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La rapina è stata ingegnosa, ma dopo un anno esatto uno degli autori è finito in manette. La vicenda è questa. Il 6 dicembre del 2013 in via San Carlo tre individui di cui uno armato di pistola, simulando la consegna di un pacco, si erano fatti aprire la porta d’ingresso dell’abitazione di corte dal proprietario.  Ma il malcapitato non ha fatto in tempo di aprire che è stato aggredito e immobilizzato e, dopo averlo legato con un cavo telefonico, l’hanno rinchiuso all’interno del bagno ubicato al secondo piano mansardato. I delinquenti, dopo aver rovistato all’interno dell’abitazione, si impossessavano di denaro contante (1.500 euro), di alcuni monili in oro, del portafogli contenente documenti vari, carta di credito e bancomat e dileguandosi successivamente. L’uomo è riuscito a liberarsi e ha chiamato i soccorsi tra cui i carabinieri e il 118 che lo visitavano.
Indagini di mesi da parte dei carabinieri della locale stazione sono valse ora ad arrestare Giuseppe Tammeo, classe ’75, senza fissa dimora, nullafacente, pregiudicato. L’identificazione non è stata facile, ma la tenacia dei carabinieri alla fine è prevalsa. Infatti sentendo i vicini e la vittima, guardando telecamere poste nelle vicinanze, consultando e incrociando i dati di centinaia di tabulati telefonici sono riusciti a stringere il  cerchio su Tammeo, che  Giuseppe classe 75, senza fissa dimora, nullafacente, pregiudicato, che è stato arrestato in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere su disposizione del Gip del Tribunale di Busto Arsizio. L’uomo è stato rintracciato a Sesto San Giovanni, condotto in caserma e tradotto a San Vittore. La caccia è ora aperta ai complici.

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