Roberto Correnti, che è stato assessore e pure candidato alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco, getta la spugna. Il clamoroso annuncio dell’uscita dal Pd l’ha consegnato al suo profilo Facebook. Tuttavia Correnti a livello locale dice di restare a disposizione del Pd. Una scelta dolorosa che Correnti ha maturato lentamente, ma in ogni caso inaspettata che ha sorpreso. Correnti comunque non pensa di lasciare la politica, ma di viverla in altro modo. Ecco il suo comunicato in cui motiva la sua decisione:
Ma cosa è che mantiene viva la passione politica della base di un partito o movimento ? il vedere almeno i tentativi per realizzare quelle che sono le proprie idee, quelle che sono state (e purtroppo lo sono ancora) le motivazioni per scendere in piazza a manifestare per il futuro del paese e per i nostri figli, negli anni abbiamo ingoiato rospi grossi ma abbiamo ottenuto anche molti risultati nel sociale nel mondo del lavoro ecc.ecc. e questo quando a governare non era il C.S., oggi che dovrebbe essere diverso (almeno nelle sigle) stiamo invece perdendo piano piano tutti risultati positivi ottenuti negli anni, e non mi si venga a dire che c’è la crisi, lo sanno anche i sassi, ma le scelte possono essere diverse.
Cosa vuol dire ricercare BRAMOSAMENTE l’elettorato moderato, per ottenere la governabilità del paese PER POI QUALI SCELTE FARE? No non credo che sia una battaglia tra eguali, abbiamo provato, le diversità del passato stanno tornando e tornano mascherate da un CENTROsinistra che ha oramai poco della sinistra sociale che conoscevo, non guardo indietro rinnegando le scelte fatte in queste anni, guardo indietro per capire quando abbiamo lasciato la strada maestra ( magari tortuosa e pesante) e siamo entrati in un autostrada a pedaggio molto caro. non so cosa ci riserverà il futuro, ma certamente sto camminando per ricercare il bivio della strada maestra abbandonata, ognuno la interpreti come vuole, io voglio ancora guardarmi allo specchio e vedere un immagine che conosco e tentare di lasciare delle speranze ai miei figli, ed è per questo motivo che mi decido a dare le dimissioni dal partito che ho fortemente voluto ma nel quale non mi riconosco più, lascio quindi l’incarico da membro dell’assemblea metropolitana milanese del partito. Riguardo il PD locale credo che il lavoro svolto in questi ultimi anni sia invece in controtendenza con quanto espresso a livello nazionale, credo che lo sforzo fatto di aprire alle nuove leve del partito, di fatto costruendo un direttivo di giovani poltici, che si stanno integrando sia in consiglio comunale sia in giunta e sia nei gruppi di lavoro produrrà l’effetto di aver quel ricambio generazionale e quella linfa che potrà dare una svolta a questa tendenza degli ultimi anni. Certamente molto ci sarà da fare ancora ma la strada intrapresa alla fine darà i suoi frutti. Per quanto mi riguarda sono e rimarrò disponibile a livello locale per poter dare un contributo (se richiesto) al partito che mi accingo a lasciare, non è un addio alla politica ma è un inizio di un percorso nuovo per tentare di far dialogare quelle aree oggi più sbilanciate a sinistra con l’attuale PD più sbilanciato al centro, obbiettivo arduo ma sicuramente più vicino al mio modo di essere. L’errore grosso della sinistra (e del centro sinistra) in Italia è stato quello di non aver approfittato dello sbandamento che c’è stato nel centro destra nell’ultimo periodo, frantumandosi e facendo scelte politiche che invece di avvicinare la sinistra al centro l’ha di fatto allontanata. Credo che ci si debba fermare un attimo e riflettere su ciò che veramente si può e deve fare, lasciando a casa ognuno le proprie certezze e magari rimettendosi in discussione, se cosi non sarà, forse saremo i responsabili della rinascita di aree destroide e populiste che stanno ricacciando fuori la testa dalle tane dove hanno vissuto per tanti anni. Mi sento in dovere comunque di ringraziare il segretario e tutto il PD di Bareggio per la stima e la vicinanza a questa mia faticosa scelta.
Cosa vuol dire ricercare BRAMOSAMENTE l’elettorato moderato, per ottenere la governabilità del paese PER POI QUALI SCELTE FARE? No non credo che sia una battaglia tra eguali, abbiamo provato, le diversità del passato stanno tornando e tornano mascherate da un CENTROsinistra che ha oramai poco della sinistra sociale che conoscevo, non guardo indietro rinnegando le scelte fatte in queste anni, guardo indietro per capire quando abbiamo lasciato la strada maestra ( magari tortuosa e pesante) e siamo entrati in un autostrada a pedaggio molto caro. non so cosa ci riserverà il futuro, ma certamente sto camminando per ricercare il bivio della strada maestra abbandonata, ognuno la interpreti come vuole, io voglio ancora guardarmi allo specchio e vedere un immagine che conosco e tentare di lasciare delle speranze ai miei figli, ed è per questo motivo che mi decido a dare le dimissioni dal partito che ho fortemente voluto ma nel quale non mi riconosco più, lascio quindi l’incarico da membro dell’assemblea metropolitana milanese del partito. Riguardo il PD locale credo che il lavoro svolto in questi ultimi anni sia invece in controtendenza con quanto espresso a livello nazionale, credo che lo sforzo fatto di aprire alle nuove leve del partito, di fatto costruendo un direttivo di giovani poltici, che si stanno integrando sia in consiglio comunale sia in giunta e sia nei gruppi di lavoro produrrà l’effetto di aver quel ricambio generazionale e quella linfa che potrà dare una svolta a questa tendenza degli ultimi anni. Certamente molto ci sarà da fare ancora ma la strada intrapresa alla fine darà i suoi frutti. Per quanto mi riguarda sono e rimarrò disponibile a livello locale per poter dare un contributo (se richiesto) al partito che mi accingo a lasciare, non è un addio alla politica ma è un inizio di un percorso nuovo per tentare di far dialogare quelle aree oggi più sbilanciate a sinistra con l’attuale PD più sbilanciato al centro, obbiettivo arduo ma sicuramente più vicino al mio modo di essere. L’errore grosso della sinistra (e del centro sinistra) in Italia è stato quello di non aver approfittato dello sbandamento che c’è stato nel centro destra nell’ultimo periodo, frantumandosi e facendo scelte politiche che invece di avvicinare la sinistra al centro l’ha di fatto allontanata. Credo che ci si debba fermare un attimo e riflettere su ciò che veramente si può e deve fare, lasciando a casa ognuno le proprie certezze e magari rimettendosi in discussione, se cosi non sarà, forse saremo i responsabili della rinascita di aree destroide e populiste che stanno ricacciando fuori la testa dalle tane dove hanno vissuto per tanti anni. Mi sento in dovere comunque di ringraziare il segretario e tutto il PD di Bareggio per la stima e la vicinanza a questa mia faticosa scelta.
