La crisi che ha coinvolto la maggioranza non ha lasciato indifferente l’assessore Enrico Bodini, anche se ha mantenuto un profilo discreto. In questa nota che pubblico esprime con la sua consueta pacatezza le sue considerazioni sulla vicenda.
A questo punto devo far conoscere la mia posizione sull’incredibile situazione politico-amministrativa del Comune. Tanti amici e conoscenti mi sollecitano informazioni e vogliono conoscere come la penso; non rilascio dichiarazioni alla stampa da mesi, ora però non posso più stare in silenzio riguardo alla crisi che si sta consumando nell’amministrazione comunale. Comincio col dire che il non rispondere per evitare di dar fiato al teatrino della politica è stata una mia precisa posizione: preferisco privilegiare l’impegno per l’attività amministrativa, perché per me amministrare vuol dire impegnarsi per il bene comune.
Il politico deve mantenere sicuramente sempre il contatto con i cittadini, l’ultimo incontro pubblico l’ho avuto 15 giorni fa ma anche a metà luglio ho dibattuto con i cittadini i problemi del bilancio comunale. Non approvo chi vuol fare solo notizia per acquisire visibilità o coltivare il consenso. Mi piace darmi da fare in progetti concreti e che portino reali benefici per tutti i vittuonesi. Per esempio in quest’ultimo periodo sto analizzando come trasformare l’impegno di un costoso (765 mila euro) sottopasso ciclopedonale a servizio del centro commerciale in un passaggio semaforizzato a raso sulla ex strada statale. Con i soldi risparmiati si potrebbe far costruire un impianto fotovoltaico sul parcheggio dello stesso centro commerciale che assicurerebbe il taglio della bolletta della energia elettrica, infatti oggi spendiamo oltre 400 mila euro all’anno in energia elettrica, che non riusciamo a coprire neanche con tutta l’addizionale comunale IRPEF incassata in un anno (300 mila euro). Vorrei poter realizzare nel minor tempo possibile la vendita delle quote del Comune della farmacia comunale, la cui vendita, ripeto, non è una scelta, ma un preciso obbligo di legge e nessun consigliere comunale, di quelli che si dichiarano contrari alla vendita, mi ha contestato questo obbligo. Vorrei trovare una soluzione alle pesanti eredità della passata amministrazione che ha inaugurato il centro “Mike Bongiorno” tre anni fa: pensate che ancora oggi non è stato terminato il collaudo di questa struttura. Oppure capire come poter ristrutturare la villa Venini e il suo parco, dato che i lottizzanti che dovevano realizzare questi lavori si trovano in oggettive difficoltà finanziarie e il Comune, all’epoca, non si era dotato di adeguate garanzie fideiussorie in suo favore per garantirsi l’ultimazione dei lavori (15 milioni di euro) anche di fronte ad una situazione di questo tipo. Vorrei trovare urgentemente la copertura della spesa per l’eliminazione dell’eternit ancora presente sul tetto del municipio o come finanziare la ristrutturazione del centro disabili di via Volontari della Libertà in pessime condizioni; pensate i milioni di spese in opere pubbliche degli scorsi anni e ci siamo tenuti ancora l’eternit sul municipio! In tutto questo è anche complicato far capire ai concittadini la difficoltà di mantenere le strade senza buche quando, in tutto il 2014, si sono avuti a disposizione solo 216 mila euro da investire per le strutture del comune, da far bastare anche per tutta la manutenzione straordinaria di strade, scuole ed edifici pubblici. Una somma di tre volte superiore è stata spesa per pagare i debiti, la rata annuale dei mutui che il Comune ha in corso. Se un consigliere è consapevole delle difficoltà della situazione amministrativa e di tutto quello che di concreto si sta faticosamente portando avanti, non ci dovrebbe essere spazio per personalismi e rivendicazioni che non servono certamente a risolvere i reali problemi dei cittadini. L’attuale normativa dei Comuni con l’elezione diretta del sindaco è chiara: gli assessori devono essere nominati dal sindaco, persone di sua fiducia (si pensi che nei comuni con più di 15.000 abitanti la carica di assessore è incompatibile con quella di consigliere), non dai consiglieri nel consiglio comunale in base all’appartenenza politica. I consiglieri hanno la possibilità di sfiduciare il sindaco se ritengono che il suo comportamento sia contrario al mandato ricevuto dagli elettori e votato in consiglio comunale e il perché del voto di sfiducia deve essere motivato con riscontri oggettivi e non perché al consigliere non gli è stato dato un assessorato! Conseguentemente ci si deve prendere tutta la responsabilità di