Alla fine il Comune non ci ha rimesso nulla con la provvidenziale cessione del credito, ma per venire a capo è dovuto ricorrere per così dire alla carta bollata.
Sì, la vicenda dei bollettini dei servizi scolastici non rimborsati si è risolta senza conseguenze per le casse municipali, ma resta la singolarità della vertenza. Il tutto è nato dall’atteggiamento di due rivenditori dei buoni della ristorazione che se ne sono infischiati di riversare al Comune le somme incassate (70.313,29 euro).
I tentativi di convincerli a rifondere il dovuto non sono valsi nè a indurli a proporre un pronto rientro dell’esposizione debitoria né a chiedere la dilazione del debito.
Da qui la rivalsa legale dell’amministrazione comunale nei confronti della società appaltatrice Gemeaz Elior Spa essendosi per contratto fatta carico con propri oneri della riscossione dei servizi scolastici e del successivo riversamento delle somme introitate al Comune. Lo studio legale Robaldo-Ferraris di Milano a cui ha dato mandato, è riusciuto a trovare l’accordo con la società per chiudere definitivamente la controversia.
Infatti la società s’è impegnata a pagare all’ente le somme non versati dagli esercenti incaricati in tre rate di pari importo, di cui la prima all’atto della sottoscrizione dell’intesa, la seconda il 1° ottobre prossimo e l’ultima il 3 gennaio 2014. La Gemeaz Elior Spa, anche come compensazione della dilazione senza interesse concessa dal Comune, ha rinunciato alla richiesta degli interessi sulle fatture che l’ente ha tenuto in sospeso nella fase del precontenzioso, oltre a quelle eventualmente pagate in ritardo nel corso dell’appalto 2009/2013.
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