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Il 25 marzo scorso nell’ambito del processo che si sta svolgendo al Tribunale di Milano (Sezione VIII penale) per i noti fatti accaduti in paese e in cui è coinvolto anche l’ex sindaco Alfredo Celeste è stata  sentita  in qualità di testimone anche la dottoressa Silvia Fagnani. Ecco di seguito il suo interrogatorio: 

Esame Pubblico Ministero
P.M. – Intanto lei che attività lavorativa svolge?
TESTE FAGNANI – Faccio il medico di base a Sedriano, sono laureata in chirurgia e ho una specialità di microchirurgia e chirurgia sperimentale.
P.M. – Da quando esercita?
TESTE FAGNANI – 1997 a Sedriano, faccio il medico di base a Sedriano dal 1997.
P.M. – Lei ha incarichi pubblici?

TESTE FAGNANI – Dal giugno 2004 al giugno 2009 sono stata

consigliere comunale per una lista civica di centrodestra, ero consigliere comunale di minoranza.
P.M. – Sempre a Sedriano?

TESTE FAGNANI – Sempre a Sedriano, sì, ho fatto solo attività a Sedriano. Invece, dal giugno 2009 all’ottobre 2013 sono stata Consigliere comunale di maggioranza per la lista civica sempre di centrodestra per Sedriano Celeste Sindaco, come consigliere di minoranza ed ero capogruppo della maggioranza stessa.

P.M. – Parliamo un attimo delle elezioni del giugno 2009, lei quanti voti ha conseguito?
TESTE FAGNANI – I miei voti personali? Di preferenza personale?
P.M. – Di preferenza, sì.
TESTE FAGNANI – 305, sono stata la più eletta.

P.M. – E la lista, lei ha detto, era una lista civica?

TESTE FAGNANI – Una lista civica di centrodestra, sostenuta

dal PDL e dalla Lega Nord.
P.M.– Ha mai aderito a qualche partito politico, è stata mai iscritta?
TESTE FAGNANI – Sì, sì, sono stata iscritta a Forza Italia e poi successivamente al PDL.
P.M. – A partire da quando? L’anno, su per giù.
TESTE FAGNANI – Forza Italia potrebbe essere 1995, non ricordo 
gli anni esatti, però 1995 è possibile.
P.M. – E invece per quanto riguarda l’attività politica, Scalambra Marco aveva, non so, dei ruoli?

TESTE FAGNANI – No, aiutava me che ero sua moglie, era l’unica maniera un po’ per stare vicini nel senso che mio marito lavorava, io lavoravo, abbiamo un’attività che comunque ci impegnava tanto e quindi avevamo questa cosa in comune. Lui mi aiutava, ero io che facevo politica.

P.M. – Era iscritto anche lui a Forza Italia o al PDL?
TESTE FAGNANI – È stato iscritto per un paio di anni a Forza Italia.
P.M. – Quindi per esempio se noi prendiamo le elezioni di giugno 2009, intanto se spiega lei la campagna elettorale come l’ha svolta, come l’ha impostata?
TESTE FAGNANI – Allora, io l’ho svolta porta a porta. Io sono

andata dai sedrianesi, ho suonato il campanello, ho detto chi ero, e che volevo fare qualcosa per Sedriano.
P.M. – E basta? Solo così? Lei ha organizzato eventi, non lo so?
TESTE FAGNANI – Qualche evento è stato organizzato, ovviamente, certo.
P.M. – Eventi di che tipo?
TESTE FAGNANI – Tipo esempio avevamo un tendone e avevamo 

chiesto a dei gruppi musicali di cantare, quello che si fa in campagna elettorale.
P.M. – Quindi era una serata danzante?
TESTE FAGNANI – C’erano serate anche danzanti, sì.

P.M. – E suo marito in queste elezioni l’ha supportata e, se sì, come?

TESTE FAGNANI – Mi ha aiutato, certe volte è venuto con me a fare il porta a porta, qualche volta è capitato.

P.M. – Volevo capire, Costantino Eugenio e Costantino Teresa li ha conosciuti e quando?
TESTE FAGNANI – Io li ho conosciuti in una riunione, che posso
datare sicuramente agli inizi dell’anno 2009, sicuramente era prima del marzo del 2009 perché è nel marzo che a livello nazionale Forza Italia, Alleanza Nazionale e Democrazia Cristiana per le Autonomie sono diventati PDL, quindi sicuramente questa riunione è avvenuta prima. Era nell’aula consiliare, dei gruppi consiliari vicino al Comune, nelle vicinanze del palazzo comunale, eravamo lì proprio per questa fusione, che si stava presentando. Quindi c’eravamo i componenti di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Democrazia Cristiana per le Autonomie. Per Democrazia Cristiana delle Autonomie c’era Eugenio Costantino, la figlia Teresa, Galeazzi Giancarlo e questa maestra, che si chiamava Lorenzi, che erano di questo partito perché all’epoca era un partito. Chi aveva inviato queste due persone, cioè Costantino Teresa e Costantino Eugenio alla riunione era stato Sergio Garavaglia, che era l’ex sindaco di Ossona, è stato per dieci anni il sindaco di Orsona, lui era, credo, una specie di coordinatore zonale della Democrazia Cristiana per le Autonomie e quindi ci aveva inviato i rappresentanti di questa corrente. Le tre forze poi hanno dato origine il 27, 28, 29 di marzo del 2009 al PDL, siamo diventati PDL.
P.M. – Queste persone, Costantino Eugenio e Costantino Teresa, a lei non vengono presentate da Garavaglia? Cioè, sono presenti a questa riunione, intanto era presente anche Garavaglia a quella riunione?
TESTE FAGNANI – Di Garavaglia francamente non lo ricordo, non ricordo che lui fosse presente, però sono sicura che mandò lui… anche perché sennò noi non li conoscevamo, quindi non avrebbero potuto venire in questa riunione. Cioè, con Garavaglia noi avevamo, come dire, un rapporto proprio perché ci stavamo avviando verso questo nuovo partito che era il PDL a cui lui ovviamente aderiva come Democrazia Cristiana per le Autonomie. Tant’è vero che il nostro primo atto della campagna elettorale è stato questo manifesto dove erano presenti tutte queste forze e non c’erano né Costantino Eugenio né Costantino Teresa perché non sapevamo chi fossero.
P.M. – Quindi questa riunione di cui lei ha parlato serviva per che cosa in pratica? C’era la confluenza del PDL…
TESTE FAGNANI – Ci sarebbe stata, ci sarebbe stata, cioè a livello nazionale si stava formando il PDL; quindi questo sarebbe stato poi a cascata anche su tutto il territorio, quindi dovevamo pur conoscerci, voglio dire, noi poi saremo andati come PDL alle elezioni.
P.M. – E quindi c’era da stabilire che cosa? Questo non l’ho capito.
TESTE FAGNANI – C’era da stabilire, voglio dire, appunto di andare alle elezioni come lista civica, come poi è stato, di riuscire ad avere qualche alleato al di fuori del PDL, in questo caso poi lo è stato con la Lega e poi soprattutto il cosiddetto diritto di tribuna, cioè ogni partito aveva diritto nella lista del candidato, dei candidati, dei venti candidati a un numero ben preciso di candidati. Cioè, la lista era di a venti candidati, tredici erano del PDL, sette erano della Lega e di questi tredici del PDL erano dieci di Forza Italia, due di Alleanza Nazionale e uno di Democrazia Cristiana per le Autonomie.
P.M. – Quindi in pratica nel diritto di tribuna cosiddetto, la Democrazia Cristiana per le Autonomie aveva diritto ad un posto?
TESTE FAGNANI – Diritto ad un posto, sì.

P.M. – Ma non ha partecipato la Lega a questa riunione?

TESTE FAGNANI – No, a questa riunione no perché, ripeto, non

eravamo ancora PDL e quindi non potevamo iniziare degli accordi con la Lega.
P.M. – Quindi gli accordi con la Lega per il sostegno alla lista sono successivi?
TESTE FAGNANI – Per forza di cose, sì, sono successivi.
P.M. – Le chiedo questo, lei sa poi questo diritto di tribuna, per quanto riguarda la Nuova Democrazia Cristiana, a chi è aspettato, cioè il posto in lista?

TESTE FAGNANI – Il posto in lista è spettato a Teresa Costantino.
P.M. – Ma si discusse, cioè come avvenne questa designazione? 
TESTE FAGNANI – Sicuramente la designazione, cioè il nome fu
fatto da Sergio Garavaglia e poi comunque, quando metti in lista un nome, ne discuti con tutto il gruppo, a quel punto eravamo già un gruppo che stava lavorando per la campagna elettorale, la lista si consegna quarantacinque giorni prima delle elezioni. Quindi nel frattempo c’era stato l’accordo e quindi la divisione del numero dei candidati e quindi comunque ci decideva insieme, voglio dire, la campagna elettorale non la fanno solo i venti candidati, eravamo in tanti che stavano facendo la campagna elettorale, di questi tanti anche Forza Italia. È chiaro che ne abbiamo tirato fuori dieci ma su un numero di cinquanta e questo si è deciso chiaramente insieme, tutti insieme, facevamo gruppo, eravamo un gruppo molto affiatato.
P.M. – Per capire questo, in pratica lei prima ha detto che però alla prima riunione per la Nuova Democrazia Cristiana per le Autonomie non ha partecipato solo Costantino Teresa, lei ha fatto anche il nome di tale Giancarlo Galeazzi e anche dell’insegnante.
TESTE FAGNANI – Sì, gli altri due... 
P.M. – Volevo capire come si è arrivati proprio alla… lei dice: “È stato Sergio Garavaglia”, nel senso lei ha partecipato a riunioni in cui Sergio Garavaglia ha dato questa indicazione?
TESTE FAGNANI – Allora, non ricordo una riunione in questo senso, comunque gli altri due Galeazzi e la Lorenzi non avevano poi aderito al PDL, erano della Nuova Democrazia Cristiana ma poi ne erano usciti, non avevano intenzione di aderire al PDL, quindi loro erano già scartati, non c’erano proprio più. Sergio Garavaglia in tutto il territorio stava proponendo un viso giovane perché tra l’altro Teresa Costantino, quando abbiamo parlato della candidatura, era interessante, a parte il fatto appunto che era della Democrazia Cristiana per le Autonomie, quindi dando l’okay a questo nome, rispettavamo il diritto di tribuna. Due, era donna, quindi avevamo su venti candidati, lei sarebbe stata la nona donna, quindi davamo anche ragione al fatto delle quote rosa e poi soprattutto era giovane perché noi eravamo una lista di “anziani”, avevamo tutti più di quarant’anni, lei era l’unico volto giovane della lista. Cioè, tutte queste caratteristiche hanno portato a dare l’okay alla proposta.
P.M. – Sergio Garavaglia conosceva Alfredo Celeste?
TESTE FAGNANI – Sì, si conoscevano, anch’io l’avevo visto un paio di volte, per esempio in occasione di quella fotografia che vi dicevo, che è stata poi la fotografia messa in questo manifesto.

P.M. – Quale manifesto, non l’ho capito, me lo ripeta.

TESTE FAGNANI – Noi abbiamo fatto, come dicevo prima, la nostra prima azione della campagna elettorale è stata questo manifesto che è andato su tutti i muri di Sedriano, dove appunto Forza Italia, Alleanza Nazionale e la Democrazia Cristiana per le Autonomie si presentava, dicendo: “Arriviamo, stiamo arrivando, vogliamo fare la campagna elettorale”. Se vuole, io glielo faccio vedere.

P.M. – No, ma quindi era un manifesto in cui c’erano tutti questi esponenti…
TESTE FAGNANI – C’era Sergio Garavaglia.
P.M. – E c’era il Sindaco Celeste?

TESTE FAGNANI – C’era Sergio Garavaglia, che era il coordinatore zonale della Democrazia Cristiana, c’era Roberto Lonati, che era il coordinatore zonale di Alleanza Nazionale e poi c’era Celeste perché era il coordinatore zonale di Forza Italia all’epoca. Noi non avevamo ancora deciso il Sindaco, eravamo molto lontani, non eravamo ancora PDL in quel momento, però Sergio Garavaglia l’ho conosciuto, credo, in questa occasione, poi forse l’ho visto in campagna elettorale qualche altra volta sicuramente, adesso precisamente francamente sono passati anche degli anni.

P.M. – In questa decisione di inserire nella lista Teresa Costantino, Celeste Alfredo ha avuto un qualche ruolo oppure è stata una designazione di Garavaglia?

TESTE FAGNANI – Garavaglia aveva fatto la proposta, il nome è stato discusso per le ragioni… tutti eravamo insieme, saremmo stati cinquanta, avevamo preso in affitto questa sede in via De Amicis a Sedriano e ci trovavamo sempre perché appunto eravamo in campagna elettorale, la campagna elettorale non si può fare i due giorni prima delle elezioni, la fai mesi prima, quindi noi ci trovavamo ovviamente, ripeto, i nomi in lista, cioè non potevamo andare tutti in lista, eravamo tantissimi, perché noi avevamo fatto un’opposizione…

P.M. – Volevo capire però, ancora non ho ottenuto la risposta,

la decisione della compilazione delle liste fu presa
collegialmente, questo vuol dire?
TESTE FAGNANI – Sì, è stata presa collegialmente, dal gruppo.

P.M. – Da tutta questa assemblea di cui lei sta parlando?
TESTE FAGNANI – Sì, eravamo circa una cinquantina, assolutamente sì.
P.M. – Apriamo una parentesi, Alfredo Celeste può spiegare da quando lo conosce, quando l’ha conosciuto?

