io posso dire che ieri mattina quando sono state presentate contemporaneamente le dimissioni da incarichi di presidente e vicepresidente del consiglio e di altri incarichi consiglieri, è stata certificata l’alleanza fra i consiglieri di minoranza e i tre “critici” e quindi il sindaco non aveva più la maggioranza del consiglio. Preso atto di questa saldatura di intenti fra le comprensibili posizioni della minoranza consigliare con le altrettanti “incomprensibili” posizioni di chi, eletto tramite la lista di candidato sindaco Bagini ha cambiato parte, non rimaneva altro che riaffidare la parola agli elettori che giudicheranno. 

Esaminerò fra qualche giorno su questo post le ragioni ufficiali delle critiche dei tre dissidenti al fine di dimostrare la loro inconsistenza come ho già dichiarato in consiglio, però voglio subito far rilevare un altro elemento a supporto di quanto sostengo: fra le dimissioni date dai tre consiglieri di maggioranza ieri mattina c’erano la presidenza del forum partecipativo per la variante del Pgt e la presidenza della commissione per il decoro urbano; come è possibile lamentare la mancanza di partecipazione quando loro stessi hanno in mano due eccezionali strumenti per far partecipare i cittadini all’amministrazione del proprio paese?
Come ho già detto nel precedente post, approvo e giudico positivo l’amministrazione di Fabrizio Bagini.
Purtroppo la fine anticipata non ha permesso di discutere in consiglio la “rendicontazione” di quanto realizzato come previsto dalla legge ad ogni fine mandato e quindi cercherò di farlo io su questo post affinché i cittadini abbiano la possibilità di conoscere. Non è l’inizio della mia campagna elettorale e qui confermo quanto precedentemente affermato: non ho intenzione di candidarmi nuovamente ma sarò presente nella vita politica vittuonese. 
Comincio con questa prima parte di rendicontazione ricordando che nel maggio 2012, al passaggio di consegne con la precedente amministrazione, il bilancio del Comune registrava uno sforamento del patto di stabilità di oltre due milioni di euro (a fine anno poi fu ridotto a 500 mila euro), una situazione di cassa che, dedotta dei 2 milioni di euro vincolati versati da “Argento Vivo” per la Rsa, era negativa per 400 mila euro e i residui attivi, cioè le somme già date per accertate in bilancio ma ancora da incassare, arrivavano a due milioni di euro, oltre ad un indebitamento da mutui di 6,5 milioni di euro. Una situazione che presentava criticità tali che la Corte dei Conti, nello stesso mese di maggio 2012, con un documento di 13 pagine, chiedeva spiegazioni all’amministrazione fra cui: “le motivazioni dello squilibrio di parte corrente risultato costante nell’ultimo triennio” “i motivi per i quali si registrano sensibili mancate riscossioni…….”.
Dai rilievi fatti dalla Corte dei Conti veniva messo anche in evidenza che il 45,32% degli oneri di urbanizzazione era destinato a spesa corrente, cioè il bilancio quadrava con entrate straordinarie di oneri di urbanizzazione e in quegli anni il centro commerciale e il piano integrato del bosco del Bacin avevano portato milioni e milioni di oneri di urbanizzazione. 
Con queste entrate straordinarie l’amministrazione precedente non aveva pensato alla riduzione dell’indebitamento, ma nemmeno, come ho già messo in evidenza, a preoccuparsi di interventi necessari, quale l’eliminazione dell’eternit presente nella copertura del Comune o la sostituzione dell’impianto di condizionamento, sempre del Comune, già malmesso, o intervenire sul degradato del centro disabili di via Volontari della Libertà; aveva ritenuto necessario, importante ed indispensabile abbattere una parte di centro sociale per costruire un bocciodromo per oltre un milione e mezzo di euro di costo, più del doppio di tutte le spese ad investimento del bilancio 2015.
Nell’euforia di quei tempi di vacche grasse, contrariamente a quanto veniva indicato dall’opposizione, si accettavano fideiussioni assicurative di incerta garanzia invece di fideiussioni bancarie facilmente escutibili per garantire le opere pubbliche previste dai lottizzanti. Il risultato è che ora l’amministrazione comunale è in presenza di lottizzanti in grosse difficoltà finanziarie che non eseguono quanto previsto e dovrebbe escutere, per poter completare direttamente i lavori, fideiussioni assicurative di decine di milioni di euro emesse da sconosciute società assicurative rumene e londinesi.
Oggi si può affermare che, negli ultimi tre anni, questa amministrazione ha raggiunto l’equilibrio finanziario del bilancio senza praticamente utilizzare gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti. 
Di fronte al taglio dei contributi del governo, quest’anno altri 200mila euro in meno, nel 2013 è stata applicata l’addizionale Irpef (entrata complessiva annua di 300mila euro) che è la più bassa della zona e si applica solamente su un reddito annuo superiore a 15 mila euro: per un reddito medio costa al contribuente l’equivalente di 3-4 caffè al mese. 
L’indebitamento del Comune da mutui è stato ridotto a meno di 5 milioni di euro e sono stati eliminati residui attivi dal bilancio, per entrate non più ragionevolmente incassabili, per oltre un milione di euro. Dal 2013 viene rispettato il patto di stabilità.

Questi sono dati inoppugnabili di cui l’amministrazione Bagini può andare orgogliosamente fiera!

Related Post

Lascia un commento