La maggioranza PdL-Lega nord nega che vuol cementificare Cascina Croce e dintorni, ma per il Partito democratico è solo un espediente per prendere tempo. La verità, secondo il Pd– è che la giunta Bassani ha già deciso di vendere i terreni agricoli tra Cascina Croce e San Pietro all’Olmo con aziende e cascine annesse e gli orti per gli anziani per far cassa. E se sinora, a suo dire, non l’ha fatto è solo perché l’asta è andata deserta. In ogni caso ha agito, secondo il Pd, “senza tener conto dei vincoli normativi esistenti che impongono un utilizzo dei terreni agricoli per finalità sociali e gli obblighi statutari del Comune che all’art. 11 impone la tutela, la salvaguardia e l’incentivazione dell’agricoltura”.
“Non hanno voluto sentire ragione -attacca il Pd– né hanno accolto le nostre proposte alternative. Terreni destinati a funzioni sociali e una preziosa area agricola pubblica sono, per la giunta di centrodestra, solo strumento di profitto da destinare ad opere pubbliche di dubbia utilità. E’ un oltraggio al territorio: una vendita ai privati che priva i cittadini di un polmone ecologico fondamentale per la qualità della vita di Cornaredo”.
Una scelta preoccupante, anzi, -obietta il Pd– devastante che, correlata alle scelte provinciali e regionali sui parchi e sulle aree agricole, potrebbe gettare le basi per una ulteriore cementificazione nel territorio comunale e che conferma che la giunta vuole annientare il patrimonio pubblico, alienandolo al migliore offerente. Una procedura già tentata con l’area di via Colombo che, fortunatamente, è fallita, sia per la vasta opposizione sia per carenza di acquirenti. Anche questa nuova procedura di vendita ha già avuto un primo stop con la mancata partecipazione di offerenti alla prima asta. Non vorremmo che quanto successo fosse l’anticamera di un’operazione al ribasso che porterebbe ulteriori danni al Comune”.
Non è tutto. La scelta di vendere, secondo il Pd, è anche in contrasto con gli impegni che l’Italia si è assunta con Expo 2015 il cui tema è “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”. Insomma, a sentir il Pd, la giunta Bassani è un esecutivo “a perdere che disfa e non realizza, che distrugge e non progetta, che sperpera e non ottimizza, che dilapida e non consolida il bilancio comunale. I terreni pubblici sono una ricchezza inestimabile per la qualità della vita e il benessere dei cittadini”. Abbastanza per spingere il Pd a opporsi tenacemente, poiché “le dismissioni non sono giustificate né necessarie” e a “utilizzare tutti gli strumenti democratici possibili, certo di interpretare la volontà dei cornaredesi” e altresì “sicuro che i cittadini, appena possibile, manderanno a casa la giunta Bassani che amministra lontano dalla ricerca del bene comune”.
Una scelta preoccupante, anzi, -obietta il Pd– devastante che, correlata alle scelte provinciali e regionali sui parchi e sulle aree agricole, potrebbe gettare le basi per una ulteriore cementificazione nel territorio comunale e che conferma che la giunta vuole annientare il patrimonio pubblico, alienandolo al migliore offerente. Una procedura già tentata con l’area di via Colombo che, fortunatamente, è fallita, sia per la vasta opposizione sia per carenza di acquirenti. Anche questa nuova procedura di vendita ha già avuto un primo stop con la mancata partecipazione di offerenti alla prima asta. Non vorremmo che quanto successo fosse l’anticamera di un’operazione al ribasso che porterebbe ulteriori danni al Comune”.
Non è tutto. La scelta di vendere, secondo il Pd, è anche in contrasto con gli impegni che l’Italia si è assunta con Expo 2015 il cui tema è “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”. Insomma, a sentir il Pd, la giunta Bassani è un esecutivo “a perdere che disfa e non realizza, che distrugge e non progetta, che sperpera e non ottimizza, che dilapida e non consolida il bilancio comunale. I terreni pubblici sono una ricchezza inestimabile per la qualità della vita e il benessere dei cittadini”. Abbastanza per spingere il Pd a opporsi tenacemente, poiché “le dismissioni non sono giustificate né necessarie” e a “utilizzare tutti gli strumenti democratici possibili, certo di interpretare la volontà dei cornaredesi” e altresì “sicuro che i cittadini, appena possibile, manderanno a casa la giunta Bassani che amministra lontano dalla ricerca del bene comune”.
