La visita didattica in municipio di alunni della locale scuola elementare cittadina minaccia di innescare un contenzioso a colpi di carta bollata. Sì, perché, stando all’avviso di querela reso noto dall’ex sindaco Alfredo Celeste e dall’ex vicesindaco Adelio Pivetta, il commissario prefettizio Adriana Sabato nel corso della visita, avvenuta giovedì 20 novembre, avrebbe detto alle scolaresche che “noi siamo presenti nel Comune, perché il sindaco, il vicesindaco e gli amministratori sono accusati di mafia”. Troppo per i due ex amministratori che il successivo 22 novembre hanno scritto al commissario per obiettare che “l’affermazione è contraria al vero e costituisce gravissima diffamazione ai danni non solo dei soggetti da lei richiamati, ma di tutti i cittadini di Sedriano”.
Per la cronaca Celeste è accusato di corruzione semplice, mentre su nessun altro ex amministratore pende alcun capo di accusa. Nessun reato di mafia. Da qui l’invito dei due ex amministratori al commissario, “fatte salve tutte le azioni in sede civile penale e amministrativa”, a “smentire la falsa affermazione”. Ma il commissario ha lasciato scadere i tre giorni di tempo per smentire. Risultato? Celeste e Pivetta non avendone ricevuto alcun riscontro proprio ieri, venerdì 5, hanno notificato al commissario (e per conoscenza anche il prefetto) la volontà di provvedere “a sporgere denuncia/querela nei suoi confronti per diffamazione pluriaggravata e/o calunnia avendo agito nella veste di commissario”.
Per la cronaca Celeste è accusato di corruzione semplice, mentre su nessun altro ex amministratore pende alcun capo di accusa. Nessun reato di mafia. Da qui l’invito dei due ex amministratori al commissario, “fatte salve tutte le azioni in sede civile penale e amministrativa”, a “smentire la falsa affermazione”. Ma il commissario ha lasciato scadere i tre giorni di tempo per smentire. Risultato? Celeste e Pivetta non avendone ricevuto alcun riscontro proprio ieri, venerdì 5, hanno notificato al commissario (e per conoscenza anche il prefetto) la volontà di provvedere “a sporgere denuncia/querela nei suoi confronti per diffamazione pluriaggravata e/o calunnia avendo agito nella veste di commissario”.
