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Ricevo e pubblico questo comunicato del Pd sui rincari della mensa scolastica.

Non è un pesce di aprile, ma un’amara sorpresa pasquale il volantino “Tutti in Cucina-open day a San Martino”, che l’assessorato ai servizi scolastici insieme alla Gemeaz Cusin hanno distribuito a scuola nei primi giorni di aprile. Dal 1° aprile, infatti, si legge sull’ultima pagina del volantino,  sarà applicato un adeguamento Istat  alle tariffe della mensa che  aumenteranno nuovamente del 3,2%. Ben due aumenti nel corso dello stesso anno scolastico che in termini economici, dall’esternalizzazione ad oggi, hanno pesato sulle famiglie per più di 100 euro.
Questo è il risultato dell’operato di questa amministrazione che con l’esternalizzazione della mensa garantiva miglior qualità a minor costo per gli utenti. Le scelte contrattuali  della maggioranza che ci governa dal 2008, anziché ottenere dei benefici ed economie di scala per i propri cittadini, considerando la lunga durata dell’appalto del servizio mensa (sei anni rinnovabili per altri sei), hanno determinato un inefficiente controllo della politica tariffaria e gestional-organizzativa. Di fatto si sono privatizzati i profitti e socializzati i debiti. Noi pensiamo che l’amministrazione abbia l’obbligo di programmare con la logica del buon padre di famiglia, con coerenza ed equità la politica tariffaria attraverso il bilancio annuale, tenendo in seria considerazione le esigenze e i bisogni attuali delle famiglie, in particolari quelle più disagiate. Mentre da un lato l’amministrazione Gibillini stanzia cifre consistenti per il buono famiglia (25.000 euro), premiando le famiglie indipendentemente dal reddito, dall’altro non garantisce neanche alle famiglie in fascia Isee da zero a 5.300 euro  l’esonero dagli aumenti Istat a dimostrazione della scarsa sensibilità sociale. Dove trovare le risorse? Il Partito democratico, tra le altre cose, ha proposto di recuperarle sottraendole dall’evasione fiscale, stipulando a tal fine una convenzione tra il nostro Comune, l’Anci e l’Agenzia delle entrate. Convenzione  che l’amministrazione  ha tenuto ingiustificatamente nel cassetto per quasi 1 anno (la nostra mozione venne votata nel gennaio 2011 da tutto il consiglio), con la conseguente perdita di risorse economiche.

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