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Nel 2013, a Cornaredo, i lavoratori non residenti che hanno un lavoro “significativo” sono stati 1.524, mentre i residenti in Cornaredo che hanno trovato lavoro, sempre significativi, in altri contesti territoriali sono quasi 1.549. I non residenti che vengono a Cornaredo per lavorare sono 1.524. Dove lavorano i residenti a Cornaredo 1.549. In generale, si osserva una forte concentrazione dei flussi in entrata o uscita al core metropolitano milanese. D’altronde la provincia di Milano costituisce il 50% del mercato del lavoro della regione Lombardia. In ogni caso Milano rappresenta sotto molti punti di vista un vero e proprio “hub” di opportunità di lavoro, oltre 400mila all’anno è probabilmente la città italiana che più si avvicina a quel modello di metropoli ben descritte nel libro di Enrico Moretti (La nuova geografia del lavoro 2013, Mondadori), dove concentra nello stesso tempo un elevato numero di professionisti con un alto capitale umano (materie bancarie, assicurative e giuridiche) e in modo ancora più esteso rispetto a Cornaredo una fortissima intensità di lavoro nel settore terziario a bassa qualifica.
Quasi il 22% dei residenti a Cornaredo lavora a Milano o nella stessa Cornaredo; il contratto prevalente è a tempo indeterminato, anche se le attività “atipiche” sono quasi il 60% dei contratti realizzati. In generale, la durata del contratto è di 8 mesi, l’età media è di 38anni e riguarda in prevalenza italiani. Il comune di Cornaredo, rimane comunque un grosso attrattore, merito soprattutto dell’importante area industriale, che, come si è osservato, si concentra intorno a via Monzoro e via Merendi. Dalla sola città di Milano proviene il 37,4% di tutti coloro che vengono a Cornaredo per lavorare, le caratteristiche socio-anagrafiche sono relativamente simili: età media 38 anni, di nazionalità italiana e non si registrano marcate differenze di genere o di titolo di studio. In termini d contratto di lavoro è ancora prevalente quello a tempo indeterminato, anche se i contratti atipici sono più del 60% sul totale dei contratti stipulati nel 2013 a Cornaredo. Analizzando il mercato del lavoro dei contratti a somministrazione (ex interinale) dentro e fuori a Cornaredo, nel 2013 vi sono stati 366 collocamenti, che coinvolgono 37 agenzie per il lavoro diverse, ma le prime quattro collocano l’81% del totale (nel rapporto riservato è presente un’analisi specifica sulle performance delle agenzie private). Elenco delle qualifiche e dei settori più rilevanti nell’attività di outplacement privata  

Qualifiche professionali
Settori di riferimenti
Addetti a macchine confezionatrici e al confezionamento di prodotti industriali
Fabbricazione di prodotti per toletta: profumi, cosmetici, saponi e simili
Personale non qualificato delle attività industriali e professioni assimilate
Trattamento e rivestimento dei metalli
Operai addetti ai servizi di igiene e pulizia
Attività di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale

Operatori di altoforno
Altre attività di pulizia nca
Cameriere di mensa
Commercio all’ingrosso di fertilizzanti e di altri prodotti chimici per l’agricoltura
Le situazioni critiche a Cornaredo
Qui si vogliono approfondire alcune delle situazioni di potenziale criticità che emergono dall’analisi del contesto occupazionale nel comune di Cornaredo. In particolare si indaga dove vivono coloro che hanno perso o “peggiorato” la loro posizione lavorativa e dove si concentrano le imprese che hanno effettuato licenziamenti collettivi. Un importante indicatore della crisi economica è rappresentato dai dati riferiti alle persone che, “lavorativamente” parlando, hanno sensibilmente peggiorato la propria condizione: nel 2011 avevano un’attività lavorativa consistente, almeno il 90% dei giorni lavorativi in un anno, mentre nel 2012 questa quota si è abbassata al 10% (i cosiddetti “peggiorati”). Queste persone o hanno perso il lavoro oppure hanno perso quei contratti che, seppur flessibili, potevano contribuire al loro sostentamento economico. Si tratta di 137 persone, in prevalenza donne italiane, di 45anni e assunte nel 2013 in prevalenza con contratti a tempo determinato. La curva delle carriera occupazionale di queste persone fa vedere come il 2013 sia stato effettivamente un “trauma” in termini lavorativi, dal 2008 al 2012 l’andamento è stato sempre stabile oppure in crescita per poi crollare nel 2013, i motivi sono legati a fenomeni di ristrutturazioni aziendali o per una riduzione di produttività del lavoro che comporta contratti più corti o addirittura interruzioni dei contratti stessi. L’analisi dei licenziamenti collettivi I licenziamenti collettivi rappresentano un indicatore sulla salute del contesto territoriale. L’obiettivo è quello di evidenziare le aree dove si concentrano le aziende che hanno avviato dei licenziamenti collettivi nel 2013 a Cornaredo. Analogamente a quanto osservato in altre ricerche teritoriali, l’area industriale più attiva in termini di collocamenti e anche quella dove si registra un maggior numero di licenziamenti collettivi (nei settori agroalimentare e tessile), in tutto 140 persone in prevalenza residenti nella stessa Cornaredo, a Milano e a Bareggio. Quest’ultimo comune è un perfetto indicatore dell’importanza di queste mappe, perché segnala come difficoltà o crisi aziendali in un determinato contesto possono comportare ripercussioni anche in comuni limitrofi.

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