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“Non con le bandiere di partito si scende in piazza contro le mafie, ma con le facce dei cittadini di qualsiasi colore, e combattendo dentro le istituzioni. Cosa hanno fatto gli amministratori di ogni colore che sino a oggi hanno amministrato il nostro territorio, per impedire il radicamento delle cosche e l’infiltrazione nelle istituzioni? Costoro farebbero bene a cospargersi il capo di cenere, anziché erigersi come paladini dell’antimafia”.   Il Movimento 5 Stelle all’indomani della scelta di non partecipare alla manifestazione promossa dalla Carovana antimafia e da altri è fermo nelle sue posizioni.
Anzi rincara la dose e attraverso il suo rappresentante al Pirellone  chiede alla commissione regionale antimafia di dare seguito alla proposta di istituire una giunta delle elezioni per filtrare le ingerenze mafiose tra consiglieri e assessori regionali in modo di contrastare e prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata.

Ecco il comunicato a firma di Silvana Carcano

 Il MoVimento 5 Stelle lunedì scorso denunciava in commissione regionale antimafia, l’ampiezza e la gravità delle infiltrazioni mafiose in Lombardia chiedendo maggiori controlli sugli appalti e protocolli più forti rispetto agli attuali. Durante la settimana il Comune di Sedriano è stato sciolto per mafia e l’ex sindaco di Buccinasco Loris Cereda (PdL) è stato condannato a 4 anni e 3 mesi di reclusione dal Tribunale di Milano nell’ambito di un’inchiesta su un giro di tangenti legate ad appalti e per il cambio di destinazione d’uso di alcune aree della cittadina. E’ solo la punta dell’iceberg del fenomeno delle infiltrazioni mafiose diffuso a tutti i livelli in Lombardia: la Regione risulta la quarta in Italia per presenza di cosche. L’organizzazione mafiosa opera in tanti settori perché la politica ha aperto le porte alle famiglie mafiose. Con Expo e i suoi cantieri già avviati non è sufficiente il lavoro di contrasto che le istituzioni stanno portando avanti. La politica lombarda deve tutelare le aziende sane. Dalla politica deve nascere la cultura della legalità, della trasparenza, della sana gestione amministrativa. I dati sulla corruzione italiana di Transparency International ci collocano al 72esimo posto con un peggioramento rispetto all’anno 2011, al pari della Bosnia. Da decenni la ‘ndrangheta è penetrata in Lombardia, trasformando la società lombarda e piegandola ai suoi sporchi interessi. E’ penetrata con metodo, grazie alla complicità dei politici di tutti gli schieramenti, i cui interessi erano e sono affiliati a quelli della criminalità organizzata”.

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