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Posti di lavoro in arrivo con l’insediamento logistico di Chanel. 
Sì, stando indiscrezioni (messe ad arte?), a regime dovrebbero materializzarsi addirittura circa 600 posti. 
Un numero che se dovesse essere confermato darebbe una grossissima risposta all’occupazione locale e della zona. Ma, aldilà dell’entità, appare ormai sicuro che la multinazionale francese della moda si appresti ad approdare a Vittuone. 
Tuttavia in municipio, anche se ammettono il possibile arrivo della prestigiosa casa di moda, non si sbilanciano sui numeri, ma in ogni caso si augurano che l’insediamento assicuri effettivamente occupazione. 

Comunque i 600 posti di cui si parla non sono dati dal complesso aziendale, che è destinato a nascere nell’area del bosco del Bacin, ma considerando anche quelli che si ipotizza che potrebbero derivare dall’indotto assicurato dalla sua presenza. Naturalmente la notorietà e il prestigio non sono dettagli trascurabili, anzi se valorizzati potrebbero aprire ulteriori prospettive occupazionali. 
Certo i precedenti non sono esaltanti, perché se si consideri che le sfavillanti promesse di lavoro che si sarebbero dovute concretizzare con la realizzazione della Rsa “Il gelso”, l‘apertura del centro commerciale “Il Destiero” in Vittuone e della struttura commerciale Bennet a Sedriano e Cornaredo non hanno poi trovato alcun riscontro nella realtà è quanto mai opportuno e prudenziale prendere con le pinze i numeri occupazionali che circolano.  Per contro questi insediamenti hanno generato sfruttamento, precariato e sott’occupazione.
 Sarà così anche con Chanel, che magari in vista dell’Expo 2015 vuole soltanto temporaneamente ritagliarsi uno spazio per acquisire ulteriori quote di mercato per poi traslocare altrove? Chissà, ma con la crisi occupazionale chi se la sente di arzigolare? Nessuno o quasi, e il confine fra vero e falso è sempre più sottile.

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