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Ricevo e pubblico questa nota del Partito democratico cittadino sui caduti di Parigi.
Vorremmo esprimere la nostra solidarietà con le vittime degli attentati di ieri a Parigi.  Un pensiero va inoltre a chi rimane, a chi ha perso familiari e amici, in un modo assurdo, persone che semplicemente nel loro quotidiano si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato.  In momenti del genere dobbiamo assumerci la responsabilità di condannare la violenza. Ma condannare la violenza non vuol dire urlare vendetta, non vuol dire riversare il nostro odio su facili bersagli, e dobbiamo si difenderci dalle armi dei terroristi, ma contrastare anche chi vorrebbe usare l’odio e la violenza come unica soluzione, per  spaventarci tanto da farci vedere come nemici gli stessi che scappano perché i terroristi li hanno in casa, quelli che vogliono spaventarci per interrompere la nostra vita quotidiana, quelli che vogliono spaventarci per farci cambiare ideali e convinzioni.

L’odio e la violenza vanno condannate chiunque sia a perpetrarle e riconosciute in tutte le loro forme, in questo caso risolte con la forza, ma la discriminante è nell’uso della politica e dell’intelligenza.
Occorre combattere culturalmente la paura che il nostro stile di vita, le nostre «società aperte», fondate sulla libertà di parola, sulla tolleranza e sul rispetto per ciò che è anche radicalmente diverso, siano destinati a essere travolti da quest’ondata di odio fanatico e dalle reazioni che esso suscita. 
Ogni giorno che passa senza che si riesca a elaborare una strategia efficace (e possibilmente comune perlomeno tra i diversi Paesi dell’Unione Europea), e’ un giorno che amplifica il pericoloso processo verso la fine della civilizzazione europea, verso il ritorno a quelle barbarie che l’Europa ha conosciuto molto bene nel suo passato, che ha saputo riproporre tra le due guerre mondiali e che oggi sembra invece giungere dal di fuori.
Oggi le vittime non sono solo i morti, ma tutti coloro che credono nell’integrazione e nel futuro dell’Europa come modello di civiltà. 

E ricordiamoci che possono colpirci forte, possono colpirci al cuore, ma finché non cederemo alla paura e all’odio, non potranno mai farci cadere.

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