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Ricevo e pubblico questa lettera aperta del presidente del consiglio comunale Biagio Di Maio sulla situazione politico-amministrativa che si è venuta a determinare ultimamente in paese.
Carissimi, ho letto attentamente quanto dichiarato agli organi di stampa in questo ultimo periodo da coloro che hanno o hanno avuto responsabilità amministrative e per quanto io sia propenso da sempre, come è nella mia indole, a cercare in qualsiasi modo una soluzione conciliativa, oggi proprio per i rapporti che sono evidentemente ammorbati non posso più sottrarmi a dire a chiare note anche la mia personale visione dell’intera vicenda. Come ogni cosa, non vi è prospettiva senza avere davanti i vari punti di vista espressi, ed è proprio questa prospettiva che voglio porre in evidenza. Sono finito sui giornali, come tutti sapete, solo dopo il consiglio comunale ultimo del 31 agosto.

Nonostante ciò, ogni volta che ho parlato a mezzo stampa l’ho fatto solo in risposta ad accuse e sollecitazioni di altri, mai prendendo l’iniziativa. Anche oggi, devo rispondere per amor di verità alle dichiarazioni di Bodini, di Stellini e a precedenti dichiarazioni di Bagini. Ebbene, più volte si è parlato di (nell’ordine): “personalismi e rivendicazioni”, “ignobili e strumentali richieste da parte dei tre dissidenti e del PD” e altre considerazioni che francamente ometto volutamente di commentare. Premetto subito che non combatto contro nessuno, difendo solamente le mie idee. E allora, senza scendere più di tanto nel gossip, do ragione a Stellini e a Bodini quando parlano di personalismi, solo che proprio per la prospettiva sopra evidenziata il ragionamento deve essere ribaltato. E quindi affermo, non è forse personalismo, caro Bodini, comunicare a tutti all’inizio di questa avventura politica di voler rimanere in carica non più di due anni nel ruolo di assessore al bilancio e successivamente, a tre anni e mezzo di amministrazione, finire con l’avere anche le deleghe di assessore all’urbanistica e lavori pubblici? Dirai che sei stato sollecitato da tutti ad accettare, certo ma in virtù di un dato provvisorio e perché gli altri assessori non erano “disponibili” sul detto incarico. Sarebbe stato auspicabile fin da subito un rimpasto privilegiando e mettendo risalto le giuste competenze per l’incarico, e ciò, concorderai, non è stato neanche tentato. Non è forse personalismo, caro Bodini, l’aver pianificato negli anni tutti i bilanci e venirne a parlare in sede di maggioranza dopo che le scelte erano state effettuate? Da noi si voleva solo il voto, l’alzata di mano e questa bastava. Ciò è stato sempre fatto da parte nostra per non mettere in difficoltà nessuno, men che meno te ed il sindaco. A quanto pare, questo non è stato recepito. Vi è, da parte mia, profonda amarezza nel constatare come è stata da voi gestita tutta la vicenda che ci vede coprotagonisti. Profonda amarezza nel vedere che per quanto riguarda la proposta della nomina ad assessore di Bianchi, la stessa ha avuto un esito infausto con motivazioni del sindaco assolutamente risibili. Il consigliere Bianchi aveva dato, su espressa richiesta (e questo è a mio modo di vedere assolutamente inaccettabile), disponibilità di orari e giornate, oltreché un impegno assoluto. Certo, detto impegno doveva essere condiviso con personali impegni di lavoro, come un qualsiasi padre di famiglia, come fa il sindaco con i suoi innumerevoli impegni di lavoro. Ebbene, invece di premiare una totale disponibilità di Massimiliano Bianchi, che rinuncia addirittura alla sua pausa pranzo per mettersi a disposizione della collettività, si è preferito, dimostrando scarsa sensibilità, anche politica, metter con le spalle al muro il consigliere – assessore in pectore, tanto da non farlo accettare. La proposta del sindaco era per Bianchi (testuale) “affiancare Stellini