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Ricevo e pubblico questa nota dell’ex sindaco Alfredo Celeste in merito al servizio andato in onda ieri, alle 14, su Rai 3, sul “caso Sedriano”.
Pensavamo che con la dipartita da Sedriano del commissario Sabato (da nessuno rimpianta, se non da se stessa) e le dichiarazioni rilasciate dal nuovo arrivato, signor Sirico, fossimo in presenza di un nuovo modo di operare. Purtroppo così non è. Intanto avevamo sottovalutato la portata negativa delle “esternazioni” del signor Simeone. Mi riferisco all’ultimo comunicato stampa/lettera ai cittadini per le modalità di eliminazione dell’amianto da parte dei cittadini sedrianesi. Il nostro commissario può chiedere all’architetto Pastena che, già sin dal 2009, aveva su indicazione dell’amministrazione del tempo, individuato un protocollo operativo, ancor adesso operante, per la risoluzione di questo annoso problema. L’ultima sortita compiuta dalla triade è l’intervista rilasciata a RAI TRE, edizione delle 14, del 21 marzo 2015. Complice il servizio pubblico (?) acquiescente verso i poteri forti della burocrazia, senza contraddittorio, sono state propinate comunicazioni  offensive della verità. Qui la nostra richiesta di rettifica avanzata alla sede Rai regionale.

“In merito al servizio andato in onda, alle 14, sull’edizione del  TGR Lombardia del 21 marzo  2015, a  firma Maria Teresa Palamà, chiedo la seguente rettifica per una corretta e completa informazione sulla vicenda, senza invocare le leggi  vigenti e appendici varie.
 La mia  imputazione sin dall’inizio del 9 ottobre 2012 è di corruzione propria, non esiste  né  il concorso esterno né aggravanti vari. L’imputazione iniziale  rimasta tale anche  nel processo in corso.
 Nel  servizio si  parla di probabile dissesto finanziario del Comune di Sedriano. Il passaggio di gestione con gli stessi commissari, improvvisamente smemorati, ha visto consegnare  un bilancio del Comune in attivo di  1.409.020,25 euro.
 E’ inesistente che sia avvenuto  l’affido diretto di appalti come dichiarato sconsideratamente  da uno dei commissari  che indica quale fonte la “relazione riservata” della prima commissione d’accesso: in essa vi sono  molti passaggi non veritieri e smentiti dalla recenti testimonianze  dei funzionari comunali  che saranno presentate nel ricorso imminente davanti al Consiglio di Stato per la revoca dello scioglimento. La relazione eseguita su incarico del Pubblico Ministero (non nostro) dalla dottoressa Guerrero indica l’espletamento di regolari gare con  più soggetti concorrenti e, qui, smentisce le “interessate” dichiarazioni  del commissario.     
– Il piano urbanistico che prevedeva l’acquisizione della Villa Colombo è interamente soggetto, sin dalle sua nascita, alla Sovrintendenza alle Belle Arti che prevede, laddove vi fossero progetti di  lavori, requisiti specifici molto severi che la cooperativa di Marco Scalambra non possedeva.
– La richiesta  milionaria di danni è dovuta all’inerzia dell’attuale gestione commissariale  che non ha portato a termine il PGT della mia giunta, fermatosi alla sola adozione e bloccato nell’approvazione definitiva prevista il 4 novembre 2013 ( lo scioglimento è avvenuto  il 16 ottobre 2013). L’amministrazione gestita dai commissari, comunque, non si è presentato irresponsabilmente davanti  al Consiglio di Stato per  sostenere la bontà del piano urbanistico rispetto al ricorso presentato  da Lega Ambiente. L’alto organo amministrativo ha respinto la sola ed unica  difesa operata  del privato  che, avendo sottoscritto ai tempi (prima del ricorso di Lega ambiente) con l’amministrazione pubblica un contratto, ora giustamente chiede  i danni.
 Riconosco  che in molte occasioni la giornalista Maria Teresa Palamà abbia offerto esempi di corretto e serio giornalismo. Questa volta è incorsa in un  infortunio che sarebbe stato semplice evitare solo interpellando anche l’altra voce: ma noi siamo “brutti, sporchi e cattivi” e l’art. 27 della Costituzione è solo carta straccia, privilegiando invece  l’accusa che diventa sacra e,  prima del verdetto, già sentenza definitiva. 
Intanto il paese è sempre più gestito verso il degrado e l’incuria. Le scuole sono sempre più trascurate (l’ascensore della scuola è sempre guasto e il cancello della mensa viene chiuso con un lucchettone), mentre i soliti benpensanti, che gridavano alla scandalo un tempo, oggi tacciono complici e irresponsabili. Sono circa due anni che non viene effettuata la segnaletica orizzontale delle strade, trascurando la sicurezza e l’incolumità dei cittadini. In meno di due anni sono stati spesi oltre duecentomila euro (200.000)  per spese legali. L’area feste è al degrado totale mentre le strutture sportive sono ancora chiuse, nonostante gli sbandierati propositi di lavori pubblici che rimangono solo sulla carta. E altro ancora che documenteremo presto (PGT, Villa Colombo, strade, spese per tutela dell’immagine pubblica del comune ossia le facce dei burocrati). A presto presenteremo ricorso al Consiglio di Stato avverso l’ingiustificato e immotivato scioglimento del consiglio comunale. Altro che mafia. Aspettiamo.

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