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Ricevo e pubblico questa nota del Pd sulle ragioni della crisi che è poi culminata nella modifica della composizione della maggioranza.
Durante l’ultimo consiglio comunale è stata sancita la separazione tra la maggioranza e le liste civiche “Voi con Noi” e “In volo”. Tale separazione è stata causata dai comportamenti e dagli atteggiamenti messi in campo fin dagli inizi del nostro mandato, atteggiamenti che hanno eroso ogni margine di collaborazione, conducendoci gradatamente verso un’insanabile rottura politica, cominciata col gravissimo atto di astensione sul bilancio e proseguita a suon di diktat, come dimostrano i casi dell’assessore Silvia Bona e del consigliere Roberto Galli, che non hanno mai trovato una soluzione. L’ultima goccia è stata però versata al momento di stabilire le priorità del 2015 e formare dei gruppi di lavoro tematici, prefiggendoci di affrontare le questioni con un altra marcia, togliendo quel freno a mano tenuto tirato il più delle volte per i loro motivi di “lana caprina”.

Ebbene in quell’importante e strategico momento, da parte di “In Volo” e “Voi con Noi”, sono emerse nuovamente tutta una serie di motivazioni che confermavano ulteriormente e rafforzavano il loro intento a proseguire un’azione ostruzionistica e ostile che, al di là dei contenuti, non si sarebbe mai potuta risolvere se non con le dimissioni forzate dell’assessore Silvia Bona e con la pretesa di estromettere l’azione del consigliere Galli, pretendendo che il Partito democratico e Io amo Bareggio non lo considerassero, isolandolo completamente. Il consigliere Gabriele Fabris durante il consiglio comunale e il portavoce Giuliano Colombo a mezzo stampa, ritengono la decisione presa dalla maggioranza ingiusta, disonesta e antidemocratica, poiché si estrometterebbe una parte dell’elettorato, la loro, che aveva contribuito alla vittoria politica del 2013, pertanto non ci sarebbe più la maggioranza. Ricordiamo a loro, ma soprattutto alla Lega nord, che queste sono affermazioni deboli e tendenziose perché sos-tenute da un concetto basato sul condizionale di un risultato che al ballottaggio avrebbe potuto vedere la vittoria del sindaco Giancarlo Lonati in ogni caso. Perché al ballottaggio gli elettori votano il sindaco. Quindi le rigettiamo al mittente in quanto non trovano motivo di essere, e non solo perché il programma siglato in maniera comunitaria non verrà modificato, ma perché le liste civiche “Voi con Noi” e in “In volo” non hanno più la loro piena rappresentanza da tempo e questo avrà pur un riscontro nell’elettorato. Questa è andata logorandosi quando l’assessore Bona è stata allontanata, il consigliere Galli si è estromesso e persino persone all’interno dei loro gruppi hanno preso le distanze dalla loro stessa lista. Insomma le due liste civiche hanno iniziato a “perdere pezzi” già dall’inizio del loro mandato e questo dovrebbe farli riflettere seriamente. Il risultato ottenuto, infatti, è stato constatare la presenza dei “soliti” 2-3 nominativi per questi gruppi di lavoro, con un accentramento di potere che lascia quantomeno perplessi, soprattutto visto le loro accuse nei confronti della maggioranza di essere poco democratici. La verità è che l’incompatibilità non era precedente all’apparentamento, ma è emersa nella palese differente concezione del “fare politica”. “Voi con Noi” e “In Volo”, hanno infatti più volte attribuito alla politica un ruolo prevalente e prevaricante su ogni altro soggetto, generando con questo atteggiamento continui malesseri e ostilità che hanno portato già in precedenza ad una crisi politica, riversando probabilmente sull’intera maggioranza quelle che erano prima di tutto le loro contraddizioni interne mai risolte. Inoltre, il loro atteggiamento ha contribuito a rendere difficile la creazione di un autentico “spirito di squadra” all’interno della giunta e ha prodotto un clima difficile, caratterizzato da continui attacchi all’operato di tutti gli assessori tranne che del vicesindaco Lampugnani, loro rappresentante, che si è limitato appunto a fare l’assessore, senza mai preoccuparsi del ruolo politico che spetterebbe a un vicesindaco per porsi in modo tale da poter contribuire ad appianare le cose almeno nei confronti della sua parte di riferimento. Non basta siglare un programma in comune, è necessario lavorare perché questo si realizzi, enfatizzando e valorizzando maggiormente quelli che sono i punti comuni, non certo le differenze e i dissidi. Questo dovrebbe essere l’atteggiamento di chi ha una mentalità di governo, non può funzionare se lo sforzo rimane unilaterale, a dimostrazione di ciò ricordiamo che le due liste civiche non hanno mai nemmeno preso le difese della maggioranza o del sindaco né in consiglio comunale né a livello mediatico limitandosi nel loro lessico al “noi” oppure “le nostre liste”. Ci auguriamo che gli elettori delle due liste e tutti i cittadini bareggesi, comprendano che in questi 19 mesi di governo, tutti i principali attori politici, i membri consiliari del Partito Democratico e di Io Amo Bareggio e il sindaco hanno compiuto ogni sforzo per garantire la tenuta della coalizione. Purtroppo, sono entrati in gioco atteggiamenti culturali e intellettuali continuamente ostili nei confronti di un quieto vivere politico e costruttivo, presupposto fondamentale per collaborare: allora si diventa incompatibili e non rimane più spazio per la buona politica, quella che la gente pretende da noi. Questa è la sostanziale differenza tra la crisi causata da un sindaco accentratore e poco incline a condividere con la propria maggioranza com’era quello della precedente amministrazione (Monica Gibillini), che portò alle famose dimissioni di massa di tutti i consiglieri e il conseguente commissariamento del Comune, e il cambio di un assetto politico voluto dal Pd Bareggio e da IAB, congiuntamente col sindaco, che attraverso una decisione coraggiosa perché rischiosa, vogliono esprimere un’ancora più rafforzata fiducia nei confronti del sindaco e di quest’amministrazione, permettendogli di valorizzare maggior- mente le sue potenzialità.

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