Le famiglie con troppa facilità si disgregano e a pagare le conseguenze sono i figli. E anche il Comune che si ritrova a investire significative risorse per supplire all’inadeguatezza o alla fine di un’unione familiare. Infatti ha dovuto impegnare ben 39.190,52 euro per inserire due minori in strutture residenziali protette che il Tribunale gli aveva affidato. Una somma tutt’altro che trascurabile, ma l’amministrazione comunale è tenuta al pagamento della rette di degenza. E così i due ragazzi, sottratti ai genitori, sono stati collocati in una comunità in cui dare corso al progetto educativo e formativo richiesto dal Tribunale per i minori. I conflitti dei genitori si riversano sui figli e sull’erario pubblico. E in un momento in cui le casse municipali non nuotano nell’oro non è il massimo.
“Le famiglie sfasciandosi -affermano il sindaco Alfredo Celeste e l’assessore Rino Rusciano– non generano soltanto un grave problema sociale e affettivo, ma causano anche ricadute sull’esercizio finanziario, che, essendo vincolato da rigide norme, rende molto complicata la gestione. In passato abbiamo pure incontrato il giudice del Tribunale per i minori per sottolineare il problema, ma, pur comprendendo il disagio, ha convenuto che ci sono disposizioni di legge da rispettare”.
“Le famiglie sfasciandosi -affermano il sindaco Alfredo Celeste e l’assessore Rino Rusciano– non generano soltanto un grave problema sociale e affettivo, ma causano anche ricadute sull’esercizio finanziario, che, essendo vincolato da rigide norme, rende molto complicata la gestione. In passato abbiamo pure incontrato il giudice del Tribunale per i minori per sottolineare il problema, ma, pur comprendendo il disagio, ha convenuto che ci sono disposizioni di legge da rispettare”.
