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La gioia per il traguardo raggiunto si è racchiusa nella formula “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”. Un momento emozionante che ha suggellato davanti all’assessore Emanuele Contu, che ha presenziato la cerimonia, il riconoscimento della cittadinanza italiana a un cittadino magrebino. Un’esperienza bella e toccante che è valsa a sancire l’integrazione nella comunità locale e nazionale come naturale sbocco di un percorso graduale e progressivo. L’assessore Contu, trovando molto significativa e interessante l’esperienza, ne fa il punto in questa nota. “Ho appena conferito la cittadinanza italiana al papà di una mia ex alunna. Non vi dico il vero nome di lei: facciamo finta che si chiami Fatima. La cerimonia è stata più emozionante del solito, perché conosco tutta la famiglia da diversi anni: oltre al papà, oggi hanno acquisito il diritto alla cittadinanza italiana anche i due figli maschi, che sono minorenni.

La mamma attende a brevissimo anche lei il decreto di cittadinanza. Fatima, che è maggiorenne ed è (anche) una delle alunne più brave che io abbia mai avuto, resta invece straniera in questo paese nel quale vive da quando è piccola, nel quale studia, nel quale sta diventando grande. Perché il diritto alla cittadinanza si trasmette solo ai figli minorenni e non a quelli maggiorenni, neanche se conviventi. Più ci penso e più trovo che questo sia uno dei tanti aspetti assurdi della nostra legislazione sulla cittadinanza. Fatima è cresciuta in Italia, è una studentessa modello e davvero la cittadina che ogni paese vorrebbe avere. E’ figlia di cittadini italiani e sorella di cittadini italiani. Però per essere riconosciuta dallo Stato italiano come sua cittadina dovrà fare domanda e aspettare come minimo altri due anni (ma di solito ce ne vogliono almeno il doppio). Io penso che, se non siamo capaci di riconoscere il suo diritto di cittadinanza, noi italiani una come Fatima davvero non ce la meritiamo”.

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