C’è crisi, le aziende chiodono, il lavoro scarseggia, ma i metalmeccanici ce l’hanno fatta a rinnovare il contratto e ritrovarsi con 250 euro lordi in più in tasca. Un Natale un po’ più ricco per i 40.000 lavoratori del nostro territorio.
Ecco il comunciato stampa emesso dalla Cisl Legnano-Magenta.
Una contratto fortemente migliorativo delle condizioni di lavoro del comparto dei Metalmeccanici che ad oggi continua a rimanere una delle categorie più importanti a livello nazionale e che nel solo territorio dell’Alto Milanese vede impiegate circa 40 mila persone.
Giuseppe Viganò, segretario generale della FIM Cisl Legnano Magenta, insieme al collega della UILM Uil di Milano (responsabile per la zona Ovest) Emanuele Russo e al segretario generale dell’UST Cisl Legnano Magenta Giuseppe Oliva, hanno illustrato i passaggi più significativi della piattaforma presentata e sottoscritta a Roma lo scorso 6 dicembre, e che entrerà in vigore nel prossimo gennaio, quando, si terrà la sottoscrizione definitiva dell’accordo valido per il periodo 2013/2015.
Prima di entrare nel merito, Viganò ha fatto una premessa importante: “Noi siamo quelli che il contratto siamo andati a discuterlo e poi a sottoscriverlo. Francamente ci siamo un po’ stancati di vedere quelli della FIOM in tv o sui giornali che vengono a spiegarcelo…”.
Sempre Viganò al pari di Russo ha precisato: “In questo periodo siamo impegnati nel convocare più assemblee possibili nelle fabbriche della zona così da condividere con i lavoratori quanto convenuto dal consiglio generale. Noi entreremo anche in quelle aziende dove qualcuno non ci vorrebbe…”.
Con l’auspicio che il sindacato torni a fare solo il sindacato Viganò e Russo hanno, inoltre, rimarcato che l’ipotesi d’accordo parte dal vecchio contratto collettivo nazionale del 15 ottobre 2009 in scadenza. “Questa è l’evidenza dei fatti così come che la piattaforma è quella proposta da FIM e UILM”.
Quindi, il risultato “politico” più significativo: “Aumenti in busta paga per i lavoratori senza mesi di ritardo e senza un’ora di sciopero”. Prendendo come riferimento la quinta categoria, 35 euro arriveranno nelle tasche dei lavoratori subito a gennaio, altre 45 al 1° gennaio 2014 e le rimanenti 50 al 1° gennaio del 2015. Tradotto in soldoni, significa 3.185 euro in 24 mesi con il diritto a 13 mensilità.
Altro risultato considerevole riguarda il trattamento della malattia. “Il nuovo contratto -ha evidenziato Viganò– tutela gli ammalati e penalizza gli assenteisti”. In quest’ottica si è superata definitivamente la sommatoria nel triennio. Così il trattamento economico ricomincia da capo ad ogni malattia, purché intervenuta dopo 61 giorni di calendario dalla ripresa del lavoro (da questo computo tra gli altri sono esclusi ricoveri ospedalieri, day- hospital, neoplasie, cardiopatie, oltre a tutte le malattie collegate allo stato di gravidanza). Mano pesante, invece, per le frequenti malattie brevi (quelle che fino a 5 giorni). Alla quarta ripetuta scattano le penalizzazioni.
Rilevanti le modifiche introdotte anche in materia di straordinari. “Abbiamo lavorato per una regolamentazione più specifica dando più poteri ai delegati Rsu aziendali. Secondo questa prospettiva -ha fatto presente Viganò– il pacchetto del cosiddetto orario plurisettimanale passa da 40 a 80. Ciò significa dare più incisività all’azione dei sindacati ed evitare che gli straordinari li decida la controparte aziendale in modo unilaterale”.
Russo della UILM Uil ha poi ricordato la creazione del fondo nazionale ‘Metasalute’ che garantisce ai lavoratori una serie di prestazioni assai agevolate in campo medico sanitario.
In chiosa alcuni numeri sulla crisi che danno la cifra del risultato ottenuto da FIM e UILM. “In Italia solo nel 2012 358 mila persone hanno perso il posto di lavoro con un + 20% di cassa integrazione nel settore industriale e un -7% di produzione industriale. Il dato sulla crisi non si modifica guardando al nostro territorio, con almeno 450 aziende coinvolte e un numero di lavoratori imprecisato, visto che alcune di queste realtà sono sotto i 10 dipendenti, e non fanno riferimento ad alcuna organizzazione sindacale”.
“Dentro a questo contesto -hanno terminato Viganò e Russo– portare a casa soldi certi per i lavoratori non è mai poca cosa”.