Le multe, anche se salate, non fermano la prostituzione. L’amministrazione comunale, anche sulla scia delle lamentele dei cittadini, ha emanato una nuova ordinanza, visto che la precedente era scaduta il 31 dicembre scorso, per contenere il fenomeno.
Tuttavia ultimamente è mutato il modus operandi delle lucciole, che per farsi notare meno hanno smesso di indossare capi di abbigliamento indecorosi e per contro si sono acconciate ad attendere i clienti rimanendo sedute all’iterno della propria autovettura.
Ma il “nuovo corso” non ha certo dissuaso il sindaco Fabrizio Bagini a emettere l’ordinanza che vieta a decorrere dal 20 febbraio l’esercizio della prostituzione lungo tratti della Sp 227, della Sp 34 e della Statale 11, pena multe di 300 euro. Del resto la prostituzione costituisce un serio pericolo all’incolumità pubblica e alla sicurezza urbana e nel contempo desta vivissime preoccupazione e allarme nella collettività.
Non solo. E’ fonte anche di rischi igienico-sanitari per via dei rifiuti che vengono abbandonati nei luoghi in cui viene esercitata l’attività. L’ordinanza vieta alle prostitute l’uso di minigonne e scollature e di assumere comportamenti di invito o allusivi volti a offrire prestazioni sessuali a pagamento. Non è tutto. Proibisce chiedere informazioni alle lucciole, stando anche a bordo di un veicolo.
La violazione all’ordinanza viene contestata anche se sorpresi a far salire o scendere dall’auto la prostituta. Le prestazioni sessuali a pagamento a bordo di autovetture sono vietate. Insomma costumi più morigerati se non si vuole mettere mano al portafoglio.
