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L’assessore Enrico Bodini sulle polemiche scatenate dal gruppo tentiano sulle aree del bosco del Lazzaretto puntualizza in questa nota che pubblico le ragioni della scelta di intervenire nel contesto. Le aree del bosco del Lazzaretto sono state acquisite dal Comune negli anni ’90 e successivamente furono poi fatte forestare dall’azienda regionale.  Per oltre quindici anni non è stato fatto nessun intervento sul bosco e solo dall’inizio 2014 il Comune con 30 mila euro previsti in convenzione dal costruttore del Burger King ha commissionato ed approvato un progetto di “interventi di miglioramento forestale del bosco del Lazzaretto” redatto dall’agronomo Lorenzo Guerci. Il progetto ha avuto poi anche l’approvazione del Parco Sud Milano. A pagina 6 della relazione al progetto (testo integrale pubblicato sul sito del Comune) si legge… “da scadente a pessimo risulta invece lo stato fitosanitario della robinia, ormai giunta alla fine sia del turno economico che di quello fisiocratico”.
Particolarmente critiche risultano le condizioni del robinieto localizzato alla destra orografica del Fontanile grande, buona parte dei soggetti infatti sono morti in piedi e/o con chiome seccagginose… L’agronomo quindi ha provveduto ad indicare le piante da mantenere contrassegnandole una per una e ordinando il taglio delle robinie mantenendo solamente alcuni esemplari all’interno del bosco, non ancora a fine ciclo vegetativo. Considerato la consistenza dell’intervento e l’impatto che avrebbe avuto il taglio di alberi sulla pubblica opinione, l’ufficio tecnico comunale ha comunque voluto avere un ulteriore parere sul progetto ed è stato interpellato un altro agronomo che insieme anche al responsabile parchi e foreste di Legambiente regionale hanno confermato la validità, la bontà e la necessità dei tagli. Il progetto quindi non è di creare un nuovo bosco ma di migliorare l’esistente. Al di fuori del progetto poi, l’Ersaf, l’ente regionale impegnato a combattere il tarlo asiatico, ha individuato una quarantina di alberi attaccato da questo insetto ed in questo caso per una legge regionale lo stesso Ente deve immediatamente intervenire con il taglio e lo smaltimento controllato delle legna. Questo fatto ha ulteriormente impoverito il bosco anche se si sta provvedendo, sempre a cura di Ersaf, alla ripiantumazione con specie non attaccabili quali tigli, querce e frassini.

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