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Nessuno vieta di morire, ma per evitare complicazioni a parenti e amici è forse meglio che chi si congeda definitivamente dal mondo dei vivi lo faccia in giorni e momenti da non confliggere con norme e regolamenti. Non è un modo per esorcizzare il trapasso, ma per così dire un’avvertenza utile. Sì, perché altrimenti il rischio di entrare in rotta di collisione con l’ultima ordinanza sindacale in materia che disciplina rigorasamente orari, sosta e modalità di trasporto del feretro non è trascurabile. E le conseguenze non sono proprio trascurabili. Tuttavia l’ordinanza non è scaturita dal nulla, ma dall’obbligo di uniformarsi a leggi, circolari ministeriali e delibere precedenti.
Certo è che la pietas non è una qualità della burocrazia, che non demorde mai né con i vivi né tantomeno con i morti. E così dal 1° aprile al 30 settembre il trasporto funebre è consentito, da lunedì a sabato, dalle 9,30 alle 10,30, e dalle 15 alle 16,30, mentre dal 1° ottobre al 31 marzo, sempre da lunedì a sabato, dalle 9,30 alle 10,30, e dalle 14,30 alle 16. Il trasporto delle salme è vietato nei giorni di domenica e nei festivi. Nelle mattinate di giovedì la fuinzione il trasporto potranno avvenire solo dalla parrocchia Madonna Pellegrina. I percorsi per trasporto dei cadaveri devono essere concordati preventivamente con il comando della polizia locale, ma di norma si stabilisce il tragitto più breve. La sosta delle salme in transito è ammessa nell’abitazione per i deceduti altrove, nella chiesa per le esequie religiose, oppure all’ufficio servizi cimiteriali per il tempo minimo occorrente per svolgere le onoranze funebri o cerimonie religiose.

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