Pubblico questa riflessione del sindaco Fabrizio Bagini sul vandalismo che non solo è un grave malcostume che degrada e rovina luoghi, ambineti e cose, ma il preludio all’illegalità.
Quante (troppe) volte camminando per il nostro paese vediamo atti di vandalismo? Quali le cause? Ci vorrebbe un trattato di sociologia o di antropologia per cercare di scoprirle. Sicuramente l’assenza di senso civico porta a considerare l’ambiente che ti circonda non tuo e perciò ti senti autorizzato a farne ciò che vuoi. Il vandalismo è anche il primo passo verso l’illegalità. Don Aniello Manganiello, parroco di Scampia, quando tenne una conferenza nel 2013 all’Itis di Vittuone disse che il buttare una bottiglia di birra in un parco era il primo passo verso l’illegalità e che insegnando ai bambini nelle scuole il rispetto per il paese in cui vivono s’inizia a combattere la criminalità.
Nel libro di Gigi Mondani presentato durante la festa del paese il 3 maggio vi è una sua poesia intitolata “I maleducati” che descrive benissimo la sensazione d’impotenza e di rabbia che colpisce chi passeggiando per le campagne di Vittuone vede rifiuti abbandonati. Gli interventi dei volontari che si prodigano per la pulizia purtroppo non bastano. Cosa fare? Certamente l’amministrazione comunale deve spendere tutte le sue forze per approntare dei servizi di sicurezza e controllo del territorio che tendano a scoraggiare questi atti “vandalici”. Ma essenziale è il lavoro delle famiglie e della scuola nel formare i cittadini del domani. Sarà un processo lungo ma è l’unico che possiamo percorrere. Come dice il magistrato di mani pulite Gherardo Colombo nel suo libro “Sulle regole” si tratta di un percorso infinito, nel quale prima e più della meta, conta il modo di essere sulla strada, la coerenza di ogni gesto e di ogni parola rispetto al risultato finale. E’ il percorso, non il traguardo a riempire la persona del proprio valore e della propria dignità. Tutti noi siamo sul percorso, dipende da ognuno di noi dove questo ci porterà.