TESTE FAGNANI – L’ho conosciuto, tra virgolette, da sempre,

nel senso che era da venticinque anni che fa politica, a Sedriano ci si conosce più o meno tutti, poi è diventato mio paziente e quindi abbiamo cominciato poi nel 2004, abbiamo fatto la campagna elettorale dove appunto poi abbiamo perso le elezioni per pochi voti, dove io ero il candidato Sindaco e, niente, quindi poi da lì dal momento in cui abbiamo perso abbiamo cominciato a fare una nuova campagna elettorale, è per questo che eravamo davvero tanti perché noi avevamo veramente lavorato tanto all’opposizione in quegli anni, cioè avevamo anche un giornale che stampavamo a nostre spese, che difendeva i diritti dei cittadini. Sedriano era un paese dormitorio, nel senso c’è stata un’amministrazione che è durata tantissimi anni, che noi pensavamo che avesse insomma deteriorato molto il paese, ecco. E quindi noi veramente avevamo fatto un’opera di farci conoscere, ecco, all’interno del territorio.
P.M. – Per quanto riguarda la campagna elettorale svolta da Teresa Costantino, lei sa come si è svolta? Ha partecipato ad eventi della campagna elettorale di Teresa Costantino?
TESTE FAGNANI – Io non so come abbia fatto Teresa Costantino a fare la sua campagna elettorale, però ha preso trentatré voti, io credo che, per prendere trentatré voti sarà andato dai quattro amici e i parenti che aveva. Cioè, voglio dire, non credo che abbia fatto una campagna elettorale così pazzesca sennò non avrebbe preso trentatré voti.
P.M. – Ma è stata l’ultima degli eletti?
TESTE FAGNANI – No, è stata la terzultima, c’erano due candidati dopo di lei. Uno era Rino Rusciano e Danilo Patanè.

P.M. – Quindi l’ultimo quanti voti ha preso?

TESTE FAGNANI – L’ultimo ne ha presi ventisei o ventinove.

P.M. – Lei dice “evidentemente non è stata una grande campagna”, ma lei ha partecipato ad eventi?
TESTE FAGNANI – Ripeto, noi la sera ci incontravamo, ci incontravamo in questa sede e qualche volta abbiamo partecipato a degli eventi, però partecipavano tutti, cioè agli eventi musicali c’erano forse duemila persone perché Sedriano è un Comune di undicimila abitanti, voglio dire, fai una serata danzante, tutta la popolazione viene a danzare, soprattutto se è venerdì e sabato. Quindi nel tendone c’era talmente tanta gente, posso pensare che ci fosse, io questo non posso ricordarmi chi c’era esattamente, non lo so.
P.M. – Zambetti Domenico l’ha mai conosciuto?
TESTE FAGNANI – Mai conosciuto, l’ho visto la prima volta quando è successo tutto il fatto in televisione e sui giornali.
P.M. – Quindi non l’ha mai conosciuto personalmente?
TESTE FAGNANI – No, mai.

P.M. – Lei sa se a qualche evento delle elezioni di Costantino Teresa avrebbe dovuto partecipare Zambetti Domenico?

TESTE FAGNANI – Sì, Teresa aveva chiesto questa sede di cui dicevo in via De Amicis per un evento, credo fosse un  buffet, una cosa del genere, e aveva detto che sarebbe arrivato Zambetti. Zambetti non è mai arrivato, io sono passata dalla sede, c’erano i parenti di Teresa, sarò stata lì dieci minuti forse, quindici perché proprio in quella serata c’era in concomitanza una delle serate danzanti di cui dicevo al tendone, che era a due chilometri da lì.
P.M.– Quindi in quella occasione c’erano solo parenti di Costantino Teresa?
TESTE FAGNANI – Io ho visto solo dei parenti.

P.M. – Lei li ha conosciuti come parenti di Costantino Teresa, può dirlo?
TESTE FAGNANI – Io ho conosciuto il papà, la mamma, ho conosciuto la sorella, ho conosciuto i due nonni di Teresa Costantino perché abitavano lì a Sedriano, ho conosciuto lo zio di Teresa Costantino, che è l’appuntato scelto dei Carabinieri, ho conosciuto la moglie, sua moglie, le sue due figlie, una di queste è una bravissima cantante e poi altri parenti no, non ne ho conosciuti. 
P.M. – Fermiamoci un attimo sempre sulla campagna elettorale del 2009, quindi la sua campagna elettorale ha previsto delle spese e, se sì, lei come si è regolata?
TESTE FAGNANI – La mia campagna elettorale? 
P.M. – Sì. 
TESTE FAGNANI – La mia personale? 
P.M. – La sua personale. 
TESTE FAGNANI – La mia personale, io ho fatto il porta a porta, quindi no, personalmente io non ho speso niente.
P.M. – Ma lei ha parlato anche di eventi?
TESTE FAGNANI – Gli eventi li facevamo insieme, il gruppo che
si era autotassato, ovviamente, sì, certo.
P.M. – Quindi lei eventi di tipo personale, tipo cene, aperitivi per sostenere la sua campagna no?

TESTE FAGNANI – No, no.

P.M. – E quindi, ripeto, per quanto riguarda i rimborsi di queste spese, di questi eventi di cui parliamo, lei sa come avveniva?

TESTE FAGNANI – Certo, avevamo un tesoriere, era tutto agli atti, abbiamo tutte le fatture.

P.M. – Chi era il tesoriere?

TESTE FAGNANI – Il tesoriere è Antonella Pigliafreddo.

P.M. – Mi spiega come mai lei non ha fatto eventi suoi

personali mentre invece Costantino Teresa sì, cioè chiede in affitto il locale di via De Amicis per una sua cosa personale?
TESTE FAGNANI – Non l’ha chiesto in affitto, ha chiesto: “Posso usarlo quella sera?”, ecco, in questa maniera, non ha chiesto in affitto niente, eh!
P.M. – Ma era una decisione comune della lista quella di non fare eventi personali?
TESTE FAGNANI – No, ognuno decideva come farli.

P.M. – Vediamo l’esperienza per lei di questa seconda consiliatura, dopo le elezioni diventa capogruppo.

TESTE FAGNANI – Sì. 
P.M. – Intanto se mi dice i rapporti che lei ha avuto con Costantino Teresa, come sono stati e in che termini?
TESTE FAGNANI – Io facevo il capogruppo e quindi il mio compito era quello di tenere insieme la compagine di maggioranza. Avevo buoni rapporti con tutti. In realtà io frequentavo, al di là dei consigli comunali, frequentavo molti dei consiglieri, con alcuni ci vedevamo a bere il caffè tutti i giorni a Sedriano, ripeto, Sedriano è un piccolo paese dove tutti ci conosciamo. Con altri andavo la domenica pomeriggio a ballare, avevamo cominciato a fare questo corso di ballo liscio e andavamo quindi… li incontravo tutte le domeniche, Teresa Costantino francamente, credo in tre anni e mezzo di amministrazione, l’ho incontrata quattro volte al di fuori del consiglio comunale, quindi mai. Una volta l’anno. Sicuramente Teresa è stata la consigliera che ho frequentato meno rispetto a tutti gli altri.
P.M. – Aveva un ruolo, si occupava di qualcosa Teresa Costantino come consigliera?
TESTE FAGNANI – Faceva la consigliera, non si occupava di niente, tra l’altro è una ragazza molto giovane e francamente credo non le interessasse veramente la politica, tant’è vero che… al di là del Consiglio comunale, a cui comunque partecipava, lei non ha mai partecipato a null’altro, non ha mai fatto nessuna  iniziativa a livello comunale, assolutamente.

P.M. – Vorrei ora un attimo aprire una parentesi e domandarle questo, suo marito, Scalambra, aveva delle cooperative e, se sì, può indicare quali?
TESTE FAGNANI – Certo, la cooperativa era la cooperativa sociale Dignitade si chiamava, CSD, era una cooperativa di tipo B, che è nata nel settembre del 2010, era una cooperativa ovviamente neonata, piccolissima, la cooperativa di tipo B serve per cercare di dare lavoro ai soggetti disabili. La cooperativa era appunto molto piccola, aveva un solo dipendente a 200 euro al mese di stipendio e non è mai cresciuta perché, nell’ambito poi della cooperativa, quando noi eravamo un gruppo di amici che avevano costituito questa cooperativa, non è mai cresciuta perché avevamo incontrato il presidente di un’altra cooperativa, che si chiamava Dario Cassata, sempre di una cooperativa di tipo B, che si chiamava Rutamata, che viveva un periodo estremamente difficile della sua vita, aveva avuto due gemelle, aveva un figlio handicappato con una sindrome di down, quindi non riusciva più a reggere le sorti della cooperativa che a livello finanziario stava andando malissimo, ma malissimo, malissimo. Tant’è vero che avrebbe chiuso. A questo punto siamo intervenuti noi e devo dire…
P.M. – “Noi” chi? 
TESTE FAGNANI – Noi nel senso cooperativa CSD, pardon. Siamo intervenuti come cooperativa CSD e abbiamo messo un tale lavoro, anche denaro, abbiamo messo un impegno incredibile e comunque, voglio dire, noi siamo riusciti, pur poi non riuscendo a risanare la cooperativa perché non ci siamo riusciti a risanare la Rutamata però, caspita, abbiamo fatto un lavoro così importante che per un anno queste persone… perché la Rutamata aveva diciassette dipendenti, erano dipendenti con delle caratteristiche terribili, c’era una focomelica, due persone che avevano, voglio dire, un’invalidità psichiatrica, c’erano delle persone davvero con gravi problemi e per un anno noi siamo riusciti a garantire loro lo stipendio. Quindi anche se poi alla fine è stato tutta una cosa che poi è andata lo stesso a… non siamo riusciti a risanarla, ma caspita, io lo rifarei subito adesso, per un anno queste diciassette persone hanno avuto uno stipendio, ecco perché poi l’altra cooperativa non aveva avuto l’opportunità di diventare qualcosina in più proprio perché ci interessavamo di quello. Preciso che la Rutamata si interessava solo ed esclusivamente di ristorazione, cioè aveva un ristorante e un pub a Settimo Milanese e un bar a Lainate, ecco.
P.M. – Un attimo, solo per precisione, suo marito era presidente della cooperativa Dignitade CSD.
TESTE FAGNANI – Sì. 
P.M. – Questa cooperativa sociale di che cosa si occupava sostanzialmente?
TESTE FAGNANI – Era appena nata.
P.M. – Appena nata quando?

TESTE FAGNANI – Era nata il settembre del 2010. E subito dopo abbiamo appunto incontrato il presidente della Rutamata che ci aveva informato di questa situazione drammatica per la sua cooperativa.

P.M. – La cooperativa Dignitade CSD quindi sostanzialmente si occupava di cercare lavoro per persone handicappate, disabili?
TESTE FAGNANI – Sì, disabili.

P.M. – Poi c’è stata questa opportunità di quest’altra cooperativa, della Rutamata, di cui era presidente prima chi?

TESTE FAGNANI – Dario Cassata.

P.M. – E quel punto che è successo, la Rutamata è stata assorbita dalla Dignitade?

TESTE FAGNANI – No, in realtà no, la Dignitade è entrata nel consiglio di amministrazione della Rutamata, portando del denaro anche ovviamente.

P.M. – Lei aveva un ruolo in queste cooperative?

TESTE FAGNANI – Ero socia.

P.M. – Era socia di tutte e due, sia della Dignitade sia della Rutamata?

TESTE FAGNANI – Credo di sì, credo anche della Rutamata poi sì.

P.M. – E poi di fatto collaborava?

TESTE FAGNANI – No, lavoravo, non collaboravo, lavoravo. Ho passato notti e notti a fare conti.

P.M. – Quindi supportava suo marito? 
TESTE FAGNANI – No, io non supportavo, lavoravo.

P.M. – Lei lavorava, sì, ma suo marito si occupava anche lui
della gestione?

TESTE FAGNANI – Sì, anche lui lavorava, andava anche

addirittura la mattina alle sette a portare il cibo, comprato la sera prima a mezzanotte, magari prima che chiudesse l’ultimo supermercato per riuscire a fare andare avanti questa cooperativa che era davvero in condizioni disastrose, noi abbiamo davvero lavorato, oltre al nostro lavoro, che era già impegnativo.
P.M. – Quindi sostanzialmente da quando la cooperativa Dignitade è entrata nella compagine della Rutamata, sostanzialmente da quel momento si è occupata solo delle attività della Rutamata oppure trovava lavoro anche in altri posti?
TESTE FAGNANI – Quasi solo del Rutamata.
P.M. – Lei ha detto che aveva diciassette dipendenti e poi

com’è finita la Rutamata, lei ha parlato di una situazione disastrosa da un punto di vista economico, poi?
TESTE FAGNANI – Credo che adesso, non lo so, perché poi non me ne sono più interessata, credo che adesso ci sia un fallimento, che ci sarebbe stato l’anno prima ovviamente, per un anno, ripeto…
P.M. – E questa Rutamata si occupava di gestire quali locali, me lo può ripetere? Anche con la denominazione, come si chiamavano.
TESTE FAGNANI – Allora, Palazzo Granaio a Settimo Milanese ed era un ristorante e un pub. Invece, a Lainate si chiama Job Cafè ed era un bar.
P.M. – E aveva diciassette dipendenti, ha detto?

TESTE FAGNANI – Sì.

P.M. – Avevate anche un’altra società, cioè se le faccio un nome, High Quality…


TESTE FAGNANI – Sì, sì. A Sedriano…, i miei genitori hanno

sempre abitato a Sedriano, i miei nonni, da sempre la mia famiglia abita a Sedriano, noi avevamo una casa in via Turati, che era una casa vecchia perché era stata costruita da mio nonno prima che i miei genitori si sposassero, la casa era diventata vecchia, era molto grande e mia mamma purtroppo è rimasta da sola. E quindi abbiamo pensato alla necessità all’inizio di ristrutturarla, poi comunque anche la ristrutturazione avrebbe poi previsto il fatto che mia mamma sarebbe rimasta lì da sola nella casa e quindi abbiamo pensato di abbatterla e di costruire una piccola palazzina. A questo punto, sia io sia mamma che eravamo le proprietarie del terreno che, ripeto, era di mio nonno, quindi parlo del 1960, abbiamo costituito questa società perché fosse committente per la costruzione di questa piccola palazzina. Quando abbiamo deciso di seguire questa via, abbiamo presentato la DIA, si chiama così, al Comune di Sedriano nel 2008. Quindi io ero Consigliere di minoranza, non ero in Comune, c’era una maggioranza che era diversa, l’avevamo fatto apposta perché non si pensasse assolutamente che ci potessero essere cose strane. Gli oneri di urbanizzazione di 56.000 euro furono pagati nel 2008, quindi prima della campagna elettorale del 2009, prima che io fossi capogruppo di maggioranza.
P.M. – E il terreno che estensione aveva?
TESTE FAGNANI – Ah, no, adesso questo non saprei dirlo.

