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I vigili non ci stanno, almeno per ora, al comando unico, ma l’amministrazione comunale non fa una piega e vira dritta all’obiettivo. Infatti nell’ultimo consiglio comunale è stata approvata la convenzione con Settimo Milanese per dar vita al servizio associato di polizia locale e al comando unico della vigilanza. Ma l’iniziativa non ha entusiasmato granché i vigili, che, a dire il vero, da tempo sono scontenti per come vanno le cose e com’è organizzato e gestito il corpo ed entrare a far parte di una nuova aggregazione, senza prima risolvere i problemi, non solo non se la sentono proprio. Una resistenza che forse non se l’aspettavano in municipio e magari pensavano che bastasse siglare la convenzione per superare ogni dissidio, ma così non stato.

Anzi il fatto compiuto ha probabilmente finito per acuire fra i vigili malumori e contrarietà. Certo non è detto che strada facendo non si trovi una soluzione che salvi capra e cavoli, ma per adesso all’amministrazione comunale non è rimasto che prendere atto della situazione. Eppure il servizio associato nella visione della giunta Santagostino andrebbe nella direzione giusta in quanto permetterebbe di coniugare risparmio, efficienza e sicurezza. Eppoi già i due corpi avevano dato vita recentemente a un buon numero di servizi associati. Com’è come non è, per ora l’accordo resta in stand by. La scelta fra l’altro è stata bocciata dall’opposizione che l’ha trovata piuttosto affrettata e non rispondente alle vere esigenze della comunità. Per esempio Dario Ceniti (Fratelli d’Italia) ha proposto di creare il vigile di quartiere, mentre Marco Cardillo (M55) ha sottolineato che con il comandante della polizia locale di Settimo a pochi mesi dalla pensione è più un’avventura che una  decisione ponderata.

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