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Era evaso il 30 dicembre 2012 da una comunità terapeutica di Varese dove era affidato per un periodo di cure alternativo alla detenzione cui si trovava in precedenza.
Era finito in carcere con un lungo  curriculum criminale: furto, evasione, ricettazione, violazione delle disposizioni sulla sorveglianza speciale, porto abusivo di armi, stupefacenti, detenzione di armi clandestine  e omicidio doloso, episodio questo ultimo successo quando era appena 23enne, nel 2002, ed aveva accompagnato il padre a fare una strage all’interno di una birreria in via Corsieri di Milano. Diverse persone erano state colpite dai colpi esplosi da un fucile clandestino e le successive indagini avevano ricondotto la responsabilità all’odierno arrestato.

Il profilo delineato è quello di S.C., classe 79, residente a Milano, pluripregiudicato, che dopo essere scappato dalla comunità, come spesso accade, era ritornato a cercare ausilio per la latitanza nella sua zona,dai familiari in via bellinzaghi a Milano.
E lì l’hanno trovato i militari della Compagnia di Rho, che uscito dall’abitazione paterna, insieme ad una giovane donna amica di famiglia prendeva un taxi.
Chiesta la collaborazione della Radiomobile di Milano il taxi è stato bloccato e il ricercato, rendendosi conto che la sua fuga era finita ha dichiarato le sue generalità ed è stato condotto in manette nella sede dei carabinieri di Rho per gli atti di rito.
Per lui si sono riaperte le porte del carcere di San Vittore. L’amica è stata denunciata per favoreggiamento personale.

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