Latest News
Latest News
Il rapporto annuale di Sos Impresa ha evidenziato che l’usura in Lombardia è un fenomeno drammaticamente grave e diffuso. 
Ben 16.500 casi stimati tanto che oggi la criminalità è la prima banca d’Italia con 65 miliardi di euro di liquidità.  
Dal rapporto Sos Impresa è emerso che “le mafie grazie alla connivenza collusiva con il mondo politico e amministrativo e di professionisti compiacenti si sono insediate nel Centro e nel Nord Italia; controllano la quasi totalità del mercato del gioco d’azzardo, anche lecito, dello smaltimento dei rifiuti, specialmente quelli tossici e nocivi, del ciclo delle costruzioni”. 
Non è tutto. Gli interessi della criminalità si sono spostati anche in settori nuovi e per certi versi imprevedibili: nel comparto sanitario, nello sport, nell’autotrasporto e nella logistica, nei servizi di vigilanza dei locali. 
Intanto il presidente della commissione bilancio di Regione Lombardia,Fabrizio Cecchetti, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione all’assessore regionale alla sicurezza per chiedere informazioni sulla reale entità del fenomeno e per sapere quali misure si intendano porre in essere perché la Lombardia possa fare la propria parte contro questa piaga sociale.  “Quanto emerge dai dati sulla Lombardia contenuti nel rapporto annuale di Sos Impresa -afferma Cecchetti-  è molto allarmante, com’è allarmante il silenzio delle vittime che subiscono le estorsioni. I numeri del fenomeno sono davvero alti: si stima infatti che siano coinvolti oltre 16.500 commercianti lombardi in rapporti usurai, una cifra che porta la Lombardia al quinto posto (dopo Campania, Lazio, Sicilia e Puglia) nella classica delle regioni più colpite. Che il denaro in circolazione sia sempre meno e che le banche siano diventate troppo strette di manica nel concedere prestiti a commercianti e piccole imprese, privilegiando la grande distribuzione, è cosa nota; quello che invece non si dice sono alcune delle conseguenze più drammatiche che derivano da questo processo.
Tanti commercianti e piccoli imprenditori infatti, dopo che si son visti sbattere la porta in faccia da parte delle propri istituti di credito, si vedono costretti a rivolgersi agli strozzini per non dover chiudere. In questo modo accade che restino intrappolati nel tunnel dell’usura, che in molti casi è direttamente connessa con i traffici della criminalità organizzata, in particolare dell ‘ndrangheta calabrese”.

Related Post

One thought on “MILANO Rapporto Sos Impresa, ben 16.500 commercianti lombardi nelle mani degli usurai. Il consigliere regionale Cecchetti chiede spiegazioni sul fenomeno”
  1. Peccato che non ci sia più la banca paraleghista CREDIEURONORD!
    Quando c'era, infatti, i lombardi bisognosi godevano di ampio sostegno. Vero, Cecchetti?
    Ma chi vuoi mai interrogare, padanuccio caro? Guardati attorno, dalle parti di Lega e PdL, e capirai perchè si è giunti a questo punto!

Lascia un commento