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L’amministrazione comunale non solo non ha nulla da imparare da certi facinorosi estremisti in materia di antimafia, ma ha dato prova, intestando in tempi non sospetti delle vie a chi è rimasto vittima della violenza della mafia, da che parte sta”.
 Il sindaco Alfredo Celeste non ci sta al fango che è stato gettato a palate sulla comunità e sulla stessa amministrazione comunale. “Il 17 aprile scorso -puntualizza il sindaco Celeste– abbiamo deliberato di dedicare tre vie nell’ambito del piano di lottizzazione, sorto a ridosso del Bennet, ad altrettante vittime della mafia: Giuseppe Impastato, don Puglisi e Rosario Livitino. Non si intestano vie a chi ha combattuto la mafia se non si è fermamente contro come siamo noi”. Non solo. 
“La volontà di dedicare una via a Impastato -aggiunge Celeste– risale al 2010 come si può evincere dalla comunicazione intercorsa con una forza politica di sinistra. Il proposito si è concretizzato in aprile in quanto, prima, non c’erano disponibili spazi per dedicare una via a questi eroi che hanno dato la propria vita per riaffermare i valori della legalità e della libertà”. Il sindaco ha informato dell’iniziativa Giovanni Impastato, fratello di Giuseppe, che non ne sapeva nulla. Le vie saranno inaugurate in primavera. 
Intanto l’assemblea pubblica in cui il sindaco risponderà alle domande dei cittadini sulle recenti vicende in cui è stato coinvolto si svolgerà all’Agorà (non certo per le pretese di certi trinariciuti oppositori), ma è probabile che slitti a una data diversa del 1° febbraio in quanto la sala è già occupata. 
Il parroco però ha rimesso alla Curia la decisione di concedere lo spazio, poichè ha scoperto di non essere tanto sicuro che il tema in trattazione rientri fra quelli che prevedono per convenzione l’utilizzo comunale. Curioso, ma tant’è.

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