P.M. – Non è in grado di dirlo?

TESTE FAGNANI – No, non sono in grado di dirlo, è un

pezzettino di terra, certo, solo una casa sola su due piani sarebbe stata molto grande.
P.M. – La villetta dove abitava sua madre di quanti…

TESTE FAGNANI – Saranno stati duecento metri quadrati.

P.M. – Lei e suo marito eravate proprietari di altri terreni o immobili a Sedriano o vicino?

TESTE FAGNANI – No, terreni assolutamente no, io avevo degli

immobili, ho degli immobili, io non ho mai potuto comprare niente di mio, i miei genitori, mio padre, quando è morto, mi ha lasciato degli immobili che risalgono comunque anche questi al 1960, 1970. P.M. – Mi dice che immobili sono?
TESTE FAGNANI – Sono degli appartamenti. 
P.M. – Quanti, volevo capire su per giù?
TESTE FAGNANI – Adesso esattamente non lo so, una certa quantità. Saranno sei, sette.
P.M. – Sei o sette sono appartamenti.
TESTE FAGNANI – Sono appartamento, sì.

P.M. – Ma suo marito invece no?

TESTE FAGNANI – No, assolutamente no. Appunto li ho ereditati

da mio padre.
P.M. – Quindi in questa pratica questa società High Quality

House, mi spieghi, avrebbe dovuto procedere alla demolizione e poi alla costruzione della palazzina?
TESTE FAGNANI – Ha proceduto.

P.M. – Di fatto che cosa è avvenuto?

TESTE FAGNANI – Ha proceduto e nel 2008 ha fatto tutta la

procedura edilizia, ha pagato gli oneri di urbanizzazione, a questo punto è stata abbattuta la casa e adesso è quasi finita. Ci manca poco.
P.M. – Quando è stata ultimata questa nuova palazzina?

TESTE FAGNANI – No, non è ancora stata ultimata.

P.M. – Quindi i lavori sono proseguiti?

TESTE FAGNANI – Sì, eh… con quello che è successo…

P.M. – Questa palazzina è destinata ad appartamenti?

TESTE FAGNANI – Sono dei piccoli appartamenti, sono nove. Alcuni sono monolocali.

P.M. – Se le faccio il nome associazione Baco da Seta Onlus, può spiegare al Tribunale che cos’è?

TESTE FAGNANI – Sì, l’associazione Baco da Seta Onlus è nata

nel 2006. È nata soprattutto per la diffusione di materiale informativo per il malato oncologico, nasce soprattutto per questo, poi avevamo ampliato gli interessi che erano diventati un po’ culturali e, infatti, il Baco da Seta era il proprietario di questo giornale che si chiama “Il Volto Vero” che noi, a nostre spese, stampavamo, in genere, tre volte l’anno, qualche anno siamo riusciti a farlo anche quattro volte. Noi abbiamo cominciato il nostro primo evento era stato appunto la giornata del malato oncologico e in genere ogni anno vendevamo, vendevamo… in realtà distribuivamo frutta, verdura e latte ai certi di Sedriano perché facevamo il banchetto davanti alla piazza della chiesa, distribuivamo il latte e le verdure, in cambio di un’offerta e il ricavato era sempre destinato a varie associazioni. Io ho tutti gli incartamenti su questo, è tutto registrato. Ci sono le ricevute di tutti, dall’hospis di Abbiategrasso a quello di Magenta, al Mattoncino per Filippo, per i leucemici, cioè alla LILT, che è la Lega Italiana Lotta contro i Tumori, ogni anno sceglievamo ovviamente, diciamo, l’associazione a cui dare questi denari insomma.
P.M. – Non le ho chiesto prima, tornando un attimo all’High Quality House S.r.l., chi erano i soci di questa società?
TESTE FAGNANI – L’ho detto prima, mia madre, io e mio marito.
P.M. – Amministratore chi era?
TESTE FAGNANI – Amministratore, non so se si chiama amministratore.

P.M. – Per una S.r.l. ci vuole l’amministratore.

TESTE FAGNANI – Prima era mio marito, adesso mia mamma.

P.M. – Lei sa se il Comune di Sedriano, l’amministrazione comunale di Sedriano ha affidato lavori a una di queste società o cooperative, diciamo, riconducibili a lei e suo marito?

TESTE FAGNANI – Se parliamo di lavori, io non lo sapevo quando lei mi ha interrogato, sono venuta poi a saperlo perché ho letto ovviamente tutti gli incartamenti, il Comune di Sedriano ha dato, non so come si può chiamare, ha affidato un lavoro di smontaggio e rimontaggio di materiale scolastico alla CSD.
P.M. – Sarebbe CSD cooperativa sociale Dignitade?

TESTE FAGNANI – Sì, è una determina, e quindi è per questo che non sono mai venuta a saperlo, e quindi quando mi è stata fatta la domanda all’epoca dell’interrogatorio non potevo rispondere, essendo una determina, non passa per il Consiglio e neanche non è una delibera, quindi non mi arrivava neanche a casa come capogruppo. La determina è per un importo così minimo di tremila euro, che viene firmata dal capo settore, cioè non è una cosa che avviene… sono gli uffici che decidono una cifra così minima. Mi permetta, la preside della scuola, la dottoressa Busti, aveva necessità di andare a recuperare questi materiali perché c’era una ditta che era fallita e che quindi dava via questi computer e credo banchi da scuola, quindi lei aveva la necessità che fosse fatta velocemente, quindi ha chiamato banalmente il capo settore, il capo settore ha fatto questa… cioè, non è l’organo comunale che può saperlo.

P.M. – Le leggo e le chiedo una spiegazione, queste indicazioni le traggo dalla perizia fatta dall’ingegnere Anna Guerriero, che poi verrà sentita alla prossima udienza, sulla scorta dell’esame della documentazione acquisita presso l’ufficio del Comune di Sedriano, ufficio ragioneria. Soltanto questo e lei mi risponde. A me risulta che con protocollo 3294 del 2012, l’atto è del primo marzo 2012, è stato richiesto alla cooperativa Rutamata di effettuare un sopralluogo del cimitero comunale per la partecipazione…
AVV. BONAMASSA – C’è opposizione.

PRESIDENTE – Per cosa?

AVV. BONAMASSA – Mi oppongo, non ha detto questo il perito, la richiesta non è stata fatta dal Comune, è stata fatta dalla cooperativa. Non può fare domande trabocchetto.

PRESIDENTE – Ci saranno dei documenti. 
P.M. – Sì, sono poi allegati.

TESTE FAGNANI – Non fa niente, rispondo.

P.M. – Mi faccia finire perché devo finire, allora c’è una richiesta della cooperativa Rutamata di effettuare sopralluogo del cimitero comunale per la partecipazione alla gara, procedura aperta, riservata alle cooperative sociali di tipo B, per l’affidamento del servizio di custodia, manutenzione e servizi vari del cimitero comunale per anni due, risulta che questa procedura d’appalto allo stato, quando il consulente ha visto gli atti, è stata sospesa, tanto è stato riferito dal segretario comunale Susanna Pecorella.

TESTE FAGNANI – Ha detto tutto vero, allora la cooperativa Rutamata ha chiesto, nella figura del geometra D’Angiolillo, un altro dei soci, ha chiesto di poter accedere al cimitero comunale per valutare i lavori. Ma la Rutamata non avrebbe mai potuto partecipare. Io ho qui i documenti, se volete vederli, c’è il bando che è ben chiaro che dice che la cooperativa di tipo B può partecipare solo se ha tre anni di esperienza in quel settore. La Rutamata si è sempre interessata di ristorazione, non avrebbe mai potuto partecipare, inoltre non aveva il fatturato annuo necessario. Quindi, è vero che è andata, ma eravamo nuovi, eravamo appena nati, volevamo solo vedere se riuscivamo a capire un bando e forse riuscire a mettere insieme anche una risposta. È vero che è stata sospesa ma i documenti sono stati presentati e la Rutamata non ha presentato alcun documento.
P.M. – Lei ha fatto un nome, il geometra D’Angiolillo.
TESTE FAGNANI – Sì.

P.M. – Può spiegare chi è questa persona? Lei ha detto socio della cooperativa?

TESTE FAGNANI – Sì, era socio della cooperativa Dignitade.
P.M. – Chi lo conosce? Sia lei che suo marito?
TESTE FAGNANI – Sì, certo, io e mio marito.

P.M. – Da quanto tempo lo conoscete?

TESTE FAGNANI – Da molti anni, potrebbe essere una decina d’anni. Sì, sicuramente una decina d’anni.

P.M. – Aveva ruoli politici?

TESTE FAGNANI – È stato per un brevissimo, brevissimo periodo il coordinatore cittadino di Sedriano del PDL.
P.M. – Ha avuto ruoli pubblici, cioè cariche pubbliche?

TESTE FAGNANI – Quella che le ho detto adesso.

P.M. – No, quello è un ruolo… il partito è un ruolo privato,

lei ha detto segretario del PDL, volevo capire se ha rivestito cariche pubbliche del tipo assessorati, oppure…
TESTE FAGNANI – Assolutamente no, non era neanche in lista, non ha neanche partecipato alla campagna elettorale.
P.M. – All’interno del Comune di Sedriano aveva un ruolo?
TESTE FAGNANI – No, nessuno.

P.M. – Ma vorrei capire una cosa, se lei dice che la cooperativa Rutamata non aveva i presupposti, allora perché chiede di fare il sopralluogo in vista della gara?
TESTE FAGNANI – L’ho spiegato, l’ho spiegato! Non mi ascolta.
P.M. – No, non è vero, la ascolto.
TESTE FAGNANI – Glielo ripeto, quando nasce una cooperativa,

la cooperativa, per trovare lavoro, deve accedere a un bando, deve trovare un bando, capirlo e cercare di portare la sua proposta. Era solo quello, c’era quello in quel momento ma noi sapevamo che noi non avremmo mai potuto partecipare, non avevamo nessuna delle caratteristiche richieste. Quindi, cioè, è stato solo per vedere come…
P.M. – Non c’era un minimo conflitto di interessi con il fatto che lei era consigliere di maggioranza?
TESTE FAGNANI – Perché? Voglio dire, una cooperativa non può partecipare se ha tutte le caratteristiche ad un lavoro pubblico? Allora non avrebbe mai lavorato, tra l’altro Celeste comunque aveva sempre detto che noi come cooperative non avremmo mai preso nulla ma per un’opportunità politica, non per una questione legale, non c’era niente di illegale in questo.
P.M. – Per quanto riguarda la cooperativa sociale Dignitade CSD risulta quello che diceva prima: determina numero 447 del primo luglio 2011, l’affido di servizio relativo allo smontaggio, carico, trasporto, scarico e aiuto nel rimontaggio di arredi scolastici, impegno di spesa lordo euro 3.000, l’ha detto lei, non so se vuole aggiungere qualcosa su questo.
TESTE FAGNANI – Assolutamente no, ripeto, è una determina.
P.M. – Ma lei sapeva che c’era stato…

TESTE FAGNANI – No, non lo sapevo, come potevo saperlo?

P.M. – E chi ha preso l’iniziativa quantomeno di offrirsi al Comune per ottenere questa determina, qualcuno l’avrà fatto per conto della cooperativa.

TESTE FAGNANI – Io non lo so chi si è offerto, il preside della scuola, la dottoressa Busti aveva bisogno di questo.

PRESIDENTE – E questo l’ha detto.

TESTE FAGNANI – E quindi avrà chiesto in Comune di trovare qualcuno, francamente non è una cosa che è passata per gli organi amministrativi. È stata solo una questione di ufficio.
P.M. – Andiamo avanti. Risulta una delibera della Giunta comunale numero 172, del 13 dicembre 2011, cui ha fatto seguito una determina numero 303, 31 maggio 2012, che affida alla società High Quality House la sponsorizzazione del tocco informatico, per un importo lordo di euro 7.865. Mi può spiegare questo?

TESTE FAGNANI – Sì, allora noi come Comune avevamo fatto, ci sono le delibere, e quindi è possibile andare a vedere, avevamo fatto un regolamento per le sponsorizzazioni perché può capitare che il Comune non abbia soldi e abbia delle iniziative lodevoli che possono essere, invece, se c’è uno sponsor, possono essere, voglio dire, attuate. Ora, la High Quality House, perché io ho voluto questa cosa, l’ho voluta molto perché credevo molto in questo progetto, ha dato al Comune, non è stato il Comune che ha dato all’High Quality, cioè l’High Quality ha dato al Comune 7.500 euro per l’acquisto, che poi tra l’altro non è ancora stato acquistato e forse dovrei farmeli poi ridare, se ci sarà questa opportunità, per acquistare questi totem che si chiamano tocco informatico, questo era per la trasparenza dell’amministrazione, lì sarebbero stati inseriti tutte le determine, le delibere, tutte le società che avevano i requisiti per fare alcuni lavori, cioè era un servizio al cittadino, cioè il cittadino andava in Comune, oppure, che ne so, in biblioteca perché poi con 7.500 euro forse saremmo riusciti anche a prenderne due e banalmente, cliccando la sua richiesta, avrebbe potuto avere una risposta. Ancora adesso ci credo tantissimo, mi piacerebbe che Sedriano ce l’avesse questo servizio.
P.M. – Mi scusi, si trattava di installare dei totem dove? In Comune dove?
TESTE FAGNANI – Allora, in Comune, all’ingresso del Comune, e forse in biblioteca, non avevamo ancora fatto questa scelta del luogo.
P.M. – Quindi è stata una somma che la società ha anticipato?
TESTE FAGNANI – No, non ha anticipato, li ha proprio dati per sponsor, come sponsor.
P.M. – Ma poi non si è realizzata?

