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Nell’ultima udienza sulle note vicende cittadine che sta andando in scena all’ottava sezione del Tribunale di Milano, i legali del Comune, che si è costituito parte civile, ha chiesto che l’ente venga  risarcito dall’ex sindaco Alfredo Celeste, da Eugenio Costantino e da Marco Scalambra per 900.000 euro per il mancato introito degli oneri di costruzione che avrebbe dovuto versare Bennet Spa e per danno d’immagine. Il paradosso è che proprio l’amministrazione Celeste nel 2010 aveva chiesto a Bennet Spa di versare 883.000 euro che in prima battuta per un errore di calcolo dell’ufficio tecnico non erano stati conteggiati. La società replicava che, avendo già versato 700.000 euro per l’edificio non realizzato, doveva semmai dare la differenza.

Un dettaglio che curiosamente non ha fatto capolino in aula così come l’accordo sottoscritto il 30 settembre scorso fra la commissione straordinaria e Bennet e e Gallerie Commerciali Bennet con cui “il Comune ha rinunciato alla restituzione dell’importo di 102.114,11 euro a titolo di conguaglio del contributo del costo di costruzione”, mentre la società “ha rinunciato al ricorso presentato avanti al Tar Lombardia nonché alla restituzione degli oneri concessori versati in eccedenza per l’importo di 670.638,13 euro e, nel contempo, hanno riconosciuto al Comune  l’importo onnicomprensivo forfettario di 50.000 euro”. 

Non è tutto. Con l’accordo il Comune ha pure riconosciuto “la completata attuazione del piano commerciale e della rinuncia da parte di Bennet SpA e Gallerie Commerciali Bennet SpA a realizzare l’ulteriore superficie commerciale prevista nella convenzione originaria, (cd. fase due), fatta salva la possibilità di realizzare – ove ritenuto opportuno – un ampliamento della superficie commerciale nella misura massima del 10% dell’esistente”. “Se non fosse una cosa tremendamente seria -afferma l’ex sindaco Celeste- sarebbe più che tragicomica. Infatti anziché riconoscere che abbiamo contestato a Bennet la mancata liquidazione della somma, ora addirittura mi vogliono far pagare per quello di meritorio che abbiamo fatto. Poi non si capisce per quale motivo i commissari abbiano chiesto meno della metà che la società doveva dare. Questo sì che è un danno patrimoniale al Comune. Ma c’è da chiedersi se i legali che si sono prodotti nella performance si siano consultati o no con il sindaco Cipriani, che ha la responsabilità dell’ente, o abbiano fatto tutto da soli”.

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