fino a marzo 2016”, facendogli fare il “galoppino” dell’ex vicesindaco. L’affiancamento preteso è una aberrazione in termini, una dimostrazione pratica di non fiducia. Mai nessuna amministrazione comunale ha solamente pensato una astruseria del genere, e questo con il mal celato intento di mantenere lo status quo. Ricordo che il consigliere Bianchi ha l’età del nostro Presidente del Consiglio, capo del Governo Italiano, attuale Premier, è più “vecchio” dell’attuale Ministro per le riforme, Maria Elena Boschi, al centro dell’attenzione mediatica nazionale e mondiale. A quanto pare per il nostro sindaco il consigliere Bianchi non ha l’età per fare l’assessore di Vittuone, che per quanto io sia affezionato a questo luogo dove sono nate mia moglie e mia figlia è pur sempre un paesino abbastanza piccolo di una periferia di una metropoli!! Aggiungo che oggi l’affiancamento non è più necessario a quanto pare né per la giovane Recanello, per la quale nutro molta simpatia, né per il più navigato Poles! Due pesi e due misure! Aggiungo che Bianchi era pure d’accordo, per puro spirito conciliativo, ad un affiancamento, ma con parti invertite, e cioè la nomina ad assessore ora e subito e Stellini ad affiancare, neanche questo è stato accettato! Per fare altri esempi: l’assessore Bodini a 25 anni era vicesindaco di Vittuone (e, aggiungo, oggi è ancora 40 anni dopo assessore n.d.r.), a Magenta vi è un giovanissimo vicesindaco, vedi anche a Corbetta e a Santo Stefano Ticino, tanto per fare qualche piccolo esempio. La verità è che Bianchi aveva premesso, oltre a ciò, che per accettare l’incarico ci fosse una ricomposizione con gli altri “desaparecidos” dissidenti, con condivisione di un accordo di fine legislatura assolutamente politico. Nessuna risposta sul punto. Ritorno all’argomento “personalismi”. Non è forse personalismo, caro Stellini, pubblicare l’articolo su ‘stataleforum’, piccato perché “dopo tre anni e mezzo di vicesindaco”, con visibilità mediatica importante, con poteri assolutamente non marginali, pur non essendo stato eletto, sei, a quanto pare, stato “indotto”, non si capisce bene se da Anna Papetti o dal sindaco o da chi per lui, a presentare le dimissioni. E allora, sul punto, nessuno chiede la testa di nessuno, sia chiaro, ma il dato politico è importante rilevarlo, e cioè che il rinnovamento doveva partire dalla governance ed in quella, tra gli altri, c’eri anche tu. Ricorderai che nella fase apicale c’è e c’è stato un governo tecnicista e non politico. Questo è un dato di fatto, al quale è quasi impossibile replicare! Al contrario, al tuo posto il sottoscritto sarebbe rimasto legato a chi ha dato inaspettatamente incarichi visibilità e potere. Rimango comunque perplesso poiché alle tue dimissioni sono subentrate alcune figure di assessori non condivise dalla pregressa maggioranza. Non sono forse personalismi, cari Bodini e Bagini, il voler rinnovare la giunta con Recanello e Poles, senza un minimo di dialogo, confronto, non privilegiando alcuna competenza specifica? E poi quale messaggio arriva a tutta la cittadinanza vittuonese? Da un lato abbiamo Poles, che faceva parte della minoranza all’epoca della giunta Tenti. Se si presta un minimo di attenzione, oggi tutti quelli che facevano parte della minoranza con giunta Tenti, a parte l’amico Perini, che con grande senso di dignità e responsabilità si è tirato fuori per dare spazio ad altri “volenterosi”, sono stati teletrasportati in Giunta !! Un minimo di riflessione questo dato lo impone: praticamente, quei tre (“desaparecidos dissidenti”) che all’epoca facevano parte della società civile e che non erano mai stati organici ad alcun partito, unici non politici che evidenziavano una discontinuità col passato, non solo oggi sono fuori dalla giunta ma addirittura, udite udite, considerati “responsabili dell’attuale situazione”. Rifletti sindaco. Così come devi