Qualcuno si era allarmato, ma per niente. Sì, perché il restauro della chiesa parrocchiale non si è fermato al primo lotto come sembrava dalle preoccupate segnalazioni giunte in parrocchia, ma sono continuate anche se in modo meno visibile. Infatti si sono scoperte delle infiltrazioni di umidità nella parte posteriore dell’altare di San Carlo e per poter intervenire si sono dovute rimuovere le zone interessate e poi aererle per il tempo necessario. Niente di preoccupante, ma non vedendo i restauratori più di uno ha pensato al peggio. Intanto la parrocchia fa sapere che “si sta anche ristabilendo il ‘sacrium’ che custodice le reliquie che onorano la parrocchia.
Ma la realtà più bella a cui si è lavorato quest’estate è il coro ligneo che la ditta Preti Roberto, esperta ebanista, ha riportato allo splendore antico e originario. Manca il tappeto tosso sulla parte di uno strumento musicale che unisce il coro e poi tutto sarà completo, salvo qualche lavoro di ritocco della muratura adiacente per togliere qualche infisso in più”. Tutto bello, ma c’è anche da far fronte al saldo dei lavori. L’idea della parrocchia è dare un valore pecuniario a ogni inginocchiatoio in modo che gli interessati offrano il corrispettivo e se si desidera ai piedi del manufatto verrà anche apposta una targhetta della famiglia offerente con la stessa preghiera annuale per i defunti o i familiari vivi. Intanto è sempre disponibile la cassetta in cui riporre offerte.
