Il successo di Yuri Santagostino (e del Pd) è stato netto e travolgente. Anzi così travolgente da cannabilizzare anche gli alleati del Pd (Sinistra per Cornaredo e Centrosinistra per il nostro paese) tanto che non sono riusciti neppure a prendere un seggio. Infatti il Pd ha fatto il pieno: 10 consiglieri su 10 possibili. Un risultato che non ha lasciato nulla ai partner, neppure le briciole che ora rischiano di restare a bocca asciutta sicuramente non avendo argomenti solidi per accampare un assessorato. Basterà sostenere che anche grazie ai loro voti la compagine ha superato la soglia del 50% e si meritano un giusto riconoscimento?
Può darsi, ma resta l’anomalia della non rappresentanza in consiglio comunale, che non è un dettaglio da poco. Sicuramente ci sono stati accordi sulla ripartizione degli assessorati quando è stata sottoscritta la coalizione, ma ora il quadro è mutato in maniera imprevedibile e indipendente dalle intenzioni. Da indiscrezioni trapelate durante la campagna elettorale sia Giacomo Manfredi che a Giorgio Tavecchia sarebbero dovuti essere nominati assessori. Non essendo stati eletti varrà ancora l’impegno? Ma anche che vengano nominati non avendo i rispettivi gruppi una rappresentanza in consiglio comunale in che condizioni possano assolvere il mandato? Interrogativi che restano aperti. Sul fronte degli sconfitti c’è l’amarezza del momento, ma anche la consapevolezza che con il “traino Renzi” c’era ben poco da fare. “Abbiamo fatto -spiega Dario Ceniti, candidato sindaco del centrodestra- il possibile, ma l’effetto Renzi è stato decisivo. Ora Santagostino ha una maggioranza omogenea, visto che sono tutti consiglieri della sua parte politica, per cui governi e dia prova di saperlo fare. Io sarò vigile e attento”.

Vediamo che è sempre più difficile arrampicarsi sugli specchi…
Da Dario stai sereno…