I tagli stanno costringendo i Comuni a ridisegnare il welfare locale, ma “cum grano salis”. Sì, perché gli amministratori comunali essendo vicini ai cittadini si rendono conto delle loro esigenze e priorità e se proprio devono tagliare non usano il bisturi indiscriminatamente. Del resto dovendo rispondere alla comunità che governano sono molto attenti e si guardano bene di tagliare i servizi sociali. Ma quando il Comune è amministrato da commissari che non devono rispondere ai cittadini, ma solo preoccuparsi di rispettare formalmente procedure e norme astratte allora è tutta un’altra storia. E Sedriano che è retta dalla commissione prefettizia non è da meno.
Infatti in un comunicato stampa del gruppo Insieme Miglioriamo Sedriano, che ricevo e pubblico, vengono espresse durissime critiche agli inquilini del municipio. <Nel campo sociale questo Comune si sta distinguendo per insensibilità e adotta il criterio primario del risparmio piuttosto che far mantenere servizi sociali, che caratterizzano l’aiuto indispensabile di un ente pubblico verso fasce di cittadini meno abbienti e bisognosi di intervento di tutti i generi. Stiamo parlano delle recenti disposizioni dei commissari reggenti (malamente) l’amministrazione comunale di Sedriano, che riguardano il pagamento dell’assistenza domiciliare e prestazioni di sollievo ai più indigenti: l’aumento di rette del centro estivo, con l’aggravio del pagamento anticipato, senza nessuna possibilità di rateizzazione; il taglio degli insegnanti di sostegno per i bambini diversamente abili; il mancato inserimento nel progetto regionale di sostegno agli affitti che creava un piccolo aiuto, ma significativo, alla drammatica conservazione del contratto d’affitto, senza il rischio dello sfratto incombente. Il pagamento previsto di 120 euro di affitto settimanali per i corsi aggiuntivi per aiutare i bambini dislessici (prima completamente gratuito). Alla lista si aggiunge anche il taglio delle cosiddette “borse lavoro”, strumento di sostegno di inserimento e integrazione al lavoro di persone con situazioni personali e familiare di rilievo psico-sociale: ne sono state adottate solo due (determina n. 814 del 2/10/2014) rispetto alle otto, per esempio, adottate dalla precedente amministrazione Celeste (dato rilevato fine 2012) per un importo complessivo di 28.000 euro. La scelta, dicono i burocrati, è dettata dalla particolare situazione che vivono i Comuni, tartassati da una politica centrale riduttiva delle risorse possibili. Su questo non abbiamo elementi di obiezione, perché abbiamo vissuto le stesse privazioni come amministratori anche se ci siamo mossi con più intelligenza e coraggio. Quello che non accettiamo sono le “balle” raccontate da “lor signori” sui debiti pregressi della passata gestione e sulla presenza di “debiti fuori bilancio”. Gli atti in Comune dimostrano che in quattro anni e mezzo di gestione Celeste tutti i bilanci consuntivi, certificati dai consigli comunali e ratificati dai revisori dei conti e dalla Corte dei Conti, hanno specificato l’assenza dei debiti di cui sopra. Vi è un ulteriore elemento di prova di quanto descritto, paradossalmente, anche nella famosa (leggesi fantasiosa) relazione riservata compilata dalla signora Anna Pavone e soci che ha determinato l’ingiusto e immotivato scioglimento degli organi elettivi di Sedriano: infatti in essa si dichiara, non potendolo occultare perché evidente nei numeri e nelle certificazioni, che tutti i bilanci sono regolari e privi degli (inventati oggi dai commissari) “debiti fuori bilancio”. Si aggiunga che nel documento di passaggio alla gestione dei “fenomeni” della burocrazia il saldo attivo risultante del conto di fatto alla data del 24 ottobre 2013 era di euro 1.409.020,95. Questo i commissari attuali lo conoscono benissimo, essendo in possesso della relazione riservata. Abbiamo comunque chiesto, per essere tranquilli e sereni nel giudizio, l’accesso agli atti che giustifichino le dichiarazioni dei commissari, ma la loro “sbandierata trasparenza” ha negato questo nostro diritto con una motivazione pretestuosa. Le bugie hanno le gambe corte. Dal 5 novembre in poi (Tar del Lazio e eventuale Consiglio di Stato) queste possono essere scoperte. Questa eventualità non sarebbe decorosa né molto onorevole>.
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