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L’ora della verità è arrivata. La parola per l’inappellabile verdetto passa ora ai 16.030 elettori, di cui 7767 maschi e 8.263 donne. Toccherà a loro nel segreto dell’urna (scheda azzurra) eleggere il nuovo sindaco di Cornaredo (ma si voterà anche per le europee con scheda grigia). La campagna elettorale con confronti fra i candidati sindaci, manifestazioni, incontri, volantinaggi, manifesti, Internet, Twitter e mail ai cittadini si è chiusa ieri stasera,  oggi il silenzio e domani, domenica 25, il voto (è possibile la doppia preferenza di genere), dalle 7,30 alle 23, nei seggi allestiti fra Cornaredo e San Pietro all’Olmo. Qualche tensione nel corso della campagna elettorale non è mancata, ma alla fine tutto è scivolato via senza problemi.
A sfidarsi per la poltrona più alta del municipio sono Dario Ceniti, 56 anni, (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Ncd, Cornaredo il mio paese), Yuri Santagostino, 28 anni, (Pd, Sinistra per Cornaredo, Centrosinistra per il nostro paese), Ernesto Galli, 61 anni, (Lista civica Cornaredo) e Marco Cardillo, 29 anni, (Movimento 5 Stelle). Un esercito di circa 200 candidati si contenderà i 20 posti in consiglio comunale. Una gara che difficilmente si concluderà in questa tornata elettorale, poiché appare improbabile che qualcuno tagli il fatidico traguardo del 50% +1 dei voti. Ma le sorprese sono sempre possibili e tutto sembra ruotare sia sull’eventuale ballottaggio (9 giugno) che sul successo in prima battuta sulla performance dei grillini. Stavolta non c’è neppure il valore aggiunto del sindaco uscente che possa fare la differenza, poiché Luciano Bassani non è stato ricandidato. Ceniti ha raccolto il testimone del centrodestra e si è dovuto produrre in una campagna elettorale fra discontinuità e cambio di passo rispetto all’amministrazione uscente. Santagostino  conta sul vento nazionale favorevole e sulla novità e freschezza giovanile che rappresenta nella scena politica cittadina. Cardillo è un outsider, ma potrebbe rivelarsi la vera sorpresa della competizione. Infine Galli che vuole ritagliarsi uno spazio fra le corazzate, rappresentate dai partiti. 

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