riflettere sul fatto che non si intravede in tutto quello che fai alcunché di rinnovamento. Dall’altro lato vi è la Recanello, che, sostituendo la Papetti, non si può dire abbia molta più esperienza del consigliere Bianchi ! Dico semplicemente che oggi la situazione è evidentemente stagnante, in quanto nessun passo avanti è stato fatto. Da una prima lettura della lettera di Bodini, si evincono bellissime dichiarazioni di intenti, che a mio modesto parere dipendono proprio dal voto politico espresso proprio da quei tre dissidenti che hanno risvegliato una amministrazione evidentemente sopita da qualche tempo a questa parte e, checche’ se ne dica, da quando l’ingegner Portaluppi si è dimesso. Comunque, Bodini parla del sottopasso ciclopedonale, al cui posto vorrebbe ci fosse un passaggio semaforico, della costruzione ipotetica di un impianto fotovoltaico con i soldi risparmiati, di vendita della farmacia comunale, del collaudo del centro “Mike Bongiorno”, dei problemi per quanto riguarda Villa Venini, di eliminazione dell’Eternit del comune. Bello, tutto Bello. Però mi viene un solo piccolo fugace dubbio: ma, caro Bodini, di tutte queste cose ne hai mai parlato con la maggioranza che oggi amministra?, ne hai mai parlato con la cittadinanza e vedere cosa ne pensava?, valutare problemi e condividere possibili soluzioni ? Niente, niet, nien, rien!! Aggiungo, ma queste cose cominci a parlarne ORA a fine legislatura?, quando molto probabilmente non c’è più la maggioranza che scaturiva da “Cambiare Insieme”? Sembra quasi una excusatio non petita (giustificazione non richiesta), non so se per difendere te o la giunta o il sindaco o tutti e tre insieme! Non lo so e a questo punto francamente mi interessa poco. Per non parlare dello stato dei lavori in corso che appaiono fermi e dei quali non si hanno più notizie. Prendiamo comunque atto che quanto meno il precedente consiglio comunale ha prodotto un risultato, e cioè che c’è stato un minimo risveglio quantomeno di intendimenti e di voglia di “cominciare (!?)” a fare… qualcosa. Qualcuno si rilegga le mie considerazioni scritte a verbale dello scorso consiglio comunale e vedrà che si parlava di una seria considerazione di rinnovamento sotto tutti i punti di vista. Si parlava di partecipazione e di condivisione. AD OGGI nessuna condivisione di un progetto politico, di bilancio, di idee, né una visione di insieme né alcuna prospettiva comune. Stellini non si capacita del perché d’improvviso questa voglia di cambiamento e di rinnovamento. Semplice, perché questo era stato promesso dal Sindaco, perché la gente ci diceva che avevamo delle responsabilità amministrative, che le azioni di quest’ultimo anno non avevano soddisfatto minimamente le legittime aspettative della cittadinanza, che il paese rischiava di finire in condizioni pessime. In fin dei conti, ogni paese ha bisogno di poche ma importanti cose: pulizia, decoro, una visione strategica dell’insieme del territorio, una politica improntata al recupero di risorse economiche, valorizzazione dell’esistente e mi riferisco agli impianti sportivi, dei quali il nostro piccolo paese è senz’altro sovradimensionato tanto da essere polo di attrattiva per i paesi viciniori, miglioramento della viabilità, riqualificazione della zona industriale abbandonata a sé stessa. Tutti in paese si lamentavano ed evidentemente non si poteva rimanere inerti. Quando abbiamo iniziato questa avventura, la prima cosa che si doveva fare e che ho fin da subito proposto è stata quella di trovare le risorse per la RISTRUTTURAZIONE DELLE SCUOLE PUBBLICHE. Era stata la nostra idea vincente! Mi è stato fin da subito detto che non c’erano soldi. Come, avevamo vinto le elezioni dicendo ai cittadini che al posto della CITTADELLA SCOLASTICA avremmo valorizzato le nostre scuole storiche e oggi, una volta eletti, ci tiriamo indietro? Perché a fronte della eventualità