TESTE FAGNANI – Non si è realizzata perché, ripeto, se lei guarda il periodo, poi è successo quello che è successo, e quindi il Comune ha ancora i miei soldi.

P.M. – A me risulta delibera della giunta comunale numero 48
del 12 aprile 2012, cui ha fatto seguito una determina numero 345 del 14 giugno 2012, che sostanzialmente per quanto riguarda l’associazione Baco da Seta Onlus: “Sponsorizzazione riconosciuto allo studio”, si tratta di un importo di 1.500 euro.
TESTE FAGNANI – Sì, certo, anche lì era una sponsorizzazione, era il Baco da Seta che dava soldi al Comune, non viceversa perché tutti gli anni noi davamo queste borse di studio agli studenti meritevoli, quegli anni soldi il settore scolastico non li aveva, il Baco da Seta aveva queste due lire e abbiamo sponsorizzato questa cosa, anche questa cosa mi pare estremamente lodevole, tutti gli anni avevano fatto la richiesta gli studenti, ci sarebbero rimasti malissimo.
P.M. – C’è la delibera Giunta comunale numero 78, del primo giugno 2010 “Organizzazione della giornata del malato oncologico, domenica 6 giugno 2010, Associazione Baco da Seta Onlus”, per questa organizzazione viene pagato prima c’è scritto euro 500 e poi euro 1.000 e poi la stessa cosa vale per l’organizzazione del 2011, per la giornata del malato oncologico.
TESTE FAGNANI – Se vuole glielo spiego.

P.M. – Eh, me lo spieghi.

TESTE FAGNANI – Come vi dicevo, la giornata del malato

oncologico noi l’abbiamo fatta tutti gli anni dal 2006. L’unico in cui non l’abbiamo fatta è stato il 2009 perché pareva brutto, visto che eravamo in campagna elettorale, mettere insieme le due cose. Quindi nel 2006 c’era l’altra amministrazione, noi abbiamo cominciato a fare questa giornata del malato oncologico, non sto a ripetere come avveniva, con il banchetto e la vendita. Ora, il primo anno avevamo fatto un opuscolo, che si chiamava “Le persone sono più importanti delle medicine”, per questo opuscolo, il Comune di Sedriano, la vecchia amministrazione, nella figura dell’assessore Pisano aveva dato al Baco da Seta 700 euro, l’anno dopo avevamo fatto dei righelli plastificati che si chiama “Colora la tua vita”, e anche lì erano delle indicazioni su quali erano gli esami di screening che era necessario fare, quali erano le cose che bisognava mangiare per cercare di prevenire il cancro, che insomma è una cosa molto importante che il cittadino conosca, e quindi lì ci avevano dato 1.200 e qualcosa il Comune. Poi nel 2008 non avevamo avuto un finanziamento di questo genere perché avevamo ancora gli opuscoli del 2006 e del 2007 e quindi avevamo preferito finire di distribuire questi. Poi nel 2010, invece, cambia l’amministrazione… ripeto, nel 2009 non avevamo fatto la giornata, nel 2010 è cambiata l’Amministrazione. L’assessore Rusciano, questa volta, riesce a farsi dare dall’associazione Pensionati Sedrianesi 1.000 euro e dalla Banca Popolare di Milano 500 euro, infatti, se lei guarda il mandato, perché poi io ho chiesto un accesso agli atti di questa cosa, è ben spiegato che il Comune fa solo da tramite per il Baco da Seta di queste elargizioni. Quindi, questi soldi non sono del Comune, sono dei Pensionati Sedrianesi e della Banca Popolare di Milano che voleva aiutare il Baco da Seta per la raccolta di questi fondi, che poi sono stati distribuiti, come dicevo prima, a varie associazioni che aiutano il malato oncologico, che ha molto bisogno di aiuto, al di là delle medicine, davvero. L’anno dopo, invece, noi abbiamo fatto un altro opuscolo, bellissimo tra l’altro, che si chiama “Saper Vivere”, tra l’altro avevamo quell’anno anche coinvolto l’asilo nido perché avevamo fatto dei segnalibri che loro avevano disegnato, erano una cosa stupenda e anche questo li distribuivamo sulla piazza comunale. Quell’anno il “Saper Vivere” costava 1.200 e qualcosa la stampa, di tutto ho comunque una documentazione, se volete vederla, nel senso io tenevo tutto, assolutamente tutto, e Rino Rusciano riesce comunque ad avere… ci paga in realtà questi 1.200 euro e in più ci dà qualcosina in più che era la sovvenzione che la Banca Popolare aveva dato al Comune di 500 euro.
P.M. – Suo marito e Celeste Alfredo che rapporti hanno?

TESTE FAGNANI – Si sono conosciuti in campagna elettorale del 2004 quando io ho fatto il candidato Sindaco. E poi negli anni sono diventati amici.

P.M. – Ma suo marito aveva un ruolo, non so, ripeto, per quanto riguarda per esempio la Giunta comunale, seguiva qualcuno, aveva dei contatti privilegiati con qualcuno?

TESTE FAGNANI – No, ripeto, Sedriano è un piccolo paese, ci conosciamo tutti, con alcuni degli Assessori noi andavamo a ballare tutte le domeniche, quindi è ovvio che avesse rapporti con più di un Assessore. Poi noi in campagna elettorale, come dicevamo, noi avevamo cominciato la campagna elettorale subito dopo la mia sconfitta nel 2004, e quindi alla fine ci eravamo trovati con un grande gruppo di attivisti ma anche di sostenitori, di amici che volevano fare la campagna elettorale con noi. E quindi noi, durante la campagna elettorale, ci eravamo divisi in gruppi di lavoro per vedere un attimo qual era il bisogno a livello del territorio, per esempio a me era capitata la sanità e i servizi sociali. Ma con me c’era anche Rino Rusciano, che poi è diventato l’Assessore, Cattaneo Elisabetta che è commercialista, voglio dire, cioè non è che fossimo per forza degli esperti in quell’ambito, però facevamo questi gruppi di lavoro.
P.M. – Mi dica concretamente, parliamo di lei, non ho capito, io mi riferisco soprattutto dopo le elezioni del 2009, quando Celeste è diventato sindaco, in pratica che vuol dire “abbiamo costituito gruppi di lavoro”, mi vuole spiegare nella pratica?
TESTE FAGNANI – I gruppi di lavoro c’erano in campagna elettorale, poi sono anche seguiti dopo, io faccio il medico, allora voglio raccontare questa cosa perché è importantissima, l’assessore Rusciano che era l’assessore alla sanità in tre anni e mezzo di amministrazione ha organizzato questo, allora abbiamo fatto mille ecocolordoppler dei tronchi sovra aortici per la prevenzione dell’ictus cerebri, gratis. 490 mocalcalcagno per l’osteoporosi, 300 spirometrie per la bronco pneumopatia cronico ostruttiva, siamo riusciti a portare la LILT ogni anno, il camper della LILT ogni anno per la prevenzione del tumore al seno e il melanoma. Siamo riusciti ad avere un ambulatorio comunale dove fior di professionisti venivano a visitare i sedrianesi a euro 35 lorde, perché viene data la fattura. Caspita! Il sedrianese non deve neanche più andare a Magenta e a prenotare la visita ortopedica perché un mercoledì sì e un mercoledì no può avere un ortopedico magnifico che lo visita a 35 euro lorde.
P.M. – Va bene, lei ora sta rivendicando i successi, però io volevo capire che cosa vuol dire, era questa la domanda, io vorrei che lei rispondesse alle domande, poi dopo è libera anche di esporre tutti i successi dell’amministrazione, eccetera, la domanda è: lei ha detto i gruppi di lavoro sono stati costituiti sia per la campagna elettorale sia dopo, giusto?
TESTE FAGNANI – No, sono stati costituiti per la campagna elettorale, poi dopo abbiamo continuato a lavorare comunque.
P.M. – Che vuol dire concretamente?

TESTE FAGNANI – Le dico, nel mio caso, per esempio, molto

banalmente, il medico che faceva l’ecocolordoppler lo conoscevo io, e quindi magari dicevo a Rino Rusciano: “Scusa, guarda che c’è questa opportunità, vuoi far partire la macchina?”, cioè io davo l’idea, ma non è che poi Rusciano mi diceva: “Sì, sì, dai, facciamo, partiamo”, no, perché la cosa avviene in questa maniera, cioè Rino Rusciano portava in Giunta la proposta, in Giunta bisognava sentire gli uffici comunali, che davano l’okay sulla copertura, su altre cose, sulla possibilità, il posto e tutto, quindi dopo che gli uffici comunali davano l’okay, bisognava portarlo al partito, se avevamo degli alleati, dovevamo portarlo agli alleati, poi ritornava in Giunta comunale e poi certe cose passavano persino per il consiglio comunale. Cioè, voglio dire, quindi il mio aiuto era da poco, però io lo reputo sostanziale perché comunque davo la dritta ed è questo che avveniva… il gruppo di lavoro era questo, era poi l’assessore, la Giunta e gli uffici comunali soprattutto che decidevano se la procedura attuarla oppure no.
P.M. – Lei quando è stata sentita da me, dal Pubblico Ministero, in data 23 ottobre 2012 ha detto: “Da parte mia seguivo l’attività di Rino Rusciano, assessore ai servizi sociali di Sedriano”. Volevo capire “da parte mia seguivo”, si limita a quello che ha detto? Ha fatto un esempio oppure certe volte alcune proposte partivano da lei, l’idea dico?
TESTE FAGNANI – Certo, qualche idea è partita da me, certamente.
P.M. – Ma in che altro lei supportava?
TESTE FAGNANI – In questo, le pare che abbiamo fatto un lavoro da poco in questi tre anni e mezzo?
P.M. – Le chiedo, suo marito supportava qualcuno all’interno dell’amministrazione comunale?
TESTE FAGNANI – No, non supportava nessuno, ha aiutato a

livello di comunicazione, aiutato perché era suo amico, perché andavano d’accordo a livello proprio di carattere, l’assessore Ghidoli, semplicemente questo perché, mi perdoni, perché allora mio marito, come vi avevo spiegato, noi facevamo questo giornale ma noi non siamo giornalisti. Quindi voglio dire ognuno di noi si prendeva degli argomenti e doveva scrivere di quegli argomenti, quindi doveva interessarsi di quell’argomento. Io di medicina in quegli anni forse non ho mai scritto, ho scritto però dell’asilo nido, del piano di diritto allo studio, che ne so, delle strade, di com’erano messe le strade, è chiaro che noi ci interessavamo di queste cose. Mio marito per esempio aveva scritto tante volte… e anche di questo ho tutta la documentazione possibile, aveva scritto sul centro commerciale. A Sedriano è nato questo centro commerciale Bennet perché l’ha voluto la vecchia amministrazione, io e Celeste assolutamente ci eravamo opposti, avevamo detto no a questo tipo di scelta e mio marito sul giornale spiegava al cittadino perché non era interessante fare un centro commerciale a Sedriano, che avrebbe ammazzato ancora di più quei quattro negozianti che ci sono e che poi non ci serviva perché ce n’era uno ad Arluno e uno a Vittuone, cioè di un altro centro commerciale non avevamo bisogno. Invece avevamo bisogno di fare crescere un pochino di più le poche attività che ancora ci sono a Sedriano. Quindi lui si era interessato di questa cosa, si era interessato anche delle fognature. Quindi quando si era trattato di fare questi gruppi di lavoro, casualmente forse anche lui era finito nel gruppo insieme all’assessore Ghidoli, tra l’altro l’assessore Ghidoli era geometra nell’ambito urbanistico del Comune di Bareggio da quindici anni. Quindi, voglio dire, non aveva bisogno di un supporto, però…
P.M. – Ghidoli Linda era assessore a che cosa?
TESTE FAGNANI – All’urbanistica.

P.M. – Perché in questo verbale ha detto: “In questa situazione il compito che mio marito ha assunto di fatto è stato quello di supportare Ghidoli Linda quale assessore all’urbanistica”.

TESTE FAGNANI – Di aiutare Ghidoli Linda in una fase di tipo comunicativo per spiegare perché… non è facile avere un bel progetto e poi spiegarlo all’opposizione, spiegarlo al cittadino, spiegarlo anche al partito ed era soprattutto questo che mio marito faceva con Ghidoli. Tra l’altro Ghidoli, i suoi supporti, tra virgolette, tecnici, ce li aveva già a livello di commissioni, la commissione di maggioranza era fatta da queste due persone, Toninelli Umberto e l’ingegnere Elio Stampini che era stato Assessore al’Urbanistica. In più, ripeto, lei era geometra comunale, quindi non aveva bisogno di un supporto tecnico, lei aveva bisogno solo di cercare di spiegare, ecco, in questo senso nasce…
P.M. – I consiglieri eletti, nelle elezioni del 2009, erano nella lista civica?
TESTE FAGNANI – Sì.
P.M. – Erano anche suoi clienti, suoi clienti come medico di base?
TESTE FAGNANI – Non ho clienti, ho pazienti, si, certo.

P.M. – Tutti?

TESTE FAGNANI – No, tutti no, erano venti, dopo li ho contati, ovviamente dopo la sua domanda, otto su venti.

P.M. – Non ho capito otto su venti erano suoi pazienti.

TESTE FAGNANI – Otto su venti, su venti consiglieri otto erano

miei pazienti e le spiego come statisticamente è una cosa che non poteva essere diversamente, io faccio il medico
di base, ho 1.575 pazienti, sono massimalista, divido lo studio con una dottoressa, che è anche lei massimalista. Poco prima delle elezioni del 2009, noi avevamo un’associazione con un altro medico di base, anche lui massimalista. Avere un’associazione significa che, se io vado in vacanza, mi sostituisce il mio collega. Se io sono malata, mi sostituisce il mio collega. Quindi nel mio studio passavano 4.800 pazienti, cioè il 40% degli abitanti di Sedriano. In più, ripeto, io ero consigliere comunale, quindi avevamo un giornale in cui spiegavamo quello che volevamo fare. Quindi è ovvio, cioè non è possibile che una certa percentuale… non era possibile, nell’altra amministrazione forse erano di più i miei pazienti, sia di sinistra che di destra.
P.M. – Massimalista per un medico di base significa? 
TESTE FAGNANI – 1.575.
P.M. – Arrivare al massimo?

