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  Sarà che la politica è screditata, sarà che i cittadini sono sfiduciati o altro ancora, certo che i referendum che, pure sono uno strumento di democrazia più diretto e immediato, vengono disertati. Il rischio che non si raggiunga il quorum è altissimo. Da qui la proposta del consigliere comunale Massimo Cardillo (M5S) di introdurre il referendum senza bisogno del quorum per essere valido.  Del resto i referendum propositivi e abrogativi, oltre a quello consultivo, senza quorum sono già previsti in molti Comuni italiani, ad esempio Battipaglia, Faenza, Pisa, Ravenna, Volterra aggiungendo anche Vicenza e Parma. La proposta, sotto forma di mozione, poggia sul principio “chi partecipa decide”, evitando quindi di introdurre percentuali minime di partecipazione (quorum) ai referendum comunali affinché il loro esito venga considerato valido.

Abbastanza, secondo Cardillo, per  modificare l’art. 50 del regolamento comunale che pone dei limiti per la validità della consultazione e introdurre per contro una soglia minima percentuale di votanti per rendere valida la consultazione (senza quorum o a quorum zero). Cardillo chiede dunque di adeguare il regolamento che disciplina i referendum comunali, in particolare modificando l’art. 50 dello statuto comunale ed introducendo un regolamento comunale di disciplina dei referendum propositivi (o deliberativi), abrogativi e consultivi.  Ma anche a inserire nel regolamento del referendum consultivo comunale, visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”,che, per quanto possibile, i referendum devono tenersi in coincidenza con altre operazioni elettorali e/o referendarie a carattere regionale, nazionale o europeo o, quanto meno, devono essere raggruppati e tenersi in un unico giorno durante l’anno di presentazione dei referendum stessi.
 

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