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Le escavazioni abusive espongono il paesaggio a modifiche sostanziali e irreversibili. 
Da qui il monitoraggio e il controllo del territorio comunale per scongiurare abusi e danni permanenti al territorio. 
Ma proprio in uno dei controlli della polizia locale è stato colto in flagranza un operatore che stava prelevando senza autorizzazione della terra da un’area sita nella zona di cascina Scaravella per trasferirla altrove. 
I vigili gli hanno contestato l’irregolarità e altresì multato per 19.951,34 euro. Ma W. C., trovando, forse, salata la sanzione, si è rivolto al giudice, ma gli è andata male.
Il Comune, difeso dall’avvocato Giorgio Bonamassa, è riuscito a vincere su tutta la linea. Il Tribunale di Milano – Sezione I civile, riconoscendo l’infondatezza dell’opposizione, ha respinto il ricorso e ha condannato pure il ricorrente alla rifusione delle spese di giudizio per 1.550 euro. Naturalmente è rimasto fermo l’obbligo di corrispondere al Comune i 19.000 euro e passa della multa. 
Lo stesso giudice in sentenza ha evidenziato che suolo e sottosuolo sono da considerare risorse non rinnovabili e che le attività estrattive, oltre a rovinare l’ambiente, incidono “in settori cruciali dell’economia, quali edilizia e infrastrutture, il cui sviluppo è strettamente correlato alla disponibilità e all’utilizzo di materiali da scavo”. 
Insomma le escavazioni sono l’anticamera delle cave abusive e perdipiù muovono notevoli interessi economici. “La sentenza -afferma il sindaco Alfredo Celeste- conferma l’efficacia dell’impegno della mia amministrazione che si è caratterizzata per la tutela del territorio, per la lotta all’abusivismo edilizio e per il contrasto al gioco d’azzardo, senza dimenticare che abbiamo intestato una via a Peppino Impastato per il suo impegno politico contro la mafia”.

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