TESTE FAGNANI – Sì, arrivare al massimo, sì.

P.M. – Ma la domanda era questa, siccome una parte di questi

Consiglieri erano suoi clienti…
TESTE FAGNANI – Pazienti.

P.M. – Suoi pazienti, è stata lei a proporre la candidatura, l’inserimento nella lista?

TESTE FAGNANI – No, come ho detto, noi facevamo campagna elettorale dal 2004, avevamo questo giornale, io ero consigliere comunale, chi si è ritrovato in quello che noi dicevamo, in quello che volevamo fare per Sedriano, si è avvicinato a me e io mi sono avvicinata a loro. E, ripeto, eravamo un grande gruppo e quindi su venti persone non era possibile escludere tutti i miei pazienti, cioè ma neanche a volerlo fare.

P.M. – Lei ha mai pensato o si è mai parlato di costituire delle terme a Sedriano?
TESTE FAGNANI – Beh, ma questo era il sogno.
P.M. – Voglio capire lei, le chiedo, si è parlato di un progetto di fare le terme a Sedriano?

TESTE FAGNANI – Allora, mi sarebbe piaciuto, credo non ci fosse niente di realistico in questo.

P.M. – Quindi ne ha parlato lei di questo suo progetto?

TESTE FAGNANI – Io non lo so, certo, avere le terme in un paese… adesso non ricordo francamente se ho mai parlato esattamente di queste cose, mi sarebbe piaciuto. Guardi, a me sarebbe piaciuto avere un outlet come quello di Incisa Valdarno. Ottanta negozi favolosi per attirare tutti i giapponesi. Però è chiaro che è una cosa… dal pensare che può essere una cosa fattibile al realizzarla, mio Dio, forse ho parlato più di questo, che era la mia fissa questa.

P.M. – L’aveva messa in giro questa voce che lei aveva questa idea? 
TESTE FAGNANI – Dubito, dubito, dubito.
P.M. – Con suo marito ne aveva mai parlato?

TESTE FAGNANI – Ripeto, forse era più facile che parlassimo dell’outlet, che mi sarebbe piaciuto, poi il fatto che Sedriano fosse così vicino a Milano, diventava abbastanza improbabile poterlo avere.

P.M. – Alle riunioni del Consiglio comunale, suo marito partecipava, presenziava?
TESTE FAGNANI – Il Consiglio comunale è libero. Tutti possono presenziare.
P.M. – Ci mancherebbe, lo so benissimo, è pubblico, però la domanda è presenziava suo marito?
TESTE FAGNANI – Le rispondo, non è che presenziava, era lì presente qualche volta, perché finivamo molto tardi, io sono molto miope e, quando devo guidare la notte, francamente per me è difficile. Quindi quando poteva, quando il suo lavoro glielo permetteva, è venuto in consiglio comunale, ma come venivano le mogli e i mariti degli assessori e persone che non erano neanche nostri parenti.
P.M. – E veniva anche Costantino Eugenio?
TESTE FAGNANI – Io francamente non ricordo assolutamente, se è venuto, sarà venuto una volta in tre anni e mezzo, ma se è venuto.
P.M. – E invece alle riunioni della Giunta comunale, va bene, alle quali lei non partecipava, ma sa se suo marito partecipava?
TESTE FAGNANI – Ma scherza? Ma sta scherzando? Ascolti, c’è un segretario comunale lì!
P.M. – Lei ha detto che c’erano questi gruppi di lavoro…

TESTE FAGNANI – Sì, ma i gruppi di lavoro li facevamo… ascolti, secondo lei il gruppo di lavoro lo facevamo in giunta?! Io prendevo il telefono, telefonavo a Rusciano e dicevo: “Sai che oggi ho incontrato al congresso questo medico che forse riesce a farsi gli ecocolordoppler gratis?”, così era il gruppo di lavoro, mi scusi.
P.M. – Lei sa niente degli appalti o delle assegnazione dei lavori riguardanti il verde pubblico del Comune di Sedriano?
TESTE FAGNANI – Non in particolare.
P.M. – Lei si è interessata di questa cosa?

TESTE FAGNANI – No, no, non mi sono mai interessata perché è

una cosa soprattutto che veniva svolta dagli uffici, cioè la gara la faceva l’ufficio, casomai uno veniva a sapere poi chi aveva vinto ma non è una cosa di consiglio comunale, quando mai passa in consiglio comunale una cosa del genere?
P.M.– Quindi se io le nomino queste ditte, Garden di Aldo De Lorenzis, Punto Green di Rosa Baratè, le dicono qualcosa queste ditte?
TESTE FAGNANI – Certo, naturalmente.
P.M. – Cioè? Che cosa le dicono?

TESTE FAGNANI – Il Garden Zoo è il più grande vivaio di

Sedriano e della zona, è proprio sulla provinciale ed è da quaranta anni che è lì, io credo forse di avere comprato quei pochi fiori, che ho comprato, di averli comprati lì.
P.M. – Quindi lei conosce Aldo De Lorenzis?
TESTE FAGNANI – Conoscere, so chi è, sì, l’ho visto, certo.

P.M. – E quindi per esempio lei sa niente di legami, di parentele con Musitano? Il cognome Musitano le dice niente?
TESTE FAGNANI – Non l’ho mai neanche sentito, l’ho letto sui giornali, ovviamente dopo quello che è successo.

P.M. – Lei sa se il Comune di Sedriano aveva affidato lavori riguardanti la manutenzione del verde pubblico alla ditta di De Lorenzis Aldo?

TESTE FAGNANI – Quando lei me l’ha chiesto, non lo sapevo, adesso ovviamente avendo letto tutte le carte, certo che lo so, è stato affidato.

P.M. – Se le faccio il nome Fratelli Parini?

TESTE FAGNANI – Loro li conosco molto meglio, invece.

P.M. – Cioè?

TESTE FAGNANI – Perché alcuni sono miei pazienti, alcuni di loro, sono tanti, sono una grande famiglia. Hanno questa azienda agricola, non tagliano solo l’erba, fanno anche gli spurghi, allevavano gli struzzi e alcun di loro, non tutti, perché ripeto la famiglia è grande, sono miei pazienti ovviamente. Quindi conosco molto più loro che non…

P.M. – Torniamo un attimo a un argomento che lei ha già accennato, e cioè quel centro commerciale Bennet, lei sa se il sindaco Celeste Alfredo ha mai, tra virgolette, raccomandato, intendo suggerito a questo personale del Bennet l’apertura di certi negozi all’interno del centro commerciale?
TESTE FAGNANI – No, non ho mai sentito niente.

P.M. – Più che raccomandazioni, segnalazioni.

TESTE FAGNANI – Non credo proprio che le abbia fatte. Quando è nato il centro commerciale, noi abbiamo detto a tutti i cittadini, l’abbiamo scritto sul giornale, forse addirittura nella striscia luminosa, che abbiamo in due o tre posti del paese, sapete quelle cose che… ecco, tutte le persone che avrebbero voluto lavorare al centro commerciale di portare il curriculum. Allora, sono

arrivati 2.500 curriculum, un numero impressionante, adesso che ricordo, l’unica cosa che è stata chiesta alla Bennet, poi non so neanche nella figura di chi perché io non ho mai visto né sentito nessuno, non di ovviamente assumere una persona piuttosto che l’altra, perché ovviamente 2.500… ma almeno di sentirli tutti, di dare loro la soddisfazione di fare i colloqui. Poi c’era il fatto che da convenzione c’era un numero di sedrianesi che avrebbero dovuto avere la priorità. Per quanto riguarda, invece, i negozi, la cosa era di completa… noi avevamo investito della gestione l’associazione Commercianti Magentini, e c’era anche una lettera dell’assessore Franchetti, all’epoca Franchetti della Lega l’assessore alla partita, che aveva mandato ai commercianti questa lettera, dicendo: “Se volete aprire un negozio nel centro commerciale, dovete scrivere all’associazione Commercianti Magentini e poi saranno loro che vi metteranno in contatto con il Bennet”, l’unica cosa è questa. Poi non so null’altro.
P.M. – Quindi non sa se poi Celeste ha segnalato alcune persone?
TESTE FAGNANI – Dubito, poi di Sedriano francamente non so quante persone effettivamente hanno aperto lì l’attività. Credo pochissime. Nessuno forse, ma perché è costosissimo apre un’attività dentro un centro commerciale, se uno, poveretto, ha il suo negozietto e magari lo gestisce in maniera familiare, ma come fa ad aprire un negozio in un centro commerciale?
P.M. – Tornando ad una risposta che ha dato prima, quando
Teresa Costantino affittò quel locale in via… non mi ricordo più.
TESTE FAGNANI – Non ha affittato niente, ha chiesto banalmente: “Posso questa sera fare un buffet?”.

PRESIDENTE – L’ha già spiegato.
P.M. – Ma era in via?
TESTE FAGNANI – In via De Amicis.

P.M. – Lei ha detto che le aveva preannunziato l’arrivo di Zambetti.

TESTE FAGNANI – Non a me personalmente, sapevo che era così, 

che doveva venire, adesso chi me l’aveva detto non lo so. 
P.M. – Che sarebbe intervenuto anche l’assessore Zambetti e lei ha detto che invece non venne.

TESTE FAGNANI – No, assolutamente no.

P.M. – Lei sapeva che rapporti c’erano, non lo so, tra

Costantino Teresa, suo padre Eugenio e l’assessore Zambetti?
TESTE FAGNANI – Io non sapevo neanche chi fosse Zambetti. Era il loro referente regionale, basta, come il mio era Colucci, Alessandro Colucci per i riformatori azzurri, ma perché dovevo interessarmi? Non sapevo neanche chi fosse, mai visto in vita mia.
P.M. – Ripeto, i rapporti che c’erano tra lei, suo marito, Celeste Alfredo ed Eugenio Costantino mi interessano, nel senso nel periodo… lei soprattutto con Eugenio Costantino si è vista al di fuori dell’attività politica?
TESTE FAGNANI – Come le ho detto, sì, in quattro anni, in tre anni e mezzo di amministrazione, ci siamo visti quattro volte, cioè con una media di un incontro all’anno. Ripeto…
P.M. – Lei parlava di Costantino Teresa.
TESTE FAGNANI – Uguale, uguale, quando ho visto Teresa, ho visto anche suo padre.
P.M. – Quindi sempre insieme.

TESTE FAGNANI – Sì, forse una sola volta è successo che non c’era Teresa, però nelle altre volte c’era sempre, ripeto sono state quattro volte, con un Consigliere comunale quando ti invita quattro volte a cena, la quinta devi andarci, sennò crei un problema, un attrito.

P.M. – Andiamo per ordine, capiamo un attimo, lei ricorda questi appuntamenti, queste cene?
TESTE FAGNANI – Certo, sì.
P.M. – Può dire quelle che si ricorda, come sono avvenute, chi era presente?
TESTE FAGNANI – Certo, sì, sì. Una volta ci siamo visti… era il compleanno di Eugenio Costantino, copriva, credo, i cinquant’anni, lui ha preso in affitto dal prete di Vittuone, in questo oratorio che si chiama Sacra Famiglia, era una stanza in un oratorio, prese in affitto per fare questa cena, questo buffet, adesso non ricordo neanche. A questa cena c’era Celeste Alfredo, c’era Massimiliana Marazzini, che era l’assessore ai lavori pubblici.
P.M. – Di Sedriano.
TESTE FAGNANI – Di Sedriano. C’era mio marito, c’ero io e

c’era la famiglia di Costantino, ripeto, le persone che ho detto prima: la nonna, il nonno di Teresa, la sorella di Teresa, il Carabiniere, l’appuntato scelto dei carabinieri, lo zio di Teresa, c’era anche… perché appunto c’era una delle cugine, che canta bene, addirittura la serata l’ha presentata questo Giuseppe Foti, che lo conosco perché lui fa il maresciallo della Finanza, e lui presenzia sempre le serate che fa la Mirò, che è questa scuola di musica che c’è a Sedriano. Quindi lui era venuto a presentare la ragazza, che tra l’altro è molto brava, aveva vinto anche Castrocaro, una cosa seria, ecco.
P.M. – Quante persone c’erano a questa cena?
TESTE FAGNANI – Trenta forse, neanche, forse venticinque.

P.M. – Ed erano solo parenti o c’erano anche conoscenti?

TESTE FAGNANI – Io non conoscevo nessuno, quindi sembravano parenti, era una festa di compleanno.

P.M. – Dopo? Si ricorda altro?
TESTE FAGNANI – Poi ricordo una volta una cena, a questa c’era sempre la moglie, c’era Eugenio Costantino, sua moglie, suo cognato Carabiniere, la moglie del cognato Carabiniere, quindi la sorella di Costantino, c’ero io, mio marito e Celeste ed era una cena a Corbetta, mi sembra un locale di Corbetta, non riuscirei neanche a trovarlo e lì era stata una cena che Eugenio Costantino semplicemente perché lui aveva dei problemi di schiena e mio marito si era limitato a dargli il nome di un ortopedico, l’aveva aiutato in questo senso, è una cosa che capita normalmente.
P.M. – Ci sono state altre cene, per quello che ricorda?

TESTE FAGNANI – Poi ricordo una cena di Capodanno perché noi stavamo facendo questo corso di ballo, eravamo alle prime armi e volevamo ballare, però ovviamente insomma non potevamo andare in un perché noi eravamo Costantino si offrì di l’altro… posto dove avrebbero riso di noi davvero principianti. Quindi accompagnarci in questo posto, tra
P.M. – Dove? Che posto era?

TESTE FAGNANI – Era un posto terribile, un capannone a Rescaldino dove noi, che già non siamo proprio di primissimo pelo, eravamo i più giovani. Quindi, era una roba di pensionati, eravamo al di sopra del bene e del male, ecco, però abbiamo ballato.

