Basta una banale dimenticanza e si diventa fatalmente morosi, ma non per questo si deve essere tartassati oltremisura. Infatti l’amministrazione comunale, volendo regolare meglio la materia, ha varato nuove misure di riscossione, che puntano soprattutto a introitare il dovuto, senza calcare la mano sui costi fissi da caricare ai debitori morosi. Si tratta degli oneri per la riscossione coattiva (aggio, procedure esecutive e diritti di notifica) che scattano con l’avvio del rito speciale dell’ingiunzione fiscale. E così l’amministrazione comunale ha deliberato che ai debitori che viene notificata una nuova ingiunzione fiscale (a fronte della quale sono tenuti a pagare un costo ridotto di 10 euro, ulteriormente diminuito a 4 euro in caso di notifica tramite posta certificata (Pec) si applicano i seguenti costi fissi: il 4,65% se il debitore si metterà in regola entro la scadenza dell’ingiunzione fiscale; un ulteriore 2,73% aggiuntivo al precedente se il debitore pagherà dopo la scadenza dell’ingiuzione fiscale. Il maggior costo è finalizzato a sostenere gli oneri del successivo invio del sollecito al debitore moroso così come previsto dalle legge e le azioni per sollecitare telefonicamente il debitore a pagare prima dell’avvio delle procedure esecutive onde evitare di ritrovarsi con maggiori costi a carico. Ha pure stabilito l’applicazione a carico dei debitori morosi un costo di 10 euro, ridotto a 4 euro se la notifica avviene tramite Pec per ogni ulteriore provvedimento notificato successivamente all’ingiuzione fiscale così come disposto dalla legge per la procedura di riscossione coattiva in caso di mancato assolvimento da parte del debitore. Altri oneri a carico dei morosi non sono previsti.
