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Via dalla giunta. Linda Ghidoli da stamattina non è più assessore all’urbanistica ed edilizia privata ed innovazione tecnologica. Il sindaco Alfredo Celeste, costatando che da tempo i comportamenti di Ghidoli non erano più in linea con gli indirizzi dell’esecutivo, le ha revocato la delega. Un provvedimento drastico e inevitabile essendo venuta meno la fiducia, ma non inaspettato. I rapporti si erano via via talmente logorati che lo strappo si è consumato per così dire naturalmente. Del resto la coabitazione era divenuta insostenibile per “le ripetute e ingiustificate critiche agli uffici e agli altri amministratori” in cui Ghidoli, stando al decreto di revoca, si era resa protagonista. Non solo.

“Le critiche -si legge ancora nel decreto- trovano base esclusivamente in una precisa volontà di prevaricazione di ruoli e funzioni degli altri soggetti imponendo scelte tecniche e politiche da loro non condivise”. Il che non solo confligge con “il mantenimento dell’incarico di assessore e che, anche con le modalità con cui si è esplicato, contrasta con qualsivoglia incarico fiduciario”. Abbastanza per interrompere il rapporto amministrativo. Tuttavia l’ormai ex assessore (faceva l’amministratore a tempo pieno) non l’ha presa bene tanto che ha minacciato fuoco e fiamme e conferenze stampa con chissà quali rivelazioni se non fosse stata rimessa al suo posto. Parole cadute nel vuoto. Ma è sintomatico che abbia atteso l’estromissione dall’incarico per lanciare avvertimenti come se i destini dell’amministrazione comunale dipendessero da lei. Si è evidentemente sopravvaluta, la golden share non era e non poteva essere nelle sue mani. 

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