P.M. – Ricorda cene svoltesi al ristorante Palazzo Granaio? 
TESTE FAGNANI – Palazzo Granaio una volta, che era forse la quarta volta che appunto… anche questa era una serata dove era presente tutto il Comune di Sedriano nel senso che c’erano tutti gli assessori, tra l’altro ricordo una torta quindi probabilmente era il compleanno di qualcuno, forse di Teresa ma su questo non metto…
P.M. – E quante persone c’erano?

TESTE FAGNANI – Venti potevano esserci.

P.M. – E quindi anche qui era stata un’iniziativa di Eugenio Costantino?

TESTE FAGNANI – No, no, non era stata di Eugenio Costantino,

era un modo per trovarsi, cioè i consiglieri si trovano, voglio dire, anche fuori, qualche volta vanno a mangiare insieme. Certe volte vai a mangiare insieme anche con quelli della minoranza, vai a mangiare, cioè perché è una cosa… ripeto, siamo a Sedriano, ci conosciamo tutti, può capitare. Lì, ripeto, c’era tutto il Comune, c’erano anche i soliti parenti di Costantino, di cui ho parlato, e basta. C’era anche la moglie, il marito di altri Assessori.
P.M. – Lei di persone che non siano parenti di Eugenio Costantino ha conosciuto qualcuno?
TESTE FAGNANI – Io l’unica persona che ho visto qualche volta, rarissimamente, forse due volte, durante la campagna elettorale, forse una volta… forse l’ho visto un paio di volte era questo signore che pensavo fosse muto.
P.M. – Ma sa chi è?

TESTE FAGNANI – Sì, adesso l’ho saputo, tale Ciro Simonte, muto, non ha mai spiaccicato parola, ripeto, se lo vedessi adesso non lo riconoscerei neanche, se l’ho visto due volte, è stato un miracolo.

P.M. – Altri no? Non ha conosciuto altre persone, conoscenti di Eugenio Costantino?
TESTE FAGNANI – No, non lo so, magari era gente che conoscevo già, io non lo so, cioè non ho idea. Se lui era lì con il panettiere… a parte che, in realtà, l’ho visto talmente poco che in tre anni e mezzo le occasioni per incontrarsi sono state pochissime.
P.M. – Ora, invece, le chiedo. Suo marito si è mai interessato alla campagna elettorale di Rho?
TESTE FAGNANI – Io non sapevo questa cosa, sapevo, perché ogni tanto me lo diceva, che era andato a qualche serata per la presentazione del candidato Sindaco Cecchetti perché conosceva Marco Tizzoni.
P.M. – Conosceva?


TESTE FAGNANI – Marco Tizzoni.

P.M. – Lei ha mai conosciuto Monica Culicchi?

TESTE FAGNANI – No, non l’ho mai conosciuta, l’ho vista ovviamente sui giornali e poi ho visto un suo volantino per la campagna elettorale.

P.M. – Dove l’ha visto questo volantino?
TESTE FAGNANI – A casa.
P.M. – Mi racconti.
TESTE FAGNANI – C’era a casa, sulla scrivania di mio marito c’era il volantino in cui c’era scritto “Vota Cecchetti, questi sono gli altri candidati”.

P.M. – Quindi suo marito le diceva che ogni tanto andava a Rho a partecipare a che cosa?
TESTE FAGNANI – Con Marco Tizzoni a questi eventi elettorali.

P.M. – Lei sapeva Marco Tizzoni in quale lista si presentava?
TESTE FAGNANI – Sì, con Cecchetti, Cecchetti era della Lega,
Tizzoni era prima del PDL, poi la compagine del PDL che era nel vecchio Consiglio comunale si è divisa, Marco Tizzoni e i suoi sono andati da una parte e, invece, l’altro resto del PDL è andato dall’altra. Hanno fatto una lista diversa, due liste.
P.M. – Quindi in pratica la lista civica di Tizzoni si contrapponeva a quella del PDL?
TESTE FAGNANI – Sì, sì.
P.M. – Siccome Scalambra è stato iscritto al PDL…
TESTE FAGNANI – Forza Italia, sono due cose diverse.
P.M. – È vero, però Scalambra a Sedriano ha sempre supportato la lista di Forza Italia, poi PDL, non c’è qualche stranezza invece in questo supporto?

TESTE FAGNANI – No.
P.M. – Lei non gliel’ha chiesto?
TESTE FAGNANI – No perché il candidato sindaco della parte che si era staccata era improponibile, cioè era ridicolo sostenerla.
P.M. – Ma ne avete parlato con suo marito?

TESTE FAGNANI – È capitato di parlarne, era insostenibile.

P.M. – Quindi suo marito come ha giustificato questo suo interessamento per la campagna elettorale di Rho?
TESTE FAGNANI – Ma non doveva giustificare niente, è andato tre volte a questi… voglio dire, c’erano queste serate, è andato tre volte, non è che doveva giustificarmi perché ci andava. Conosceva Marco Tizzoni: “Mi ha invitato, vado”.

P.M. – Ha invitato anche lei?

TESTE FAGNANI – No, no, anche perché, ripeto, siamo molto impegnati e quindi…

P.M. – Lo sa perché le faccio queste domande? Lei è stata sentita da me ad assunzione di informazioni il 23 ottobre 2012, alla domanda: “Come mai suo marito si è interessato della campagna elettorale di Rho?”, lei ha risposto: “Presumo, perché non ho altri elementi in merito, per aiutare Culicchi Monica, che era una sua amica”.

TESTE FAGNANI – Certo.

P.M. – Aspetti: “Mio marito non ricordo se mi ha parlato del fatto che intendeva raccogliere voti a Rho”, poi di questo parliamo, però qui lei dice che era per aiutare proprio Culicchi, non tanto Tizzoni.

TESTE FAGNANI – Ma l’ho saputo dopo che erano amici, quindi ho pensato e glielo dico, non ho altri elementi, ho pensato che effettivamente aiutasse la sua amica, ma è ovvio, l’amica era dentro nella lista, è molto probabile che sia andato per quello, ma non doveva giustificare a me questa cosa.
P.M. – Le ha detto se si è impegnato a raccogliere voti per questa lista?
TESTE FAGNANI – No, non la ricordo questa cosa.

P.M. – Non ricorda o esclude di averne mai…

TESTE FAGNANI – No, io non posso escludere niente, è successo

tanto tempo fa, poi è una cosa che per me in quel momento era di così poca importanza, come potevo mettermela in mente?
P.M. – Con suo marito lei ha mai parlato di una compravendita di voti, cioè voti in cambio di denaro?
TESTE FAGNANI – No, mio marito non ha mai comprato né venduto voti. Le assicuro di no. No, la mia risposta è no.
PRESIDENTE – Signora, la domanda era diversa.
P.M. – La domanda è diversa.
PRESIDENTE – La domanda era se avete mai parlato di compravendita di voti.
TESTE FAGNANI – No, la mia risposta è no.
P.M. – Avete parlato di modalità con le quali ottenere voti?
TESTE FAGNANI – Mi ha aiutato nella campagna elettorale 2004 – 2009, quindi sapeva benissimo come si faceva ad ottenere
voti, ripeto, io ho fatto il porta a porta.

P.M. – Anche l’altra volta le lessi, qui però preciso non

abbiamo ancora la trascrizione di questa telefonata, che peraltro però ho già letto e anche la Difesa, quando abbiamo sentito sia Culicchi Monica e sia Tizzoni, e quindi per ora leggo la sintesi, è stata contestata anche dagli Avvocati, penso che non ci siano problemi. Le leggo solo una telefonata che non riguarda lei ed è il progressivo 308…
AVV. MARIS – C’è opposizione, non può essere una telefonata intercorsa tra terzi.
PRESIDENTE – È un altro discorso. Lei si oppone non per il discorso della trascrizione ma perché ne stanno parlando altre persone, in questo senso? Sentiamo la domanda.
AVV. MARIS – Le legge la telefonata a che fine?
P.M. – Mi faccia finire, avvocato.
PRESIDENTE – Se non lasciamo finire il Pubblico Ministero, sentiamo la domanda e poi decidiamo se è ammissibile o no.
P.M. – In pratica è una telefonata, progressivo 308 del 23 maggio 2011, ore 15.05, tra Marco Scalambra e Monica Culicchi in cui ad un certo punto Scalambra dice: “Per come è messa la campagna elettorale, io non so se tu hai capito il messaggio, i voti dei calabresi li ha comprati tutti il P.D., io te l’ho scritto il messaggio, rimangono pochissimi voti che io pensavo di comprare, cioè non parlare per averli, non mi sembra che i miei vogliono comprare questi voti. Te lo dico già perché ieri hanno avuto un nuovo incontro con il PDL”, e si parla sostanzialmente in questi termini. Lei ne ha mai parlato…
TESTE FAGNANI – Vorrei rispondere a questa domanda.

AVV. MARIS – Presidente, intervenga per cortesia!

PRESIDENTE – Pubblico Ministero, la domanda è sostanzialmente la stessa che lei ha fatto poco fa. P.M. – Sì, però con questo dato in più.

PRESIDENTE – Ma il dato, Pubblico Ministero, qui sì, è relativo a un discorso tra due persone diverse, quindi non ammetto la domanda perché è la stessa domanda di prima.
P.M. – Però questa lettura, che le ho fatto, mi porta ad una seconda domanda che le faccio, lei con suo marito ha mai parlato di voti di calabresi?
TESTE FAGNANI – Ascolti, ascolti…
P.M. – No, mi risponda alla domanda.
PRESIDENTE – Risponda alla domanda.
P.M. – Lei ha mai parlato con suo marito di voti di calabresi, questa è la domanda, è chiarissima?
TESTE FAGNANI – La domanda è questa e io rispondo e vorrei anche spiegare, no, di calabresi no, però è ovvio che le categorie, come possono essere i commercianti, come possono essere gli agricoltori, come può essere la comunità dei sardi, degli abruzzesi, dei calabresi, spesso in un piccolo Comune votano insieme ma perché hanno gli stessi interessi. Quindi quando, voglio dire, vai a dire, cioè a pensare che magari, voglio dire, conosci qualcuno che può farti entrare nell’ambito della comunità con cui parlare, cioè, mio Dio, in questo senso vuol dire andare…
PRESIDENTE – Questo lo sta dicendo in generale, cioè come approccio di chi cerca voti rispetto a una comunità?
TESTE FAGNANI – Certo, come va dagli agricoltori e dice: “Ma voi cos’avete bisogno?”. Mi scusi, certe volte, voglio rispondere un attimino al dottore… le parole, certe volte, hanno un significato diverso a seconda del contesto in cui vengono dette e anche del vissuto della persona che le dice. Adesso è diventato ultimamente molto…
PRESIDENTE – No, signora, siamo completamente fuori, la domanda era una domanda precisa.

TESTE FAGNANI – No, questo è molto importante.
PRESIDENTE – In questa sede non rilevano i suoi commenti,

prego.
P.M. – Celeste Alfredo ha mai aspirato a candidarsi alle elezioni politiche nazionali?
TESTE FAGNANI – Io e il mio gruppo avremmo voluto che Alfredo Celeste avesse degli incarichi…
PRESIDENTE – La domanda non era su lei e il suo gruppo ma su Alfredo Celeste.
TESTE FAGNANI – La risposta è no, lui non aspirava minimamente perché lui voleva fare la seconda Legislatura a Sedriano, quindi vuol dire che, semmai avesse potuto decidere di fare una scelta di questo genere, parliamo del 2019, perché la legge dice che non si può fare…
PRESIDENTE – La domanda era molto più semplice.
P.M. – La risposta è no.
TESTE FAGNANI – Tentavo di spiegare.
P.M. – Lei è molto agitata però, tranquilla.

TESTE FAGNANI – Io sono tranquillissima.

P.M. – Torno a quello che lei ha anticipato un attimo, invece lei e il suo gruppo avevate…

TESTE FAGNANI – Ci sarebbe piaciuto ma chi non avrebbe voluto una cosa del genere?

P.M. – Nel senso che avevate esplicitato questo vostro desiderio, tra virgolette?
TESTE FAGNANI – Qualche volta io l’ho detto, scherzavo e dicevo: “O Roma o morte!”, ma ascolti sono cose che si dicono, per ridere, quando eravamo insieme, ma se lui non lo voleva fare, non è che avessi la possibilità io di farglielo fare.
P.M. – Quindi anche con Eugenio Costantino?
TESTE FAGNANI – Io non ho mai parlato con Eugenio Costantino di queste cose, una volta mi aveva chiamato quando eravamo a Roma e magari abbiamo scherzato su questa cosa ma come si scherza così. Cioè: “Ah, sei a Roma?”, “Ah, allora diventerò Senatore”, ma io l’avrò detto centomila volte di centomila persone.
P.M. – A proposito di Roma, nel periodo che va dal 2009 fino all’operazione, alle catture che sono ottobre 2012, lei per ragioni politiche si è recata a Roma, soprattutto insieme ad Alfredo Celeste e, se sì, quante volte e racconti per favore le occasioni.
TESTE FAGNANI – Sì, ci siamo recati due volte a Roma, una volta non per motivi politici ma solo per motivi umanitari, siamo andati alla Sala del Mappamondo, in Montecitorio perché c’era, diciamo, una conferenza di Maria Rajadi che è il Presidente della Resistenza Iraniana contro la dittatura in Iran. Era soprattutto per riuscire a portare alle Nazioni Unite le condizioni disastrose di Campo Ashraf. Campo Ashraf è un campo…
PRESIDENTE – È sufficiente.
TESTE FAGNANI – Quindi ci siamo recati per quello. Un’altra volta io mi sono recata con Alfredo Celeste a Roma perché volevo incontrare Silvio Berlusconi, per questo motivo, lui era all’epoca vice coordinatore regionale del PDL, c’era un incontro tra Berlusconi e Alfano e tutti i coordinatori di tutta Italia e quindi l’ho accompagnato perché io avevo bisogno, volevo chiedere a Silvio Berlusconi se era possibile arrivare a una sovvenzione, che si chiamava Legge Mancia, cioè una sovvenzione per poter aprire a Sedriano il diciannovesimo ambulatorio della LILT, per avere lì la Lega Italiana Lotta contro i Tumori, poi Berlusconi mi fece sapere che, invece,purtroppo il fondo Mancia era già finito e che quindi non avrei potuto avere la sovvenzione, solo in queste due occasioni.

