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La realizzazione del campo pozzi a Cascina Croce è veramente un’opera compatibile con l’ambiente? 
Un interrogativo inquietante che al momento resta sospeso sulla comunità come una terribile spada di Damocle.  Tuttavia al momento non si registrano prese di posizione né l’amministrazione comunale né delle forze politiche contro l progetto che il CAP (Consorzio Acqua Potabile) vuole realizzare nella frazione. Ci sono state per la verità delle osservazioni in passato, visto che il progetto è venuto alla luce nel lontano 2001. Ma il progetto è andato avanti e ora è giunto alla fase decisiva. Per chi non lo sapesse si tratta di una gigantesca opera per trivellare quattro pozzi a oltre 250 metri di profondità per prelevare acqua e portarla a Bollate e poi fino a Sesto San Giovanni.
Il costo ammonta in ben 15 milioni. Intanto il Movimento 5 Stelle  trova che “modificare in modo così profondo la conformazione di quei terreni porterà sicure conseguenze sul piano idrogeologico che, se non studiate bene, potranno peggiorare la qualità di vita dei nostri coinquilini attuali e futuri”. Ma la presa di posizione più ferma arriva dalla neo Lista Civica Cornaredo che è molto preoccupata per gli effetti dell’opera che si quantificano nel prelevamento di 200 litri al secondo e in circa 18.000 metri cubi di acqua al giorno e nel rumore delle pompe per 24 ore su 24. Abbastanza per chiedere che sarà del territorio, dei fontanili e del sottosuolo tra qualche anno? 
E così in una sua nota spiega che l’8 agosto 2013 ha consegnato al sindaco Luciano Bassani una petizione popolare con 350 firme di cittadini contro contro il campo pozzi a Cascina Croce. 
Lo scorso 4 novembre, in occasione dell’incontro pubblico sul tema, ha  riproposto a gran voce il contenuto della petizione e richiesto:
– che il Comune di Cornaredo non faccia variazioni al piano di gestione del territorio – a tale scopo – e blocchi immediatamente ogni percorso legale e istituzionale inteso alla perforazione dei nuovi quattro pozzi;
– che i Comuni con carenza di acqua attivino gli enti preposti e predispongano gli strumenti normativi e operativi per bonificare il suolo e depurare l’acqua dove necessario, migliorare l’efficienza della rete idrica, intervenire sulle perdite della rete distributiva, utilizzare acqua non potabile (di prima falda) e recuperare le acque piovane per impieghi come gli scarichi igienici o annaffiare orti e giardini, sensibilizzare i cittadini al rispetto e al corretto uso dell’acqua potabile …;
– che se anche dopo aver perseguito fedelmente quanto sopra si rendesse assolutamente necessario trivellare altri nuovi pozzi per improrogabili e riconosciute esigenze, si dovrà prima informare e poi decidere democraticamente con i cittadini di Cornaredo – e anche con i cittadini dei Comuni limitrofi – su come e dove distribuirli.
Il successivo 6 novembre ha trasmesso un messaggio al sindaco Bassani e al CAP per chiedergli di riflettere e sospendere il progetto in attesa di spiegazioni scritte che il geologo e il CAP non avevano potuto dare alle nostre domande, scritte e consegnate a loro durante l’incontro del 4 novembre, “perché tecniche e articolate”.

La Lista civica invita i cittadini a unirsi nella battaglia per la difesa del territorio e del sottosuolo facendo sentire la loro voce, scrivendo e inviando messaggi di protesta all’amministrazione comunale al seguente indirizzo: sindaco@comune.cornaredo.mi.it. La traccia sugerita da seguire è la seguente:
Il cittadino/i cittadini …: (nome…., cognome, nato il xx/xx/xxxx residente in via….., nr. civico, Cornaredo) avuta notizia delle intenzioni del CAP e di questa amministrazione, esprime la sua ferma e netta contrarietà alla realizzazione del campo pozzi a Cascina Croce se non discussa e condivisa con i cittadini.
Basterà per fermare la macchina in corsa?

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