di dover impegnarci economicamente per un giorno in più a settimana del segretario comunale i soldi c’erano e quando non c’è ne stato più il bisogno di quest’ulteriore impegno quegli stessi soldi non sono stati girati per interventi sulla scuola? Che delusione! Da lì parte il nostro dissenso. I miei amici mi dicevano (fatto comunque notorio) che con grande spirito di sacrificio si erano organizzati per pitturare le aule con soldi propri !!! Praticamente solo volontariato. Avevo proposto, al momento della nostra elezione, di prendere le tende delle classi e, facendo un piccolo grande gesto, lavarle, proprio perché i nostri figli respiravano ogni sorta di sporcizia. Mi si disse che costava troppo lavarle. Dopo tre anni il nuovo assessore alla cultura, dietro mia pressante richiesta, ha finalmente lavato dette tende, con un costo ridicolo di qualche centinaio di euro!! Si badi bene dopo tre anni, dietro mia pressante richiesta e con un costo ridicolo. Quando ho votato no al bilancio, l’ho fatto per manifestare un dissenso, sapendo (si legga il mio discorso) che il bilancio sarebbe sicuramente passato, e per invitare tutti ad una seria riflessione, che alcuni, vuoi per mancanza di cultura politica vuoi per mancanza di visione strategica, hanno interpretato come un distacco netto dalla maggioranza. Era solo un voto politico e nient’altro! Ebbene, noi abbiamo continuato imperterriti a chiedere il rinnovamento, il confronto, anche pubblico, il dialogo ed il chiarimento. In tre mesi si è avuto una sola riunione di maggioranza, dove ha parlato solo il sindaco manifestando il suo irrigidimento su tutto, chiedendo le mie dimissioni da presidente, le dimissioni di Portaluppi, senza cominciare un dialogo. Abbiamo continuato a chiedere un incontro e finalmente, con sofferenza, ci è stato concesso, ma solo per dirci che le scelte erano già state fatte!! Anche allora, con grande senso di responsabilità, abbiamo solamente fatto delle richieste facilmente percorribili: – riconoscimento del gruppo, che nel frattempo si era formato nelle more delle lungaggini della crisi, – un patto di fine legislatura, – una condivisione nell’indicazione da parte del sindaco quantomeno di un assessore della giunta, che potesse in qualche modo controllare lo stato di attuazione del programma in quel consesso. Nessuno, si badi bene, nessuno ha chiesto posti in giunta, pur avendo subito dei comportamenti difficilmente digeribili (vedi la vicenda di Bianchi). Per mero scrupolo si riferiscono i punti di fine legislatura: discussione pubblica sulla dismissione delle quote riguardo la farmacia comunale, inizio quantomeno delle piccole ristrutturazioni delle scuole vittuonesi, diretta streaming del consiglio comunale, assemblee pubbliche su argomenti di grande appeal, il palazzetto dello sport, manutenzione seria delle strade e un c.d. bilancio partecipato (idea “dell’inesperto bianchi”), vale a dire destinare una discreta somma del bilancio per una spesa, facendola scegliere direttamente dalla cittadinanza. Inutile ribadire che vero che le scelte vengono fatte dal sindaco, ma dette scelte vanno condivise con tutta la maggioranza e non solo con parte di essa. Ricordo che all’inizio di questa avventura politica, vi fu l’incontro tra Bagini e Bodini e, con giusta condivisione, fu composta la giunta, coinvolgendo le due gambe di Cambiare Insieme e cioè il PD (oggi purtroppo parte del Pd) e i c.d. esponenti della società civile, dei quali all’epoca facevo parte. Concludo e finisco col dire che dall’articolo di Bodini traspare, in forma per niente velata, il “de profundis” all’attuale amministrazione, mentre il sottoscritto, che è un inguaribile ottimista, crede che si possa ancora trovare una soluzione che metta al centro di tutto la cittadinanza vittuonese e le idee per le quali Cambiare Insieme è nata.

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