P.M. – Lei ha detto prima che ricordava che, in occasione di una di queste andate a Roma, lei ricevette la telefonata di Eugenio Costantino?
TESTE FAGNANI – Sì, perché mi chiedeva un Aulin.
P.M. – Cosa?

TESTE FAGNANI – Mi chiedeva se ero in studio che la moglie

aveva mal di schiena e mi chiedeva se potevo prescrivergli un Aulin, io dissi: “No, sono a Roma con Celeste e mio marito”. Ecco. Questo successe.
P.M. – Poi ricorda se al rientro da Roma vi siete incontrati? 
TESTE FAGNANI – No, sicuramente non ci siamo incontrati.
P.M. – Per una cena?
TESTE FAGNANI – No.
P.M. – Lei ha mai saputo che Costantino Teresa era stata assunta all’ALER?
TESTE FAGNANI – Allora io ho saputo che lei era stata assunta all’ALER, non so in che maniera, con che tipo di contratto, non so nulla, so solo il fatto che era un Consiglio comunale ed eravamo lì e stavamo per cominciare il Consiglio comunale e lei disse: “Ah, ragazzi, ho una buona notizia, sono stata assunta all’ALER”, “Bene, bene, brava, brava!”, punto. Non ho chiesto qual era il tipo di lavoro, se era a tempo determinato, non determinato, chi l’avesse assunta, non ho idea assolutamente.
P.M. – Le voglio leggere un brogliaccio, però la trascrizione è stata chiesta, rientra tra quelle telefonate ancora da trascrivere e questa volta è diretta, cioè lei parla con suo marito Scalambra. Ed è la conversazione telefonica, progressivo numero 1683 del 9 maggio 2011 alle ore 22.49, intercettata sull’utenza …. di Scalambra Marco. Lei usava un’utenza cellulare, la ricorda per caso?
TESTE FAGNANI – ……

P.M. – È questa. In pratica, le leggo queste frasi, c’è Marco Scalambra che dice: “Sono stato lì con il Bello Alessandro, poi ho salutato anche il bel Zuffada davanti ad Alessandro, esatto, poi ci è venuto Formigoni, la Carolina l’ho salutata.”, lei domanda: “La Carolina?” e lui risponde: “Pellegrini, candidato”. Silvia: “Ah, quindi, ah, perché? Era l’altro? L’avversario?”. Scalambra: “Eh, certo, uno allora adesso c’è la lista Lega Tizzoni e poi ho detto ad Alessandro: scusa, Alessandro, ti ho detto che potevo tentare di mettere a posto qui le cose, non mi hai risposto. Dice: ma io che ne sapevo? Dovevo insistere. Dico: Alessandro, non è che io devo farti i buchi nella schiena, tu sei un Assessore, io sono nessuno. Se tu non mi dici… ma Marco perché mi stai dicendo questo? Parliamone? Non è che posso io insistere in maniera drammatica su questa cosa perché ci sono stati dei momenti in cui io avrei potuto mettere insieme le cose”. Silvia: “Molto, molto bene, vabbè, ma dai! Ma che te ne frega”. E lui dice, Marco: “Mi interessa per la cooperativa, mi interessa per queste cose qua”. Se la ricorda?

TESTE FAGNANI – No, non me la ricordo però lei me l’ha letta, presumo che sia… è quello che ho spiegato. Alessandro è Alessandro Colucci, noi sostenevamo Alessandro Colucci del PDL, di questa corrente che erano i Riformatori Azzurri, Zuffada era anche lui… adesso non mi ricordo se era Assessore regionale o comunque Consigliere regionale, ed era della zona, lui è veterinario lì a Magenta e quindi lo conosciamo bene. Poi Carolina è la Carolina Pellegrini di cui non ricordavo il nome, quella candidata sindaco che per me era inaccettabile.
P.M. – Quella a Rho?
TESTE FAGNANI – Quella a Rho, sì, come dicevo, si era diviso il partito. Visto che… era una cosa banale, probabilmente mio marito ha chiesto ad Alessandro: “Scusa, io questi li conoscevo, Tizzoni li conoscevo”, poi conosceva anche la Culicchi, “potevo vedere se ci poteva essere un riavvicinamento”. Non vedo niente di così pazzesco.
P.M. – Io leggo e voglio avere una spiegazione. Però l’ultima frase che suo marito dice in questa telefonata è: “Mi interessa per la cooperativa, mi interessa per queste cose qua”, che cosa vuol dire?
TESTE FAGNANI – Non ho più la pallida idea, dubito che potesse avere interesse… non mi viene in mente, niente, guardi, le assicuro.

P.M. – Per quanto riguarda Teresa Costantino, si è mai ipotizzata una sua progressione in carriera, nel senso di farla diventare assessore a Sedriano?
TESTE FAGNANI – Allora, Teresa era giovanissima… ma soprattutto era assolutamente disinteressata dalla politica, cioè veniva a malapena ai Consigli comunali perché dovevamo starle dietro perché venisse. Cioè, non poteva assolutamente fare null’altro, non c’era possibilità, tra l’altro prima di lei, a parte che avrebbe dovuto… voglio dire, Celeste non esserci più perché è chiaro che il candidato sindaco la volta dopo sarebbe stato comunque Celeste, è ovvio, e parliamo del 2019 e poi, caspita, dopo di lui, c’erano anche altre persone che avevano delle aspirazioni, quindi è assolutamente neanche pensabile.

P.M. – Vorrei mostrare alla testimone l’album fotografico solito e la pregherei ogni foto ha un numero, se lei indica quelle che riconosce.
TESTE FAGNANI – Certo. Comincio dall’inizio?
P.M. – Sì.
TESTE FAGNANI – Foto 1 non ho più la pallida idea.
P.M. – Indichi solo le persone che conosce.
TESTE FAGNANI – Foto 4 Celeste. Foto 5 Eugenio Costantino. Foto 37 mio marito, Marco Scalambra. Foto 38 potrebbe essere il muto, Simonte Ciro ma non posso giurarci. 39 non lo conosco ma l’ho visto spesso sul giornale, dovrebbe essere Zambetti. 43 è Anna, la moglie di Costantino. 44 non la conosco ma l’ho vista sui giornali, Monica Culicchi. Non ho idea, non so… potrebbe essere l’Alexa, l’altra figlia di Costantino, la 46 ma non ci giurerei, l’ho vista due volte nella mia vita quindi non ci giuro. 49 non lo conosco, Tizzoni ma anche perché lui l’ho visto sul… 50, sì, Alessandro Colucci. 51 Teresa Costantino. Ho un dubbio su questo qua che potrebbe essere quello che ha fatto la torta, però non lo so.
P.M. – Non ho capito.
TESTE FAGNANI – Il 60 potrebbe essere il pasticciere, quello

che però non ho idea del suo nome e che ha fatto la torta.
P.M. – La torta in che occasione?

TESTE FAGNANI – La torta…

P.M. – C’era un’occasione?

TESTE FAGNANI – Sì, quando abbiamo concluso la campagna elettorale, abbiamo chiesto a un pasticciere di fare la torta e forse potrebbe essere lui ma non ci giuro.

 P.M. – Non ho altre domande.
Controesame Parte Civile, Avv. Trivoli
AVV. TRIVOLI – Lei l’ha sicuramente già precisato, volevo capire questo, Teresa Costantino in quale lista venne inserita nel periodo…
TESTE FAGNANI – La nostra lista, cioè la lista era civica, centrodestra, sostenuta da PDL e Lega e si chiama “Per Sedriano, Celeste Sindaco”.
AVV. TRIVOLI – Quanti candidati vi erano in questa lista?
TESTE FAGNANI – Venti.

AVV. TRIVOLI – Che lei sappia furono molte le domande avanzate 
per far parte di questa lista?

TESTE FAGNANI – Non ci sono le domande… c’è il gruppo…

probabilmente di Forza Italia ce n’erano molti, sì. Di Forza Italia.

AVV. TRIVOLI – Più o meno un numero non è in grado di…

TESTE FAGNANI – Non lo so eravamo dieci, eravamo in cinquanta, forse magari venti ma neanche.

PRESIDENTE – Circa dieci persone ma non è sicura, grosso modo. TESTE FAGNANI – Sto dicendo una cosa che non è vera perché non è che si fanno le candidature.
PRESIDENTE – Questo è chiaro.
AVV. TRIVOLI – Con quale criterio si sceglievano i soggetti che poi sarebbero entrati a far parte della lista? Se c’era un criterio.
TESTE FAGNANI – Naturalmente il primo criterio era il diritto
di tribuna, avevamo dieci Forza Italia, dovevamo stare in quei dieci. Tra questi dieci, c’erano quelli che per esempio potevano fare campagna elettorale. Se uno aveva un lavoro, che ne so, a Bologna e stava tutta la settimana a Bologna, come faceva a fare la campagna elettorale? Quello era già escluso in partenza. Poi c’erano persone che magari erano di Sedriano da pochi anni, quindi magari conoscevano poche persone. È chiaro che si è cercato di scegliere i candidati che fossero della società civile e alcuni che avessero già fatto politica da anni.
AVV. TRIVOLI – E quindi chi selezionava, chi decideva?
PRESIDENTE – Su questo, per la verità, ha già risposto, Avvocato.
TESTE FAGNANI – Il gruppo, noi eravamo lì, eravamo cinquanta e dicevamo…
PRESIDENTE – Ha già risposto, basta.
AVV. TRIVOLI – Un’ultima domanda, come mai Teresa Costantino fu inserita in questa lista, fu scelta?
PRESIDENTE – L’ha già spiegato, se la domanda finisce qui, ha già risposto durante l’esame del Pubblico Ministero.
AVV. TRIVOLI – Allora non ho altre domande. 
P.M. – Mi sono dimenticato solo un piccolo argomento…
PRESIDENTE – Quando avranno terminano le Difese, in sede di riesame. Un attimo, perché la Difesa Zambetti ha la teste in lista. Non ha domande la Difesa Zambetti? No.
Controesame Difesa, Avv. Maris
AVV. MARIS – Partendo forse proprio dall’ultima domanda che le ha posto il Pubblico Ministero su Teresa Costantino, lei ha detto che ha preso trentatré voti?
TESTE FAGNANI – Trentatré voti, la terzultima degli eletti.
AVV. MARIS – Nella compagine è rimasta consigliera o è diventata assessore?
TESTE FAGNANI – No, è rimasta consigliere.
AVV. MARIS – E gli ultimi due della lista?
TESTE FAGNANI – Sono diventati assessori.
AVV. MARIS – È stata una scelta vostra?
 TESTE FAGNANI – Per competenza.
AVV. MARIS – Quindi lei aveva avuto più voti…
TESTE FAGNANI – Ma non è stata assolutamente…
AVV. MARIS – Si contano su una mano…
TESTE FAGNANI – Certo, sì. 
AVV. MARIS – Poi ha accennato agli informatori azzurri…
PRESIDENTE – Riformatori Azzurri.
TESTE FAGNANI – Riformatori Azzurri, era una corrente del PDL che era, diciamo, non so, come posso dire, capitata da Alessandro Colucci, era lui che l’aveva creata, era all’interno del PDL, adesso credo che lui sia uscito addirittura dal PDL, non so più nulla.
AVV. MARIS – Lei ha detto che faceva parte di questa corrente? TESTE FAGNANI – Sì.
AVV. MARIS – Oltre lei, in Comune?
TESTE FAGNANI – Beh, Celeste, mio marito, Antonella

Pigliafreddo, Elisabetta Cattaneo, Silvia Scolastico, Rino Rusciano, eravamo più o meno tutti… sostenevamo Colucci alle regionali.
AVV. MARIS – Ancora due domande. Nel PDL l’individuazione di coloro che potrebbero diventare senatori o deputati come avviene?
TESTE FAGNANI – Per diventare senatore o parlamentare il cittadino dal 2005, con la Legge Mattarella, non ha più l’opportunità di segnare la preferenza, cioè quando va a votare, vota per il simbolo e per il candidato premier. Non c’è la preferenza, non esiste la preferenza, quindi se Celeste avesse voluto diventare senatore o parlamentare, avrebbe dovuto fare in modo che il partito, cioè il PDL ma soprattutto Berlusconi perché nel PDL era Berlusconi che sceglieva le liste, il suo nome doveva essere messo nel listino ma anche a un buon punteggio perché il numero di parlamentari, di senatori che vanno poi a Roma, dipende dal numero di votazione che viene fatto. Quindi lui, se voleva percorrere la via per andare a Roma, non era la preferenza personale che doveva rincorrere ma Berlusconi che lo mettesse in lista.
AVV. MARIS – Quindi se avesse voluto, avrebbe dovuto avere questo nulla osta da Berlusconi?

TESTE FAGNANI – Sì.
AVV. MARIS – Lei conosce l’onorevole Mantovani?
TESTE FAGNANI – Sì, conoscere, l’ho visto molte volte, so chi e, è ovviamente l’assessore alla sanità.
AVV. MARIS – Non è lui che fa un primo filtro forse in questo senso?
TESTE FAGNANI – Sì, lo fa, il primo filtro a livello regionale è suo, odia Celeste, lo odia.

AVV. MARIS – L’onorevole Mantovani fa parte dei Riformatori Azzurri?

TESTE FAGNANI – No, assolutamente, odia anche Colucci.
AVV. MARIS – Un’ultima domanda, lei prima ha parlato di un manifesto e prontamente me l’hanno forse fornito, glielo vorrei rimostrare, con il permesso ovviamente della Corte, dopo averlo fatto vedere al Pubblico Ministero per sapere se è quel manifesto di cui lei ha parlato all’inizio della sua deposizione.
P.M. – Va bene, va bene.

