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Ricevo e pubblico questa precisazione del commissario Raffaele Sirico in merito alle regole da osservare  in campagna elettorale.

In merito all’articolo dal titolo: ”Campagna elettorale dimezzata, no all’esposizione dei candidati nei banchetti e nelle vetrine dei comitati elettorali”, si precisa quanto segue:
1) Nel corso della riunione per la propaganda elettorale tenutasi in comune ieri sera, lo scrivente non ha “rispolverato” una vecchia legge del 1956 sulla propaganda elettorale per il semplice motivo che le leggi o sono in vigore e allora vanno applicate, oppure sono stata abrogate e allora non si applicano, tertium non datur.

Meraviglia, pertanto, che alcuni movimenti politici ignorino una legge che regola le campagne elettorali dal 1956 e male hanno fatto coloro che investiti di pubbliche funzioni non l’hanno fatta osservare in passato, tanto più che la circolare della Prefettura di Milano esplicativa delle citate disposizioni sulla campagna elettorale è stata regolarmente pubblicata fin dal 5 ottobre sul sito del Comune, dunque era perfettamente conoscibile da tempo.

2) Riguardo alle tariffe per l’uso dei locali comunali la legge che disciplina la materia risale al 1993, dunque, ripeto, anche in questo caso male hanno fatto coloro che investiti di pubbliche funzioni non l’hanno fatta osservare in passato, non richiedendo ai partiti e movimenti politici il relativo esborso di danaro per l’uso dei locali comunali, non comprendendo che le spese non sostenute dai partiti vengono fatte gravare sulla generalità dei contribuenti con le imposte e i tributi.
3) La commissione straordinaria non ha adottato alcuna decisione, come riferito dal signor Adelio Pivetta nell’articolo, “che toglie il diritto ai cittadini di essere informati….”, ma ha solo richiamato l’attenzione delle forze politiche sulle disposizioni approvate dal legislatore nazionale (non dalla commissione straordinaria), volte a regolare la campagna elettorale, in modo che il confronto tra le medesime forze politiche si possa svolgere correttamente e nel rispetto dei reciproci diritti.

Conclusivamente, non posso nascondere il disappunto e il fastidio per come possano essere strumentalizzate iniziative che hanno il solo scopo di focalizzare l’attenzione delle forze politiche sui temi della propaganda elettorale, per promuovere una serena ed ordinata campagna elettorale; verrebbe da dire “tanto rumore per nulla”; in verità una lezione dalla vicenda la si può trarre nel considerare che il senso di legalità appare un principio vagamente esoterico e/o misterioso, di cui si favoleggia nei libri di scuola ma che non ha alcun riscontro nella realtà.

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