La politica del Partito democratico? A sentire il Movimento 5 Stelle si sviluppa a geometria variabile. Sì, perché, a suo giudizio, quando sta all’opposizione dice una cosa e quanto invece è in maggioranza dice un’altra. Un modus operandi che al M5S non è sfuggito e che ora critica pesantemente. Infatti ha trovato contraddittorio e incoerente che oggi il PD non abbia avuto nulla da ridire per l’estinzione dei mutui attraverso l’avanzo di 80.000 euro, mentre quando per la stessa cosa fatta dalla precedente amministrazione si è invece scatenato in un’incontenibile caciara. Il Motivo? Riteneva che con l’avanzo non erano stati soddisfatti interamente i bisogni dei propri cittadini.
Abbastanza, secondo il M5S, per chiedersi retoricamente: ma non il PD il principale partito della coalizione che guida Bareggio? E il sindaco Lonati non è del PD? Che fine ha fatto la coerenza? Forse adesso che sono loro sulla giostra hanno cambiato opinione? E’ vero che la giostra gira veloce e si fa fatica a rimanerci seduti sopra, ma ai bareggesi gira qualcos’altro. Una dura requisitoria, ma tant’è. Certo è che l’assestamento di bilancio ha presentato un avanzo di parte corrente di 80.000 euro, ma essendo di parte corrente c’è il rischio che alla fine dell’anno si raggiunga il milione di euro dell’anno scorso. Non è tutto. Il M5S osserva che “un Comune non è un azienda quindi non è un fatto positivo chiudere con un avanzo perché ciò significa che non sono stati spesi soldi a favore dei cittadini realizzando meno opere (manutenzione strade, scuole, ecc.) o svolgendo meno servizi (dalle attività culturali a quelle sportive, piuttosto che sociali) di cui la comunità necessita”. Ma così non è stato. Per il M5S “si potrebbero per esempio spendere per il rifacimento di alcune strade (ricordiamo che la via S. Stefano è sempre conciata come prima e altre strade sono piene di buche ancora prima delle gelate), oppure per interventi di manutenzione delle aree giochi dei bambini nei parchi pubblici, alcune delle quali sono state smantellate causa la pericolosità delle strutture rotte. Magari si possono spendere per interventi di manutenzione nei plessi scolastici, oppure per interventi di manutenzione al centro polifunzionale le cui fondamenta stanno marcendo per colpa dell’umidità e delle infiltrazioni (ricordate le nostre foto con un bidone dell’immondizia che raccoglie l’acqua piovana ed un operaio del Comune incaricato del periodico svuotamento?). Magari si possono spendere per pulizia dei tombini ed interventi straordinari in quelle strade che a Bareggio si sono allagate durante le ultime piogge che hanno provocato anche qualche danno. Questo «non fare» non genera risparmi ma costi come ben descritto dai report redatti dall’osservatorio ‘I costi del non fare’ costituito fin dal 2005 dall’Università Bocconi di Milano i cui studi stimano in ca. 60 miliardi l’anno questi costi a livello nazionale (non fare le infrastrutture costa al Paese in mancata efficienza, non fare le manutenzioni costa nel dover in seguito intervenire su situazioni degradate, non fare politica ambientale e del territorio costa per i danni causati successivamente dagli eventi naturali, ecc…).”