TESTE FAGNANI – Sì, noi stavamo diventando PDL e c’erano

questi simboli: Forza Italia, Alleanza Nazionale e Democrazia Cristiana. Eravamo presenti in tanti, come vedete, allora questo è Sergio Garavaglia ed era il rappresentante della Democrazia Cristiana, poi questo era Roberto Lonati per Alleanza Nazionale e poi c’era Celeste per Forza Italia. Qui c’è mio marito, qua ci sono io, qua ci sono tutti, alcuni di questi sono stati messi in lista, altri no ovviamente. Non c’era né Costantino Eugenio né Teresa perché allora, in questo momento, noi non conoscevamo né uno né l’altro.
AVV. MARIS – Lei ha detto, ho anche capito cosa vuol dire, massimalista.
TESTE FAGNANI – Che ho 1.575 pazienti.

AVV. MARIS – Sono diminuiti?

TESTE FAGNANI – No, assolutamente no.

AVV. MARIS – Da quando è successa questa vicenda i suoi pazienti…

TESTE FAGNANI – Il Pubblico Ministero non è riuscito a farmi

questo, mi ha fatto tante altre cose ma questo non l’ha fatto.
PRESIDENTE – Ormai la domanda l’ha fatta ma mi sfugge la rilevanza.
TESTE FAGNANI – No, non sono diminuiti, anzi, io ricevo quotidianamente telefonate per iscriversi con me. Nessuno ha creduto alle infamie del Pubblico Ministero.
AVV. MARIS – Ho fatto una domanda e basta. Non ho altre domande.
Controesame Difesa, Avv. Torro
AVV. TORRO – Ricorda una serata organizzata per la festa della donna con premiazione a Sedriano?
TESTE FAGNANI – Sì, certo, certo.
AVV. TORRO – Può parlarne per cortesia?

TESTE FAGNANI – Sì, allora la serata… noi avevamo fatto un concorso che si chiamava “La creatività della donna nella provincia di Milano” per la festa della donna, incredibilmente avevamo ricevuto tantissime risposte, tantissimi progetti, veramente era stata una cosa che non ci aspettavamo. Quindi per la premiazione avevamo pensato, avevo pensato in realtà di fare questa serata per consegnare i tre premi, il primo, il secondo e il terzo premio. Avevo chiesto a Berlusconi di presenziare alla serata perché insomma mi sarebbe piaciuto se ci fosse stato lui. Poi la sua segretaria mi aveva chiamato dicendomi che non aveva potuto presenziare e quindi io avevo chiamato a presenziare a questa serata, a fare da madrina Nicole Minetti che all’epoca era consigliere regionale e che purtroppo in quel momento era stata invasa insomma dalla solita valanga di fango dei giornalisti. Insomma, uno non è consapevole finché non viene dimostrato che lo è e quindi mi pareva che potesse essere adeguata per la consegna di questo premio. Una volta che noi mettemmo i manifesti di questa serata, l’opposizione iniziò a dire che avrebbe fatto assolutamente una contestazione a questa serata. E quindi ovviamente io volevo che la serata, perché l’avevo organizzata io, andasse bene, quindi io ho chiesto a tutti gli assessori, a tutti i consiglieri, anche al sindaco di invitare tutti i parenti e gli amici. In realtà poi non è stato necessario perché la sala era piena così, nonostante le donne, che entravano, venivano insultate da questi quattro oppositori. Ecco, quindi sì, ricordo quella serata.

AVV. TORRO – Ricorda se a questa serata partecipò anche Teresa Costantino con qualcuno della sua famiglia?
TESTE FAGNANI – Sì, Teresa sono sicura che partecipò perché era sul tavolo della premiazione, della famiglia francamente non ricordo, può darsi che ci fossero, ripeto, c’era tantissima gente, io ho fatto anche tantissime fotografie, non ho mai fotografato nessuno però può essere stato casuale, cioè ce n’erano talmente tante di persone.
AVV. TORRO – Ricorda se fuori o dentro alla sala erano presenti le Forze dell’Ordine?
TESTE FAGNANI – Oh, sì, certo, ci sono anche le fotografie di questi, di questi ce le ho le fotografie, della presenza dei carabinieri sia fuori che dentro l’aula, erano in forma massiccia proprio perché sapevano della contestazione, in più c’era anche la polizia locale, tant’è vero che loro stati pagati come straordinari perché avevano fatto il servizio… ci sono proprio i cartellini che lo dimostrano.
AVV. TORRO – Quindi le risulta che sia mai stato organizzato un servizio d’ordine privato?
TESTE FAGNANI – Non credo, ce n’era già fin troppo.
AVV. TORRO – E, invece, torniamo alla campagna elettorale del 2009, lei ricorda se in quella sede avete contattato anche l’Avvocato Guido Maria Ranzani e in che circostanze?

TESTE FAGNANI – Allora, Guido Maria Ranzani era dal 2004 al

2009 consigliere comunale di minoranza per la Lega e sedeva vicino a me in Consiglio comunale. Noi è chiaro che, quando siamo diventati PDL, volevamo ovviamente l’alleanza con la Lega. In tutt’Italia il PDL cercava di andare con la Lega. Noi avevamo questa idea di allearci con la Lega, le alleanze non vengono comunque mai fatte a livello comunale, vengono fatte a livello provinciale e con una ratifica regionale. Però è chiaro che, se vuoi allearti, non puoi avere la sezione che ti è contraria, che ti è ostile. Quindi cerchi un approccio con… e all’inizio un approccio c’è stato con Ranzani, sì.
AVV. TORRO – Ricorda in che termini, chi ha fatto questo…
TESTE FAGNANI – Allora, la cosa è stata molto breve e si èsubito dissolta, per questo motivo. Ripeto, noi eravamo questo gruppo molto importante e molto vasto, un componente di questo gruppo, che si chiama Giorgio Bonfadini ci aveva detto che lui conosceva bene Ranzani e poteva chiedere all’Avvocato se era possibile fare un incontro. L’incontro si fece, tra l’altro la Lega pero la fece anche con tutte le altre forze, quindi non lo fece con noi in particolare, lo fece con tutte le altre forze, con il P.D., con una lista civica, anche questa di centrodestra, in questa occasione però si chiarì subito, ben chiaro, com’erano le cose, cioè Guido Ranzani voleva fare il candidato Sindaco, quindi non avrebbe accettato un’alleanza con il PDL se non con lui come candidato Sindaco, questa era la prima cosa che venne subito alla luce. Seconda cosa che venne alla luce ben chiara e anche più significativa è che la restante parte della sezione non condivideva la sua strategia. Tant’è vero che noi l’accordo con la Lega l’abbiamo fatto, siamo andati con la Lega in campagna elettorale, nonostante l’opposizione estrema di Ranzani, lui è stato semplicemente escluso dalla Lega, quindi era assolutamente ininfluente Ranzani, è diventato ben presto ininfluente.
AVV. TORRO – Non ho altre domande.
Controesame Difesa, Avv. Rosati
AVV. ROSATI – Ritorno alle elezioni amministrative del 2009, relative alla candidatura a sindaco del dottor Celeste. Durante la campagna elettorale, può riferire al Tribunale qual è stato il contributo del signor Eugenio Costantino?
TESTE FAGNANI – L’unico contributo è che forse ha aiutato la figlia, io questo non lo so.
AVV. ROSATI – E quale apporto ha dato, invece, al sindaco Celeste?
TESTE FAGNANI – Credo nessuno.
AVV. ROSATI – Lei ha detto che svolgevate delle riunioni di
cinquanta persone.
TESTE FAGNANI – Sì, dove lui non c’era quasi mai, almeno io non ricordo di averlo mai visto.
AVV. ROSATI – Ha inoltre riferito al Tribunale che, durante la

campagna elettorale, vi siete autotassati.
TESTE FAGNANI – Sì.
AVV. ROSATI – Ricevevate anche dei finanziamenti da parte di qualcuno?
TESTE FAGNANI – Abbiamo ricevuto qualche finanziamento.

AVV. ROSATI – Avete ricevuto finanziamenti da parte del signor Eugenio Costantino?

TESTE FAGNANI – Assolutamente no.
AVV. ROSATI – Non ho altre domande.
Riesame Pubblico Ministero
P.M. – Io volevo affrontare una cosa che avevo dimenticato però è stata coperta dall’avvocatessa sulla serata alla quale partecipò Nicole Minetti.
PRESIDENTE – Non abbiamo detto forse la data di quella serata di cui le è stato chiesto dall’Avvocato.
TESTE FAGNANI – Adesso non ricordo se era 2010… no, l’8 marzo abbiamo fatto il concorso, poi era maggio sicuramente…
PRESIDENTE – Ma di che anno?
TESTE FAGNANI – 2011.
P.M. – Lei mi può dire da chi avete ricevuto i finanziamenti nella campagna elettorale del 2009?
TESTE FAGNANI – Francamente non lo ricordo.
P.M. – Ma erano privati?

TESTE FAGNANI – Erano cittadini privati, assolutamente, poi

erano cifre irrisorie. Qualche sovvenzione è arrivata ma parliamo veramente…
P.M. – Lei ha fatto un cognome, ha detto Bonfadini, si ricorda il nome di battesimo?
TESTE FAGNANI – Giulio.

P.M. – Perché mi sembra che avesse detto Giorgio.

TESTE FAGNANI – Allora posso avere sbagliato, però mi sembra

Giulio, sì, Giulio.

P.M. – Che ruolo aveva questa persona?

TESTE FAGNANI – Nessun ruolo, era uno di quei cinquanta con

cui ci trovavamo e con cui tentavamo di iniziare a fare campagna elettorale.

P.M. – Il quale si era offerto di fare che cosa? Nei rapporti con Ranzani si era offerto…
TESTE FAGNANI – No, niente, per cercare di chiedere… cioè,
visto che lui era suo cliente, come Avvocato, era suo cliente, ci ha detto “chiedo io a Guido se vuole incontrarci”, basta, molto banale.
P.M. – E quindi, non ho capito, lui è andato in avanscoperta per chiedere a Guido Ranzani…
TESTE FAGNANI – Se aveva voglia di fare un incontro per vedere se era possibile…
P.M. – E poi c’è stato l’incontro?
TESTE FAGNANI – C’è stato ma la Lega…

P.M. – Dove?

TESTE FAGNANI – Sempre in quella saletta dei gruppi

consiliari, avevamo solo quella.
P.M. – E chi partecipò all’incontro?

TESTE FAGNANI – C’era Bonfadini, c’ero io, c’era Elisabetta Cattaneo.

P.M. – Chi è?
TESTE FAGNANI – Elisabetta Cattaneo era il Presidente del Consiglio della legislatura Celeste. C’era Celeste, Celeste l’ho detto, c’era mio marito, c’ero io, Bonfadini, io e credo nessun altro di noi di Forza Italia, eravamo ancora Forza Italia.
P.M. – E suo marito a che titolo partecipava?
TESTE FAGNANI – Come ha partecipato Elisabetta Cattaneo, come partecipava Bonfadini.
P.M. – Non ha risposto, nel senso che erano le persone più impegnate, perché ha partecipato?
TESTE FAGNANI – No, è stato causale che fossimo… era un incontro così interlocutorio, per vedere: “Avete l’intenzione di fare un’alleanza?”, non è che puoi andare là in sessanta. Probabilmente quella sera avevamo cenato con la Betty e quindi siamo andati con lei.
P.M. – Betty chi è?

TESTE FAGNANI – Elisabetta Cattaneo. E basta, quindi c’eravamo noi, e siamo andati noi. Dall’altra parte anche la sezione della Lega non è che si sono presentati tutti.
P.M. – Ma da parte della Lega chi c’era? Solo Ranzani?

TESTE FAGNANI – No, c’era Adelio Pivetta, c’era Guido Ranzani, allora c’era Elga Giordano e poi c’era forse un’altra persona però io francamente non ricordo il nome e il cognome.

P.M. – Lei dice in quell’occasione l’atteggiamento di Ranzani quale fu allora?
TESTE FAGNANI – Fu subito ben chiaro, lui voleva fare il Sindaco, non avrebbe accettato un’alleanza senza lui come candidato Sindaco ma soprattutto la Lega, cioè la signora Giordano, il signor Pivetta, così, non erano d’accordo, l’accordo lo volevano fare.
P.M. – Cioè loro volevano fare l’accordo, e quindi a quel punto chiedevano delle cariche?

TESTE FAGNANI – No, questo è stato molto secondario, non se

n’è parlato neanche perche, ripeto, l’accordo, l’alleanza non la fai a livello di sezione, la fai a livello cosìed è il provinciale e il regionale che si parlano e dicono: “Se facciamo l’alleanza, tre sono miei e tre sono tuoi di assessori”, come poi è stato: tre assessori nostri e tre assessori della Lega.
P.M. – Ranzani è mai stato proprietario di un fondo agricolo nei pressi del cimitero di Sedriano?
TESTE FAGNANI – No, non è mai stato proprietario e di questo sono certa perché io ero consigliere comunale, Celeste era consigliere comunale quindi per noi sapere di chi era un terreno a Sedriano sarebbe stato facilissimo, a noi basta fare un accesso agli atti e vieni a saperlo, quindi sono sicura che lui non aveva nessun fondo.
P.M. – Esisteva un fondo agricolo…
TESTE FAGNANI – Questo non lo so, però sicuramente non era proprietario Ranzani.

 P.M. – Non ho altre domande.
Controesame Difesa, Avv. Maris
AVV. MARIS – Il Pubblico Ministero le ha chiesto di come avete sovvenzionato la campagna elettorale del 2009. Voi avete tenuto un registro?
TESTE FAGNANI – Sì, assolutamente sì, ci sono tutte le fotocopie, non so se sono già agli atti.
AVV. MARIS – Chi l’ha tenuto questo registro?

TESTE FAGNANI – L’avevo già detto, Antonella Pigliafreddo, che era il nostro tesoriere.

AVV. MARIS – È pubblicato anche sul sito del Comune?

TESTE FAGNANI – È stato pubblicato anche sul sito del Comune,

non so se adesso l’hanno tolto, però sì, è sempre stato pubblicato, sì, l’abbiamo messo anche sul giornale.
AVV. MARIS – Non ho altre domande.


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