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La dote sport che ha introdotto la Regione? Una risorsa che guarda al futuro delle nuove generazioni e che indica loro un percorso di educazione e formazione che comprenda lo sport. Sì, quello che, secondo il gruppo consiliare Insieme per la Libertà, faceva l’amministrazione di centrodestra quando era sindaco Enzo Tenti. Ma che la giunta Bagini, a suo giudizio, ha cancellato appena si è insediata. In questa nota del gruppo che pubblico le considerazioni in materia.La dote, prevista dalla nuova legge regionale sullo sport (art. 5, l.r. 26/2014), è un contributo finalizzato a consentire l’avvicinamento allo sport anche da parte di quei bambini e ragazzi appartenenti a nuclei familiari in condizioni economiche meno favorevoli, con particolare attenzione verso i minori con disabilità.
Destinatari sono famiglie o tutori di bambini e ragazzi che rispondono a determinati criteri; la dote verrà concessa quale contributo sulle spese sostenute per la frequenza a corsi o attività sportive. “È un’iniziativa che il centrodestra a Vittuone aveva anticipato con lungimiranza e che è stata eliminata dalla giunta Bagini. Certo, a sua discolpa il sindaco dirà che lui punta più sulla cultura che sullo sport… io posso assicurare che lo sport è una forma di cultura e di educazione pari alle altre: la disciplina e l’impegno che impone e che io ho mantenuto per più di 15 anni mi hanno insegnato come affrontare moltissime situazioni di vita quotidiana, dallo studio ai rapporti umani. Se questa non è educazione e cultura…”, afferma Alessandra Lucchesi. Peraltro gli incentivi economici per l’avviamento all’attività sportiva giovanile del Comune di Vittuone erano finalizzati proprio all’incentivazione alla pratica sportiva legata alla scuola: un connubio indissolubile per la formazione dei ragazzi. La famiglia poteva usufruire di uno sconto sul pagamento dei servizi scolastici se il bambino era iscritto ad una associazione sportiva. Ora Regione Lombardia – amministrata da una giunta di centrodestra – ripropone lo stesso principio; “speriamo vivamente che i nostri amministratori comunali si ravvedano e capiscano che guardare avanti per il sostenibile sviluppo di una comunità significa anche ammettere di aver commesso un errore e ripristinare ciò che di buono già c’era prima di loro”, conclude Enzo Tenti.

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