essere stati eletti con il Sindaco e ora di sfiduciarlo: i cittadini valuteranno l’adeguatezza della decisione o, al contrario, si renderanno conto se il voto di sfiducia non è che una personale ed inconfessabile voglia di rivincita nei confronti del sindaco. Decide quindi Fabrizio Bagini, il sindaco, perché solo lui ha la possibilità di farlo perché è stato eletto democraticamente dai cittadini di Vittuone; fra l’altro non è stato nominato candidato da nessun partito avendo vinto le primarie che lo ha designato leader della lista “Cambiare, Insieme”. Il PD, anche se non coinvolto direttamente (la lista “Cambiare, Insieme” è una lista civica e non di coalizione fra partiti), ha cercato responsabilmente di mediare per trovare una possibile soluzione alle richieste dei tre consiglieri “critici” eletti nella lista “Cambiare, Insieme”. Questi, in un primo momento, sembravano richiedere la sola sostituzione del vicesindaco e assessore esterno senza mettere pregiudiziali sul nome del successore. Personalmente non ci credevo che questo sarebbe bastato. Il sindaco ha ora concesso anche di più di quello richiesto la prima volta dai “critici”, sostituendo due assessori e cercando di coinvolgere nel ruolo di assessore uno di loro. Sorvolo sui particolari perché già cronaca di innumerevoli articoli di giornale se non per dire che avevo ben previsto che quanto concesso dal sindaco non sarebbe bastato: infatti ora leggo che i “critici” richiedono espressamente il loro ingresso in giunta e pongono un altro insieme di condizioni. Ritengo quindi che in questa situazione Il PD, dopo il tentativo di mediazione, abbia esaurito il suo compito e ora non resta che prendere una chiara posizione su tutta la situazione all’interno del suo direttivo per essere poi chiaro con i propri elettori; ma le decisioni determinanti non sono rimaste che al Sindaco a cui rinnovo tutta la mia stima, il mio affetto e il pieno appoggio politico. Mi rendo conto della sua difficilissima e pesante situazione e che le mie parole possono apparire solo di circostanza; del resto quello che io posso fare per aiutarlo in questo momento, è una assoluta chiarezza nel mio sostegno e comportamento, come ho sempre avuto nei suoi confronti. Nel 2012 ho accettato il mandato di assessore che il sindaco Fabrizio Bagini mi offrì; accettai alla condizione che fosse limitato a un paio d’anni per poter permettere l’inserimento di nuovi amministratori in modo meno “traumatico” dato che il cambio di amministrazione avveniva in un momento finanziario del Comune molto delicato ed io ne ero a conoscenza avendo seguito l’attività amministrativa dall’opposizione nei cinque anni precedenti. Un periodo limitato perché il rinnovamento degli amministratori e la partecipazione dei cittadini sono sempre stati i miei cavalli di battaglia da sempre. Il sindaco (come tutti gli altri consiglieri di “Cambiare, Insieme”) ben si ricorda di questo mio impegno a tempo e in questi anni mi ha sempre chiesto di restare in giunta visto la difficile situazione amministrativa e la mia lunga esperienza amministrativa. Ho iniziato infatti a partecipare all’amministrazione del nostro Comune come vice sindaco oltre quarant’anni fa. Allora ero molto giovane ed inesperto ma ho avuto tutor eccezionali che ancora oggi ricordo con affetto e gratitudine. Erano tempi diversi da oggi, basti ricordare che la giunta allora aveva un ruolo ed un impegno ben maggiore, dovendosi occupare anche della attività gestionale del Comune, oggi lasciata ai funzionari; allora investimmo i compensi del sindaco e degli assessori, nei cinque anni di mandato, nell’acquisto di opere d’arte per arredare la sede comunale. Sì, in cinque anni nessun amministratore prese nemmeno una lira di compenso! Di fronte all’ultimatum di consiglieri comunali, eletti assieme a me, che rivendicano un rinnovamento ma in realtà vogliono altro, l’11 di settembre ho inviato a Fabrizio Bagini una mail in cui comunicavo il mio pensiero sulla situazione che si era venuta a creare con il voto contrario sul bilancio da parte di consiglieri del nostro gruppo e l’ho rassicurato che comunque l’avrei sostenuto qualsiasi decisione avesse preso, perché convinto della positività del suo operato e di quello che si sta facendo per l’interesse generale dei vittuonesi. Non so come finirà ma una cosa è certa: anche dopo questa esperienza amministrativa voglio continuare a fare politica, mia passione da sempre, senza incarichi pubblici operativo-amministrativi, senza pretendere nulla in cambio perché, come ha già detto qualcuno, dalla politica non ci si dimette.